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L’Italia non spenga il sole
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Alfonso Pecoraro Scanio

13 giugno 2008 10:57

{tab=testo} Aria, acqua, terra,vita, sole.
Parlare e spiegare che ecologia è economia, ma è anche futuro, cultura, società, spiritualità e capacità di innovare il nostro modello di sviluppo, la nostra società.
E senza una crescita culturale, senza una conoscenza condivisa tra i nostri cittadini l’Italia e l’Europa non potranno guidare quella grande sfida, che è quella di salvare il Pianeta dal rischio del cambiamento climatico, ma anche di costruire una condizione di benessere, materiale, spirituale, migliore per tutti.
L’Università Verde nasce per questo, per estendere la conoscenza, per fare comprendere a tutti cos’è l’agricoltura biologica invece che OGM, cos’è l’energia solare invece che nucleare, cos’è la capacità di combattere gli eco-reati, gli eco-crimini che distruggono non solo la natura, ma avvelenano la società e l’economia.
Questo è il nostro progetto, vogliamo diffondere la conoscenza e per farlo vi chiediamo di mandarci anche i vostri contributi, in pillole di un minuto, due minuti in modo da poterle diffondere in internet ma anche sull’emittente satellitare Eco-tv e di aiutarci a realizzare anche nelle diverse città dei momenti di incontro, di comunicazione, di scambio di esperienze.
Dobbiamo fare in modo che gli amministratori locali, i dirigenti, i professionisti, gli imprenditori, le associazioni che hanno elaborato o realizzano dei progetti positivi di vera economia sostenibile, di vera società sostenibile, possano avere nell’Università Verde una capacità e un luogo per interscambiare e comunicarsi e soprattutto per costruire quell’humus culturale dal quale può nascere una rigenerazione nel nostro Paese che in termini politici, economici e sociali purtroppo oggi registra un elemento di grande degrado.{tab=video}{/tabs}

Gianfranco Amendola

 10:53

{tab=testo}Molti anni fa, agli albori dell’ambientalismo le Università Verdi sono state fondamentali per fare ragionare la gente con la propria testa, per dare strumenti di intervento diretto sia per quello che riguarda le leggi, sia per quello che riguarda l’alimentazione, per vivere meglio e in pace con se stessi e con la natura.
Oggi credo che dobbiamo rincominciare da lì.
Oggi c’è di nuovo l’obbligo per noi di aiutare tutti a ragionare con la propria testa, aldilà delle suggestioni che vengono dalla pubblicità di tipo consumistico tutti i giorni.
Ecco che contano di nuovo le Università Verdi, ovviamente adeguate ai tempi.
Secondo me bisognerebbe fare incontri in loco, ma utilizziamo anche queste grandi possibilità nuove con il web, per esempio. E se riusciamo a fare anche degli incontri – non lezioni ma incontri -su cose pratiche di tutti i giorni, anche tramite la rete, a me sembra che questa sia una innovazione che vale la pena di tentare al più presto.{tab=video}

{/tabs}

Carlo Rubbia

4 giugno 2008 11:42

{tab=testo}Ma come sarà la situazione energetica nei prossimi 30-40 anni quando il petrolio sarà diminuito? La risposta è che ci sono due soluzioni alternative sulle quali si può lavorare. La prima è il nuovo solare termodinamico, quello inventato da Archimede, che ha la possibilità di accumulare il calore di giorno e farlo funzionare quando è necessario. […]
La seconda cosa importante sono i trasporti. La mobilità sostenibile ha già iniziative positive come il car-sharing, ma cosa sostituirà il petrolio? A mio parere la prima soluzione possibile è l’idrogeno. Ma l’idrogeno è un portatore di energia, e non una sorgente.  Quindi dobbiamo decidere come produciamo questo idrogeno. Se noi utilizziamo il carbone per produrre idrogeno, allora facciamo prima ad usare il carbone subito. Se noi utilizziamo il metano, ma allora è meglio mettere il metano nell’automobile e facciamo prima. Quindi il problema è accoppiare l’idrogeno ad un sorgente giusta. Potrebbe essere il solare, ma è ancora tecnicamente da discutere e vedremo cosa succederà.
Quella che si propone come una vera rivoluzione è la biomassa. Nel passato noi eravamo abituati alla colza. Ma ricordatevi che per far girare una automobile, ci vuole un ettaro coltivato a colza. Quindi moltiplicando il numero di macchine per gli ettari di colza necessari per farle circolare un anno, arriviamo a milioni di unità in Italia e questo non è possibile.
Ma ci sono altre coltivazioni, che sono allo studio degli scienziati, che propongo di arrivare a dei livelli che sono confrontabili energeticamente con il fotovoltaico. Noi possiamo auspicare un futuro per il metanolo.
Quindi solare e bioetanolo possono essere le due possibilità di sostituzione, nell’arco dei prossimi 30 anni, del petrolio.
E l’Italia è particolarmente favorita. Noi abbiamo un milione di ettari che sono coltivabili ma che non sono coltivati. Bisognerebbe utilizzarli con queste nuove tecnologie.

Oggi non si spende abbastanza per la ricerca, per lo sviluppo di tecnologie avanzate. Normalmente i produttori delle nuove tecnologie investono circa il 15% del fatturato in ricerca. 84 milioni di barili di petrolio ogni giorno sono consumati nel mondo, sono circa 5 miliardi al giorno che si intascano i produttori di petrolio, altri 5 miliardi li intascano i governi ogni giorno. Ma quanti di questi soldi vanno a finire in ricerca e sviluppoZero!
Ma se noi non cambiamo, se noi non mettiamo i giovani a fare ricerca per trovare le soluzioni migliori, se stiamo lì a guardare è ovvio che finiremo come le cicale e non come le formiche. Nei prossimi 15 anni dobbiamo trovare delle soluzioni non solo per sostituire il nucleare – che per me è finito – ma anche il petrolio.
Ci sono in Inghilterra delle persone che stanno pensando a creare una società senza petrolio. Anche noi dobbiamo pensare a questo e cosa dobbiamo fare per ottenere questa situazione. E’ una urgenza, va fatta subito. Non possiamo aspettare 15 anni perché sarà troppo tardi. E lo faranno gli altri.{tab=video}

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