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Appello contro la privatizzazione dell'acqua in Campania

L’acqua pubblica di Napoli è in pericolo, con essa la democrazia e la possibilità di attuare il referendum che abbiamo vinto nel 2011. Alex Zanotelli [...] [leggi tutto]

Climate change, l'Italia sarà in grado di adattarsi?

Mentre l’Italia é impegnata a seguire il dibattito sulla riforma del Senato, il resto del mondo si concentra  sui dati diffusi dall’IPCC sui cambiamenti climatici, e [...] [leggi tutto]

A giugno in Italia il picco delle rinnovabili

16 giugno 2013: ricordatevi questa data. Perché quel giorno, per la prima volta e per un paio d’ore, tra le 14 e le 15, in [...] [leggi tutto]

La pizza patrimonio dell'Umanità

La pizza, piatto tipico della cucina italiana, o meglio napoletana, ha in sé il potere e l’armonia dei quattro elementi naturali citati su questo sito. [...] [leggi tutto]
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L’Italia non spenga il sole
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Orvieto-La sfida culturale dell’ambientalismo

26 febbraio 2009 10:59

Su suggerimento di Pinuccia Montanari, Luca Dallorto e Fausto Carotenuto, la Fondazione UniVerde ha organizzato una giornata di riflessione su come rispondere al ritorno dei nuclearisti e rilanciare una sfida culturale dell’ambientalismo nel nostro Paese. L’incontro è a numero chiuso e si svolgerà il prossimo Sabato 28 Febbraio dalle ore 10 alle ore 18 alla Locanda della Quercia Calante nei pressi di Orvieto. Per informazioni: info@universitaverde.it

Genova-8000 comuni per Kyoto

16 febbraio 2009 14:33

Convincere gli 8.000 comuni italiani a ridurre le emissioni di Co2 oltre i parametri fissati dal Consiglio europeo per il 2020 è l’obiettivo di una campagna lanciata al Galata Museo del mare dal sindaco di Genova Marta Vincenzi, in qualità di presidente dell’associazione Anci Ideali, e dal presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio. Continua…

L’anniversario del Protocollo di Kyoto

 10:36

Il 2009 sara’ l’anno decisivo sul fronte dell’emergenza clima, con i riflettori puntati sulla Conferenza di Copenaghen di dicembre, il cui obiettivo e’ un nuovo trattato globale per la riduzione dei gas serra. Attualmente ad essere in vigore e’ il protocollo di Kyoto, che oggi festeggia il suo quarto compleanno e che scade nel 2012.
Anche Alfonso Pecoraro Scanio, con un video ed un post sul suo blog, celebra questa data.
Ma ecco l’identikit dell’accordo considerando tra le tappe del processo anche il pacchetto Ue clima-energia, che vuole dare una spinta per il cosiddetto periodo ‘post-Kyoto’:

  • ADOZIONE: 11 dicembre 1997 alla terza conferenza della Convenzione quadro sul clima (Unfccc), nella citta’ giapponese
  • ENTRATA IN VIGORE: 16 febbraio 2005 – PERIODO D’AZIONE: 1/o gennaio 2008-31 dicembre 2012
  • QUANTI PAESI: ratificato da 176 Paesi, di cui 38 con target vincolanti, quelli industrializzati, tranne gli Usa
  • I GAS SERRA CONSIDERATI: anidride carbonica (Co2); metano (CH4); protossido di azoto (N2O); idrofluorocarburi (HFC); perfluorocarburi (PFC) e esafluoruro di zolfo (SF6)
  • OBIETTIVI: per i paesi industrializzati taglio del 5,2% delle emissioni di gas serra a livello globale rispetto ai livelli ‘90. Per l’Europa il taglio e’ dell’8% per l’Italia il 6,5%, sempre rispetto ai livelli del ‘90
  • BALI (INDONESIA) 2007: il 15 dicembre 2007 la 13/a Conferenza Onu sul clima (Cop13) da’ il via libera a una road-map per fissare la tempistica dei negoziati. Si riconosce tra l’altro, la necessita’ di un’azione internazionale per la lotta ai cambiamenti climatici e per la prima volta si lancia un processo che coinvolge Paesi industrializzati e in via di sviluppo;
  • PACCHETTO UE: obiettivi al 2020 (taglio 20% Co2 rispetto ai livelli del ‘90; 20% efficienza energetica; 20% rinnovabili, per l’Italia il 17%). L’obiettivo e’ di spingere il resto del mondo per l’approvazione dell’accordo globale di Copenaghen;
  • POZNAN (POLONIA) 2008: 14/a Conferenza Onu sul clima (Cop14) a dicembre, ha delineato un accordo su un piano di lavoro per il 2009 con l’obiettivo di definire chiaramente gli obiettivi di riduzione delle emissioni, in tempo utile per la Conferenza di Copenaghen;
  • COPENAGHEN 2009: 15/a Conferenza Onu sul clima a dicembre 2009. La road-map di Bali ha deciso che a Copenaghen si decidera’ l’accordo post-Kyoto il cui regime entrera’ in vigore nel 2012, cioe’ dopo la scadenza del Protocollo salva-clima la cui durata e’ per il periodo 2008-2012.

Erano d’amianto 200 metri di spiaggia del Po . Si apre il processo alle multinazionali.

9 febbraio 2009 05:58

L’alveo del fiume Po, a Casale Monferrato (Alessandria), fu modificato dalla quantità di amianto lavorata nella sede locale dell’Eternit: sulla sponda destra, tra il 1975 e il 1986, si creò una vera e propria spiaggia, che assunse un colore bianco brillante.

La circostanza, già nota ma per la prima volta al vaglio di un giudice, è contenuta nella richiesta di rinvio a giudizio per lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Kean Louis De Cartier, chiamati in causa per 2.889 casi di persone (molti sono lavoratori che hanno prestato servizio a partire dal 1952 in quattro filiali italiane dell’Eternit) ammalate o morte per il contatto con le polveri del minerale.

La procura di Torino contesta il disastro doloso e, tra le fonti di prova, intende presentare una consulenza di un geologo del Cnr, sulle “variazioni morfologiche dell’alveo del fiume” intervenute tra il 1975 e il 1986. La spiaggia, di circa 200 metri, si formò – secondo quanto si è appreso – perché le polveri contenute nelle acque di scarico si sedimentarono. Il Comune ha bonificato l’area a proprie spese a partire dal 2000.

A Genova prescritti i reati d’inquinamento dell’Ilva di Cornigliano

 05:57

Sono prescritti quasi tutti i reati per il presidente del gruppo Riva, Emilio Riva, e per i figli, Arturo e Claudio, mentre parte degli atti tornano alla procura di Genova. È questa la conclusione del processo di secondo grado per l’inquinamento provocato dall’Ilva di Cornigliano tra il 2001 e il 2005. Il pm aveva chiesto un anno d’arresto per i tre imputati. Il processo di primo grado, tenutosi tra il novembre 2004 e l’ottobre 2006, si concluse con la condanna dei Riva a un anno e 4 mesi d’arresto (pene condonate) e l’indennizzo alle parti civili. La prima sezione penale della Corte d’appello ha deciso di riconoscere le prescrizioni relative ai capi d’imputazioni legate alla cokeria.

Dal nord al sud, Sindaci arrestati per abusivismo edilizio

 05:56

Il Sindaco di Pisciotta, Parco del Cilento, è finito agli arresti, ma poco tempo dopo è stato scarcerato, per aver favorito la lottizzazione abusiva, volta alla realizzazione di quaranta villini nonché delle relative opere di urbanizzazione, nella località Lacco del comune del suo comune, area turistica del Cilento. Concussione continuata, rivelazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio, concorso in usurpazione di funzioni pubbliche, truffa continuata ed aggravata ai danni dello Stato, concorso in lottizzazione abusiva e concorso in violenza e minaccia a pubblico ufficiale, sono solo alcuni dei reati contestati al Sindaco di centrodestra. L’obiettivo era la lottizzazione abusiva di un terreno agricolo di oltre 60mila metri quadrati, sottoposto a vincolo paesaggistico, per la realizzazione di un mega villaggio turistico composto da quaranta villette a schiera a pochi metri dal mare. Anche il Sindaco di Gazzo Veronese e altri cinque dirigenti dello stesso comune sono stati arrestati per associazione per delinquere finalizzata a compiere reati contro la fede pubblica e la pubblica amministrazione in materia di abusi edilizi. In carcere sono finiti oltre al sindaco, che guida una lista civica di centrodestra, il segretario comunale, il responsabile dell’ufficio tecnico del comune e tre componenti della commissione edilizia. Tra gli indagati figurano persone legate a studi privati ed esterni che facevano da prestanome, studi tecnici e amministratori pubblici veronesi di altri comuni scaligeri. Secondo l’accusa, i destinatari dei provvedimenti restrittivi avevano permesso di edificare immobili residenziali in aree classificate, secondo il piano regolatore generale, come zone agricole. Avrebbero inoltre fatto varianti illegittime del piano regolatore senza la valutazione di impatto ambientale e avrebbero infine concesso sanatorie illegittime di fabbricati esistenti.

Sequestrati in Toscana e in Campania gli immobili d’imprenditori vicini ai Casalesi

 05:55

Beni per un valore di 100 milioni di euro sono stati sequestrati ad imprenditori che avrebbero agevolato le attività dei clan camorristici dei Casalesi e dei Mallardo. Il maxi sequestro – 16 appezzamenti di terreno e 61 immobili ubicati nelle province di Napoli, Arezzo e Pisa, ma anche patrimoni aziendale e quote societarie oltre ad auto di grossa cilindrata, tra l’altro – rientra nell’indagine che nel maggio del 2008 portava all’arresto di 23 appartenenti al corpo di polizia municipale di del Comune di Giugliano, in Campania, tre funzionari in servizio all’ufficio tecnico dello stesso comune nonché undici imprenditori, e due tecnici di fiducia di questi ultimi. Gli imprenditori, nello specifico, ottenevano trattamenti privilegiati quali il ritardo o l’omissione del rilevamento dell’abuso e quindi del sequestro, sopralluoghi pilotati o il rilascio di provvedimenti illegittimi, tra l’altro: il tutto per facilitare gli affari dei Casalesi e dei Mallardo. I vigili urbani avevano tutto l’interesse a guadagnare dagli abusi, tanto che avevano messo a punto un vero e proprio tariffario proporzionato all’entità dell’abuso. Le tangenti pagate dagli imprenditori finivano nella cassa comune del gruppo e venivano ripartite tra i “soci”. Ma le indagini hanno stabilito che il vero e proprio motore erano i costruttori, ben consapevoli di dover concludere intese sia con la polizia municipale – per evitare l’azione preventiva – sia con l’ufficio tecnico, per poter garantire il completamento delle opere abusive da immettere nel mercato immobiliare.

Nel trentino, rifiuti pericoli trasformati in inerti innocui … sulla carta

 05:51

La discarica Sativa di Sardagna è stata posta sotto sequestro dalla magistratura di Trento nell’ambito dell’indagine in corso sulla ex cava Monte Zaccon di Marter, in Valsugana, sempre in Trentino, dove la Forestale di Enego ha ritrovato 123mila tonnellate di materiale contenenti residui di lavorazione di acciaierie, di cartiere e limi di marmi con sirene (sostanza cancerogena).
Il legame tra i due siti è rappresentato da Simone Gosetti, 44 anni di Levico Terme, in carcere a Verona, titolare della società Ripristini Valsugana Srl, che gestiva la cava, e con interessi anche nella società Sativa, che opera a Sardagna. Dopo il sopralluogo del Corpo Forestale di Enego la custodia della discarica di Sardagna è stata affidata al funzionario comunale del servizio Ambiente. Un laboratorio coinvolto nell’inchiesta eseguiva le analisi sui materiali modificandole per far apparire che si trattava di inerti. Un affare di alcuni milioni di euro.

Pellet illegale nel Veneto

 05:50

Ventiquattro imprenditori trevigiani e vicentini sono stati denunciati a vario titolo per gestione illecita, traffico di rifiuti e falso documentale. Tre le procure interessate: Bassano del Grappa (Vicenza), Vicenza e Treviso che hanno in carico da fine 2008 i fascicoli dell’indagine iniziata a settembre e che ha preso in esame la filiera del legno, con l’obiettivo di conoscere la destinazione dello smaltimento dei rifiuti. Com’è noto i rifiuti del legno vergine vengono utilizzati per le biomasse, per il legno trattato si deve seguire una particolare procedura. Invece le aziende venete avrebbero destinato i rifiuti di legni lavorati (con colle e vernici) alle società iberiche Fantinato di Rosà e Pst Pedemontana di Tezze sul Brenta per fare pellet e altri prodotti poi messi in commercio. Le due ditte avrebbero movimentato in 6 mesi circa 4.000 tonnellate di rifiuti di legno industriale, con conseguenti emissioni dannose in atmosfera.

Obama e la svolta ecologista sul solare

8 febbraio 2009 22:48

Barack Obama finalmente è diventato Presidente degli Stati Uniti. Manterrà le promesse sull’ambiente?
Un primo segnale l’aveva già dato l’amministrazione uscente Bush, che pressata dalla svolta ambientalista di Obama, con uno dei suoi ultimi atti ha preparato il terreno: all’inizio dell’ottobre scorso ha prolungato la detrazione d’imposta energetica – Investment Tax Credit (ITC) – per altri 8 anni. Questo strumento fiscale aperto ai privati ed alle imprese, permette di economizzare il 30% del proprio investimento e avrà l’effetto di incentivare l’industria.
L’associazione delle industrie fotovoltaiche americane ha fatto un’analisi dell’effetto ITC sull’industria fotovoltaica: si prevede la creazione di 440.000 impieghi permanenti con 325 miliardi di dollari investiti tra il 2009 ed il 2016.
La mancanza di un limite alla detrazione dovrebbe mettere il turbo allo sviluppo del fotovoltaico nel settore residenziale, mentre il settore commerciale può programmare la solarizzazione del suo patrimonio a costi abbordabili. Comprendendo poi gli investimenti delle compagnie elettriche, si arriva a prevedere un totale di 28 GW.
Non è il solo studio ottimista. Anche la Navigant Consulting Inc. ne ha pubblicato uno sull’effetto economico dell’ITC dove si ipotizza una progressione nelle installazioni fotovoltaiche che va dagli oltre 500 MW del 2009 ai più di 6000 MW del 2016.
Anche la produzione di elettricità solare ad alta temperatura (termodinamico) conoscerà un rinascimento. Sono stati installati nel 2007 in Nevada 64 MW, e con l’installazione di 1200 MW all’anno a partire dal 2011, questa tipo di produzione sarà la più competitiva tra quelle fotovoltaiche, a 8 c$/kWh. Il potenziale stimato per questa tecnologia nella Sun Belt è stimato in 200 GW.
Però una detrazione non basta a creare un mercato perenne, per cui Barack Obama dovrà adottare diverse misure per trasformare queste aspettative in realtà. Il programma prevede giustamente la formazione nelle tecnologie verdi, contributi alla ricerca e la creazione di un Renewable Portfolio Standard (RPS) a livello federale – finora esisteva solo a livello dei singoli stati. Questo RPS costringerà le compagnie elettriche a consegnare il 10% dell’energia da fonti rinnovabili nel 2012, ed il 25% nel 2025. Sono tutti provvedimenti positivi, ma bisognerà ottimizzare l’ITC, estendendolo – per esempio – agli investimenti industriali nelle energie rinnovabili. Il governo federale dovrà diventare esemplare, investendo rapidamente e massicciamente per coprire i bisogni federali con energia solare. E soprattutto è necessaria una legge federale che consenta di vendere il proprio surplus energetico. Altrimenti solo i grandi consumatori di energia saranno interessati ad investire, mentre gli americani virtuosi saranno sfavoriti.
L’uscita degli Stati Uniti dal tunnel della recessione dipenderà in buona misura dalla riconversione ambientale della sua economia, quindi grande fiducia al “green new deal” rilanciato da Obama, che contribuirà, si spera, a disegnare un nuovo modello di sviluppo sostenibile ed un cambiamento degli stili di vita.