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Appello contro la privatizzazione dell'acqua in Campania

L’acqua pubblica di Napoli è in pericolo, con essa la democrazia e la possibilità di attuare il referendum che abbiamo vinto nel 2011. Alex Zanotelli [...] [leggi tutto]

Climate change, l'Italia sarà in grado di adattarsi?

Mentre l’Italia é impegnata a seguire il dibattito sulla riforma del Senato, il resto del mondo si concentra  sui dati diffusi dall’IPCC sui cambiamenti climatici, e [...] [leggi tutto]

Rinnovabili: le aziende che rischiano e ce la fanno nonostante la crisi

In seguito alla pubblicazione dei dati del XII rapporto: “Gli italiani e il solare”, abbiamo ricevuto questa interessante testimonianza che abbiamo deciso di pubblicare. ITALIA. [...] [leggi tutto]

La pizza patrimonio dell'Umanità

La pizza, piatto tipico della cucina italiana, o meglio napoletana, ha in sé il potere e l’armonia dei quattro elementi naturali citati su questo sito. [...] [leggi tutto]
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L’Italia non spenga il sole
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GRANDI FIUMI: ALLARME SICCITA’

30 giugno 2009 12:35

Martedì, 30 giugno 2009

Lo hanno lanciato gli studiosi del National Center for Atmospheric Research (NCAR) in Colorado. Il surriscaldamento globale sta prosciugando i fiumi.
In uno studio divulgato di recente e pubblicato dall’American Meteorological Society’s Journal of Climate, i ricercatori hanno preso in esame circa 925 fiumi del mondo.
Hanno constatato che in poco meno di sessant’anni, dal 1948 al 2004, oltre la metà dei corsi d’acqua ha visto ridotto il proprio livello, in alcuni casi più che dimezzato.
L’alterazione dei ritmi delle precipitazioni e l’aumento del tasso di evaporazione, determinato dalle temperature sempre più elevate, provocano una continua, graduale diminuzione della portata dei fiumi che rappresentano quasi il 73% delle riserve mondiali di acqua dolce superficiale.
La mappa del rischio interessa soprattutto le regioni subtropicali del pianeta: il Niger nell’Africa Occidentale, il Gange in India, il Fiume Giallo in Cina ed anche il Colorado negli Stati Uniti.

L’allarme è particolarmente grave in Africa, dove è a rischio l’approvvigionamento di acqua e cibo in zone densamente popolate e già molto provate da siccità e carestie.
Solo il Fiume Azzurro in Cina ed il Brahmaputra in India, che nascono dalla catena dell’Himalaya, sono risultati stabili nel periodo in questione. Ma gli studiosi sono preoccupati anche di questo. Anch’essi potrebbero iniziare a disseccarsi proprio per il progressivo scioglimento dei ghiacci himalayani che li alimentano.

Di questo preoccupante fenomeno i cambiamenti climatici sono la maggiore delle cause ma non l’unica. Anche l’uomo interviene direttamente sulla portata dei fiumi intercettandone l’acqua con deviazioni e dighe, per sfruttarla in agricoltura o per l’industria. Ciò rende più serio il rischio di siccità proprio dove l’acqua è un bene primario per la sopravvivenza delle popolazioni.

La diminuzione della portata dei fiumi incide anche sull’equilibrio degli oceani. La quantità di acqua dolce confluita nell’Oceano Pacifico è diminuita del 6%, cioè 526 chilometri cubi, circa la portata annuale del Mississippi, mentre nell’Oceano Indiano l’acqua dolce immessa si è ridotta del 3%. Questo incide sulla salinità e sulla temperatura dei mari, con effetti imponderabili sugli ecosistemi e con riflessi sempre meno trascurabili anche sul clima globale.

M.V.

Clima: Svolta Usa

28 giugno 2009 13:26

Lo aspettavamo da anni, finalmente il congresso degli Stati Uniti ha approvato un piano di taglio delle emissioni di Co2. Un piano più timido del progetto europeo 20-20-20 ma è un toltale cambio di rotta rispetto agli otto anni dell’amministrazione Bush. Non ci devono essere alibi per ottenere a Copenhagen un vero successo nella lotta globale contro i cambiamenti climatici.

A.P.S.

DOLOMITI PATRIMONIO DELL’UMANITA’

26 giugno 2009 12:58

Venerdì, 26 giugno 2009

GRANDE VITTORIA DELLA NATURA

Questa mattina mi hanno telefonato da Siviglia per dirmi che l’Unesco ha approvato, definitivamente, l’iscrizione delle Dolomiti al patrimonio mondiale dell’Umanità come bene naturale. Una grande vittoria per la proposta che avevo formulato come Ministro dell’Ambiente. L’ Italia infatti aveva solo un altro bene naturale iscritto nella lista Unesco: le Isole Eolie. Questo è un modo concreto per ricordare a tutti che l’Italia non è solo il grande Paese dell’arte ma anche il Paese leader in Europa per la biodiversità e le bellezze naturali.

A.P.S.

Copenhagen: i comuni in azione

24 giugno 2009 16:23

Mercoledì, 24 giugno 2009

Summit di Copenhagen sui cambiamenti climatici: gli enti locali protagonisti

Gli enti locali del pianeta riuniti dal 2 al 4 giugno a Copenhagen per il Summit Mondiale sui cambiamenti climatici hanno raggiunto un accordo.

Dopo tre giorni di confronti fra amministratori e sindaci provenienti da oltre 64 paesi, l’obbiettivo è stato ottenuto, realizzando un documento ufficiale condiviso in cui si chiede che le città e i territori vengano inseriti a pieno titolo come attori protagonisti nel nuovo accordo mondiale sul clima e possano avere un ruolo attivo nell’attuazione degli impegni previsti nell’accordo che sostituirà Kyoto e che sarà deciso a dicembre 2009 proprio a Copenhagen.

Ora quindi la palla passa ai Governi Nazionali che dovranno decidere non solo se raccogliere le istanze ma soprattutto se portarle in fase di negoziato ONU.

In sintesi gli enti locali chiedono di poter essere messi nella condizione di intervenire e di essere dotati delle risorse necessarie.

Questa la parola d’ordine che ha contraddistinto il Summit e che ha visto lavorare fianco a fianco oltre agli amministratori di tutta Europa, quelli provenienti da Afghanistan, Algeria, Argentina, Brasile, Burkina Faso, Camerun, Canada, Cile, Ciad, Cina, Colombia, Congo, Corea del Sud, Costa d’Avorio, Costarica, Ecuador, Filippine, Georgia, Ghana, India, Indonesia, Kenya, Kuwait, Marocco, Mauritania, Messico, Mozambico, Nepal, Nicaragua, Nigeria, Peru, Russia, Sud Africa, Sri Lanka, Stati Uniti, Taiwan, Tanzania, Tailandia, Turchia, e Vietnam.

Molto soddisfatto Emilio D’Alessio, Presidente del Coordinamento Nazionale Agende 21 locali italiane che ha dichiarato: “E’ un risultato assolutamente importante quello raggiunto in questi giorni che ci fa essere estremamente soddisfatti anche per la corrispondenza tra i contenuti del documento di Copenhagen e la Carta dei Territori e delle Città d’Italia per il Clima promossa mesi fa da Agenda 21 Italia in collaborazione con Anci e Upi.”

LUCA DALLORTO

L’Acqua è Vita!

9 giugno 2009 12:39

Martedì, 9 giugno 2009

Aman Iman!” dicono i Tuareg del Sahara, “l’Acqua è Vita!”.
Nella cruda saggezza degli uomini del deserto c’è quello che l’uomo ha sempre avvertito in sé, prima che la scienza moderna arrivasse a capirlo. La vita sulla Terra è nata per l’acqua, nessun essere vivente può esistere senza.
Le grandi civiltà del mondo sono sorte grazie al sostentamento che traevano dall’acqua, sulle rive dei fiumi: il Nilo, il Tigri e l’Eufrate, lo Huang Ho (Fiume Giallo), l’Indo e il Gange, il Tevere.
L’importanza dell’acqua è riconosciuta nelle religioni e nelle filosofie sin dai tempi antichi: considerata fonte di vita e simbolo di fertilità, di rinnovamento e purificazione, di benevolenza divina.
La filosofia greca associò l’origine di tutte le cose all’acqua e spiegò con il suo scorrere il trascorrere del tempo, il mutamento di tutto. In Cina l’acqua venne identificata con il caos da cui ha avuto origine l’universo.
Purtroppo, l’uomo ha perso memoria della sacralità che attribuiva all’acqua, che gli ispirava rispetto per questo elemento e per la sua decisiva importanza per la vita.

L’acqua ricopre il 71% della superficie terrestre; la gran parte è negli oceani e nei ghiacciai e solo l’1% è direttamente utilizzabile per le attività umane. Di questa, il 93% viene utilizzata per usi agricoli e industriali.
È una risorsa primaria di vita, ma sempre più limitata e distribuita in modo disuguale. Oggi un miliardo e mezzo di persone non ha accesso all’acqua potabile. I Paesi ricchi consumano circa l’80% delle risorse idriche mondiali: un abitante degli Stati Uniti d’America consuma in media 425 litri al giorno, un abitante del Madagascar ne ha a disposizione appena dieci.
Gravissime sono le conseguenze di questa sperequazione: ogni 20 secondi nel mondo un bambino muore di sete, ogni anno 3 milioni di esseri umani muoiono per malattie provocate dalla cattiva qualità dell’acqua.
E lo scenario mondiale è destinato a peggiorare se la Comunità Internazionale non attuerà risoluti interventi: desertificazione, inquinamento, sfruttamento dissennato, sprechi e mercificazioni porteranno oltre due terzi dell’intera popolazione mondiale a soffrire di scarsità d’acqua.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di “sofferenza per mancanza d’acqua” per disponibilità quotidiane inferiori a 50 litri a persona.

Nel 2005 l’ONU ha lanciato il 2° Decennio Internazionale d’azione “Acqua per la Vita” (2005-2015) e gli Obiettivi del Millennio propongono di raggiungere entro il 2015 il dimezzamento del numero di persone prive di accesso all’acqua potabile e a servizi igienici adeguati.
È fondamentale l’impegno concreto di tutti i Governi. È importante che ognuno si senta coinvolto dal dovere dell’azione solidale.

Lo spirito di solidarietà economica ed ecologica tra i popoli è stato il tema della Giornata Mondiale dell’Acqua 2009, celebrata come ogni anno il 22 marzo, dal titolo “Condividere l’acqua – condividere le opportunità”.
Proclamato nel 1992 dalle Nazioni Unite, il World Water Day esorta alla riflessione sul valore dell’acqua e sulla necessità di un utilizzo sostenibile ed equo di tale ricchezza.
La crescente domanda e la disponibilità sempre più insufficiente porteranno a forti tensioni sociali, accenderanno aspri conflitti nelle zone del mondo dove più grave è la carenza.
Risolvere il problema della mancanza d’acqua, promuovendo la cooperazione tra le nazioni, è, dunque, un imperativo per tutta la società, è strumento primario per combattere la povertà e favorire la pace.

Attraverso la conoscenza obiettiva e priva di condizionamenti e la libera discussione sui temi dell’acqua, intendiamo stimolare le menti ad affrontare con responsabilità queste sfide del presente, per il futuro.
E’ il nostro obiettivo far “sgorgare” nella società una cultura nuova.
La cultura dell’acqua come bene comune da sottrarre alle dinamiche egoistiche del profitto, e da aprire ad una gestione democratica e partecipata.
La cultura della difesa dell’acqua dagli inquinamenti e del contenimento degli sprechi.
La cultura dell’acqua come patrimonio dell’intera umanità, da fruire oggi responsabilmente per preservarlo alle generazioni future.

Michele Vespucci