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REGGIO EMILIA KYOTO TOWN

22 luglio 2009 14:37

Mercoledì, 22 luglio 2009

Dal 2004 ad oggi Reggio si è lanciata con convinzione sulla strada che porta a Kyoto.
Accettare questa sfida per un’amministrazione comunale significa realizzare un sistema complesso
d’interventi e relative misure economiche, e, ancora più complesso, significa riscrivere la
pianificazione comunale all’insegna della sostenibilità energetica. Già premiata per l’allegato
energetico comunale da “Enti Locali per Kyoto 2006” Reggio ha rilanciato col Piano Energetico
Comunale. L’ambizioso documento offre una scrupolosa analisi dei consumi energetici in sei
differenti settori (civile, industriale, mobilità, agricolo, pubblica amministrazione, trasformazione
energia elettrica) e ne descrive lo scenario di riferimento, il trend di evoluzione, le potenzialità per il
Protocollo di Kyoto e i costi per la realizzazione degli investimenti. Obiettivo prefissato è una
riduzione di emissioni di CO2 pari a 300.000 tonnellate all’anno. La quantificazione della CO2
però non è affare semplice, per questo il Comune di Reggio Emilia promuove due importanti
iniziative: il progetto LAKS per lo sviluppo una metodologia standard di misurazione dell’impatto
delle politiche sulle emissioni climalteranti; il progetto ECO2-REGIO per la realizzazione di uno
strumento tecnico per il calcolo delle emissioni territoriali che consenta il confronto tra diversi
territori.
In attesa che sia pronta una metodologia condivisa e riconosciuta Reggio si è portata avanti
impostando un calcolo preliminare della CO2 risparmiata con interventi mirati realizzati nei seguenti
ambiti:

  • Efficienza Energetica negli Edifici;
  • Il Comune per Kyoto (aree di competenza e gestione del comune);
  • Acquisti Verdi;
  • Mobilita’ Sostenibile;
  • Educazione Ambientale;
  • Boschi per Kyoto.

Secondo una prima elaborazione dei dati Reggio ha realizzato, dal 2004 ad oggi, una riduzione di
160.000 tonnellate di CO2 circa. Valore molto incoraggiante se si pensa che la maggior parte degli
interventi è stata realizzata tra il 2007 e il 2008. Inoltre, alcune iniziative non sono state considerate
nel computo o per la carenza di condivisione sulla metodologia di calcolo o per motivi di reperibilità
dei dati. Questo dato è quindi destinato ad aumentare notevolmente.
Nello specifico, l’ambito che incide maggiormente è quello degli interventi nei settori di competenza
del comune. Attraverso la realizzazione di interventi quali la sostituzione delle lampade per
l’illuminazione pubblica, l’utilizzo di riduttori di flusso, l’installazione di sistemi solari termici e di un
impianto fotovoltaico, la sostituzione delle vecchie caldaie, si stima una riduzione delle emissioni di
circa 30.000 t/CO2eq annue. Notevoli sforzi per l’edilizia sostenibile: il comune assieme a provincia
regione e ACER ha promosso il protocollo ECOABITA, un sistema di certificazione energetica
volontario che introduce quattro classi aggiuntive rispetto a quelle previste dalla normativa nazionale
per un fabbisogno annuo che va dal 15 al 70 percento in meno. In arrivo nel 2009 circa 1000
certificazioni che si traducono in 260 ton di CO2eq non emesse in atmosfera all’anno. Apporti
rilevanti provengono da tutti i fronti: dall’educazione degli studenti al risparmio energetico, dalla
realizzazione di percorsi casa-scuola a piedi, in bici o con lo scuolabus, dal bike sharing, dalla
piantumazione di alberi per l’assorbimento della CO2. Il risparmio complessivo è stimato attorno
alle 440.000 t/CO2eq al 2015 e ad oltre le 690.000 t/CO2eq al 2020.
Ma questo è solo l’inizio. Le cifre sono destinate ad aumentare e Reggio è pronta a giocare al
meglio le sue carte nella partita della lotta al cambiamento climatico. Una assunzione di
responsabilità che costituisce un esempio per tutti quei comuni che vogliono schierarsi in prima linea
e assumere un ruolo decisivo nella sfida di Kyoto.

A.C. e L.D.

SOLARE: OSCURANTISMO RECORD

 09:48

Mercoledì, 22 luglio 2009

I Senatori  del  PDL  hanno presentato una mozione  in discussione oggi, per tagliare i fondi  al “Solare Termodinamico” ( progetto del premio nobel Rubbia), un caso unico al mondo di un Parlamento che taglierebbe i fondi alle energie rinnovabili  ed è uno schiaffo agli impegni presi con l’Unione Europea.

Vogliono bloccare quel Decreto predisposto dalla Commissione  alla cui presidenza avevo nominato il premio Nobel Carlo  Rubbia e da me firmato insieme al Ministro dello Sviluppo Economico nell’aprile 2008,   consentendo la Costruzione in Italia delle centrali pulite ad energia solare come quelle già costruite o previste in Spagna e Usa.
Spero che tutte le persone di buon senso e non solo gli ambientalisti scrivano ai Senatori  Italiani per evitare un ulteriore record negativo a questo nostro povero paese.

A.P.S.

Jeremy Rifkin

18 luglio 2009 05:32

{tab=testo}Innanzitutto vorrei esprimere la mia gratitudine e fare le mie congratulazioni per questa assemblea costituente dell’ Università Verde.

Voglio anche salutare il mio vecchio amico Alfonso, e congratularmi con lui per aver messo insieme questa splendida istituzione, di cui si sentiva il bisogno in un tale momento storico.

Sappiamo di essere a una svolta nella storia della nostra specie, ed è assolutamente necessario creare un piano economico improntato sulla tripla sfida posta dal collasso economico, dalla crisi energetica e dall’attuale impatto dei cambiamenti climatici sul pianeta.

Questa Università Verde può diventare un punto di riferimento, qualcosa a cui guardare per i suoi laboratori in continua evoluzione, un’istituzione che può cominciare a stabilire i quatrro pilastri per l’infrastruttura della terza rivoluzione industriale nel mondo, con l’Italia e l’Europa al centro.

È chiaro che stiamo vivendo il tramonto della seconda rivoluzione industriale, basata sui combustibili convenzionali: petrolio, gas e uranio.

In questo periodo di indebolimento è molto importante riuscire a mettere d’accordo su tutti i fronti la comunità finanziaria, la società civile e i governi per iniziare a convertire le nostre città, le aree extraurbane e tutte le regioni del mondo secondo questo nuovo piano.

Una tattica di questo tipo si basa su quattro pilastri infrastrutturali:

il primo e il più ovvio è quello del passaggio alle energie rinnovabili come il sole, il vento, l’energia geotermica, quella prodotta dal riciclaggio dei rifiuti, dall’agricoltura e dalle foreste, dalle maree oceaniche, dall’acqua.

Queste sono ciò che chiamiamo energie distribuite, in quanto si trovano ovunque, a differenza delle fonti principali (petrolio, gas, uranio), localizzate solo in alcuni luoghi e che necessitano l’impiego di immense forze militari e geopolitiche.

Come sappiamo, l’Unione Europea ha sottoscritto questo primo pilastro, con l’obiettivo del 20% di energia rinnovabile e il 33% di elettricità rinnovabile entro il 2020.

Ora la domanda è: “come raccogliere tutta questa energia distribuita?”

Sappiamo che non riusciremo a costruire abbastanza parchi solari o eolici centralizzati per gestire dal punto di vista energetico il continente europeo.

Sono a favore di energia eolica e solare centralizzata, e so che sono essenziali, ma non sufficienti. Sono solo una transizione.

E la domanda che fanno sorgere è: “Se l’energia rinnovabile è distribuita e virtualmente si trova in ogni punto del pianeta, perché raccoglierla solo in pochi punti?”

Abbiamo bisogno del secondo pilastro strutturale, gli edifici.

Edifici, edifici, edifici!

Abbiamo bisogno di convertire tutti gli edifici in Italia e nel mondo perché possano produrre tutta o parte dell’energia, prendendola dalle fonti rinnovabili che li circondano; il sole dal tetto, il vento dalle pareti, il calore del suolo, la spazzatura eccetera.

Quindi trasformeremo i nostri edifici in centrali elettriche, che saranno il nostro motore.

Ecco come rimetteremo in moto l’economia e fomenteremo una nuova rivoluzione economica.

Ma ora si crea un’altra domanda: “Come immagazzinare tutta questa energia rinnovabile?” Perché nemmeno nel bellissimo meridione d’Italia splende sempre il sole e soffia sempre il vento.

Dobbiamo dotare tutti gli edifici e la rete elettrica europea e italiana di accumulatori di idrogeno, per avere una scorta affidabile di energia rinnovabile.

Intendo che quando il sole batte sul tetto o il vento soffia sui muri, genera elettricità. Se c’è del surplus che non utilizzi in ogni momento, elettrolizzate l’acqua, fatene uscire idrogeno e mettetelo in cellule a combustibile: quando il sole non splende, quell’idrogeno può essere riconvertito in elettricità di scorta.

L’Unione europea ha preso un impegno da 7 miliardi di euro per incrementare lo stockaggio di idrogeno nei suoi 27 paesi nei prossimi 15/20 anni.

Quindi, primo pilastro dell’energia rinnovabile: è distribuita.

Secondo pilastro: visto che si trova ovunque, controlleremo i nostri edifici, milioni e milioni di edifici, case, uffici, fabbriche, parchi tecnologici.

Terzo: accumuleremo l’idrogeno, in modo da avere una scorta affidabile da fonti intermittenti, 24 ore su 24.

E infine il quarto pilastro, ed è qui che diventa interessante.

Prenderemo la stessa tecnologia che ha reso distributiva la tecnologia dell’informazione e della comunicazione, internet, che permette a tutti noi di comunicare con chiunque in tutto il mondo. La tecnologia che è state usata per internet trasformerà nei prossimi 25 anni la rete elettrica italiana, europea e mondiale in una interrete che funzionerà come internet.

Quindi, quando ognuno di noi nel nostro edificio produrrà leggermente di più di quanto avrà bisogno, potremo metterla in comune attraverso questa interrete, così come ci scambiamo oggi informazioni attraverso internet. Questo è ciò che chiamiamo “Power to the people”. Questo è capitalismo distribuito. Chiunque diventa un attore energetico. Scendiamo in campo e diventiamo tutti imprenditori del nostro futuro destino.

Questa terza rivoluzione industriale può cominciare in Italia, che può essere esempio per l’Europa, l’Europa che può essere d’esempio al mondo.

L’Università verde è un’idea fantastica: è per noi un laboratorio per sperimentare le nuove tecnologie, per iniziare a introdurle nel mercato; possiamo sistemare questi quattro pilastri molto velocemente ed entrare in un’era post-carbone, un’era che ci permetta di fronteggiare la crisi mondiale dell’economia, la crisi energetica e l’impatto dei cambiamenti climatici sul pianeta.

Ancora congratulazioni quindi per questa assemblea costituente, per l’Università verde, congratulazioni ad Alfonso per aver realizzato tutto questo. Spero di lavorare presto con voi per entrare nella nuova era del capitalismo distribuito per l’Italia e il resto d’Europa.

{tab=video}

{/tabs}

Roma-L’Economia del sole. La sfida delle energie rinnovabili

17 luglio 2009 15:15

A Roma il 16 luglio, la Fondazione UniVerde ha organizzato il convegno su: “L’economia del sole. La sfida delle energie rinnovabili”. All’incontro, che ha avuto un grande esito con circa 300 persone presenti,  ha partecipato anche il presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio, che ha concluso i lavori. Continua…

FINALMENTE IL BOOM DEL FOTOVOLTAICO

 08:20

Da 50 megawatt di potenza installata a 342 megawatt in un anno. La diffusione del solare fotovoltaico in Italia dal 2007 al 2008 è più che quintuplicata. Secondo una ricerca dell’Università la Sapienza e del Centro di ricerca per lo sviluppo sostenibile (Cirps) presentata a Roma durante il convegno ‘L’economia del sole’, organizzato dalla fondazione UniVerde, il numero di impianti fotovoltaici ha avuto una crescita del 318%, passando da 7.625 a 31.875 sempre in un anno.

E gli aumenti si vedono anche nel fatturato: la vendita degli impianti fotovoltaici ha generato nel 2008 circa 1.150 milioni di euro, rispetto al 2007 un incremento del 150%, con il volume delle vendite attribuibile per circa il 52% alla lavorazione.
Certo se confrontati con i dati degli altri paesi europei – la Spagna è a quota 2.511 e la Germania a 1500 – l’Italia non sembra più così virtuosa, ma si posizione comunque ben più avanti rispetto al Portogallo ad esempio (50MW) e alla Francia (46MG).
Diversa la situazione per il solare termico. In Italia si parla di una superficie di più di un milione e mezzo di metri quadrati, equivalenti a una potenza di 1,1 gigawatt. Il mercato italiano rappresenta così il 9% in Europa dove sono in funzione impianti solari termici per una superficie complessiva di 27 milioni di metri quadrato (19 GWth), con in prima linea la Germania che rappresenta il 44% del mercato totale e a seguire, molto distanziate, Spagna (9%), Francia (8%), Grecia (6%).

Dati che fanno capire che il cammino è ancora lungo: “C’è ancora molta fatica da fare – ha detto Gianfranco Rotondi, ministro per l’attuazione del programma, intervenuto al convegno – la buona volontà c’é, non ci sono ancora numeri che diano il senso di un cammino che è gia premiato dalle scelte dei cittadini. Secondo Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della fondazione UniVerde, “le potenzialità dell’Italia sono enormi in questo settore che ha già creato molte migliaia di posti di lavoro e in futuro se ne potranno creare ancora di più se si riuscirà ad arginare le pressioni di alcune lobby che frenano lo sviluppo del solare perché hanno interesse ad altre energie”.

IL VERDE E’ BELLO E UTILE

4 luglio 2009 17:18

Sabato, 4 luglio 2009

Quest’anno il titolo di Parco più bello d’Italia è stato assegnato al giardino inglese della Reggia di Caserta, un capolavoro realizzato alla fine del’700, che ha gareggiato con tanti altri giardini storici e prestigiosi d’Italia. Chi vuole vedere i parchi finalisti, dal Giardino Giusti di Verona alla Villa San Michele di Anacapri può andare su www.ilparcopiubello.it. Questo premio è un occasione per ricordare quanto è importante il verde, non solo nei parchi ma anche nelle aree urbane.

Il Ministero dell’Ambiente nel 2007 ha messo a disposizione un fondo di 150 milioni di euro per rinverdire le aree urbane e periurbane italiane e decine di Comuni avevano già fatto domanda . Tra questi Taranto e Gela che sono le città con la più bassa percentuale di metri quadrati di verde per abitante. Il nuovo governo ha eliminato quel fondo. Sarebbe auspicabile che ambientalisti e realtà civiche riprendano questa battaglia di civiltà.

A.P.S.

La Fondazione UniVerde sostiene lo spettacolo: “Minnazza”

2 luglio 2009 13:36

La Fondazione UniVerde sostiene lo spettacolo teatrale dell’associazione Teatro in Quinta con la partecipazione di Leo Gullotta: “Minnazza”. Un racconto sonoro che si snoda dalle origini della letteratura dell’Isola dei Ciclopi, fino ai nostri giorni.

Un viaggio tra i Miti e il quotidiano, tra il sorriso e la denuncia civile. La rappresentazione intende recuperare il contatto con la Terra cercando di ripristinare quell’equilibrio ormai spezzato che ci lega a Madre Terra e che, con l’avvento delle culture antropocentriche, da sui figli ci ha reso suoi dominatori.

La natura è stata depredata e ferita nella sua sacralità dall’uomo con gravi conseguenze e con effetti che inevitabilmente si riflettono sull’uomo stesso. Tra letture di capolavori letterari e componimenti poetici, Leo Gullotta, protagonista e voce solista, invita a riflettere sul ruolo dell’uomo e della società moderna.

In basso tutte le date del Tour

10 luglio Villa Imperiale – NAPOLI

12 luglio Teatro Romano – Volterra

13 luglio Villone Puccini – Pistoia

16 luglio Anfiteatro Romano – Morgantina

17 luglio Teatro Romano – Ericlea

18 luglio Anfiteatro Romano – Selinunte

20 luglio Teatro Gobetti – Torino

22 luglio Teatro Romano – Ferento

23 luglio Palazzo del Principe – Loano

27 luglio Teatro di Verdura – Milano

30 luglio Teatro romano – Teano

31 luglio Anfiteatro Romano – Maratea

14 agosto Chiostro di San Francesco – Tagliacozzo

16 agosto Borgo antico – Spoltore

17 agosto Villa Imperiale – Anzio

20 agosto Anfiteatro Romano – Lecce

In basso è possibile scaricare il materiale in PDF:

Locandina Spettacolo Minnazza

Leo Gullotta In Minnazza

Napoli-L’Economia del Sole. La sfida delle energie rinnovabili

1 luglio 2009 14:21

Mercoledì 15 luglio alle ore 17 all’Eremo dei Camaldoli Napoli si terrà  il convegno sul tema: “L’Economia del Sole. La sfida delle energie rinnovabili” organizzato dalla Fondazione UniVerde e al quale parteciperà anche il presidente, Alfonso Pecoraro Scanio. Continua…