Green Pride
Mediterraneo da remare
Obiettivo Terra 2011
Get the Flash Player to see the slideshow.
Madre Terra

L'Italia perde il 66% delle zone umide

Domani è la Giornata mondiale delle zone umide, gli ecosistemi più a rischio del Pianeta e al contempo eccezionali ambienti ricchi di biodiversità. Le zone [...] [leggi tutto]

Il gelo non ferma il global warming

L’abbassamento delle temperature, che sta colpendo l’Italia in questi giorni, non arresta il fenomeno del global warming, da non confondere con il riscaldamento globale, nonostante [...] [leggi tutto]

Germania: il futuro è nelle rinnovabili

Secondo gli studi dell’Associazione federale dell’energia e dell’acqua tedesca, la Bundersverband, il nucleare e il carbone stanno gradualmente cedendo il posto alle rinnovabili. La Germania [...] [leggi tutto]

2011: anno record per i prezzi alimentari

La Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, ha registrato nel mese di dicembre una diminuzione del 2,4 % nei prezzi alimentari rispetto [...] [leggi tutto]
archivio

Liberi dagli Ogm

22 gennaio 2010 14:00

Il prossimo 28 gennaio si sarebbe dovuta svolgere la Conferenza Stato regioni per approvare il documento in materia di coesistenza tra agricoltura convenzionale e coltivazioni OGM che sancisce la sperimentazione di colture geneticamente modificate in campo aperto. Il documento, però, è stato ritirato. Quindici regioni si sono dichiarate libere dagli OGM e hanno deciso di rinviare il dibattito sulla questione.

La decisione di bloccare la sperimentazione di colture OGM in campo aperto è stata una scelta condivisa e sostenuta anche da diverse associazioni ambientaliste. Ed è sicuramente positiva perché servirà ad aumentare la rete di protezione nei confronti dell’agricoltura di qualità italiana e a non scardinare la decisione, presa nel 2000, di mantenere in Italia una filiera OGM free.

E’ importante che le regioni abbiano dato ascolto al mondo dell’agricoltura e degli ambientalisti e non abbiano forzato su un provvedimento utile solo ad alcune multinazionali, e che avrebbe messo a rischio il nostro sistema agroalimentare di qualità.