Green Pride
Mediterraneo da remare
Obiettivo Terra 2011
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Madre Terra

L'Italia perde il 66% delle zone umide

Domani è la Giornata mondiale delle zone umide, gli ecosistemi più a rischio del Pianeta e al contempo eccezionali ambienti ricchi di biodiversità. Le zone [...] [leggi tutto]

Il gelo non ferma il global warming

L’abbassamento delle temperature, che sta colpendo l’Italia in questi giorni, non arresta il fenomeno del global warming, da non confondere con il riscaldamento globale, nonostante [...] [leggi tutto]

100% energia rinnovabile entro il 2050

La Fondazione UniVerde ha aderito  alla petizione che chiede d’istituire un’economia fondata sull’efficienza energetica che permetta di usufruire esclusivamente di fonti rinnovabili entro il 2050. [...] [leggi tutto]

2011: anno record per i prezzi alimentari

La Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, ha registrato nel mese di dicembre una diminuzione del 2,4 % nei prezzi alimentari rispetto [...] [leggi tutto]
archivio

Aiutare i nostri boschi per difendere il Pianeta

20 luglio 2011 07:38

L’anno scorso la Fondazione UniVerde insieme all’Istituto dell’Enciclopedia Italia e il Corpo Forestale dell Stato organizzò un convegno; “La difesa del patrimonio forestale a 10 anni dal decreto-legge 4 agosto 2000 n. 220, che ha introdotto il reato di incendio boschivo nel Codice Penale. per discutere dell’allarme incendi boschivi. Quest’anno i dati sui primi sei mesi del 2011 confermano un aumento degli incendi boschivi rispetto al 2010.

Negli ultimi tre anni le città più colpite dove si sono verificati il 75% degli incendi boschivi sono: Imperia, Genova, Firenze, Lucca, Perugia, Campobasso, Roma, Frosinone, Latina, Avellino, Benevento, Napoli, Casetrta, Salerno, Bari, Foggia, Taranto, Lecce, Potenza, Matera, Reggio Calabria, Cosenza, Crotone, Catanzaro.

Si rende necessario, dunque, un intervento urgente per difendere il nostro patrimonio boschivo, indispensabile per la riduzione di Co2 in atmosfera e la lotta ai cambiamenti climatici.

In basso la lettera scritta dal Presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio, al Ministro dell’Ambiente:

Lettera dell’On. Alfonso Pecoraro Scanio per l’On. Ministro Stefania Prestigiacomo

Dati sugli incendi boschivi:

Documentazione sugli incendi boschivi

NOTA DI SINTESI – INCENDI BOSCHIVI 2011

Rassegna stampa:

Articolo de la Repubblica del 20 luglio 2011-22

I nuovi gioielli della biosfera scelti da Unesco

17 luglio 2011 08:58

L’Unesco ha scelto i nuovi gioielli della natura da inserire nella riserva della biosfera. Le meraviglie in questione hanno tutte alcune caratteristiche in comune: le comunità locali sono coinvolte attivamente nella gestione, la governance, la ricerca, l’istruzione e i controlli del patrimonio natura.

Si tratta di siti, spiega l’organizzazione per la scienza e la cultura dell’ONU, nei quali è possibile condurre iniziative pilota e dai quali è possibile imparare come promuovere uno sviluppo sostenibile. I siti corrispondenti alla descrizione che sono stati selezionati sono: il lago Bras d’Or, in Canada; la montagna Mao’er, in Cina; il corridoio biologico Nevados de Chillàn-Laguna del Laja, Cile; l’area del Songor, in Ghana; l’area del Mujib, in Giordania; l’area del Zuvintas, in Lituania; gli atolli Baa, alle Maldive; l’arcipelago Berlengas, in Portogallo; la zona alluvionale Volga-Akhtuba, in Russia; St. Mary’s, Saint Kitts e Nevis; l’arcipelago Blekinge, in Svezia; la zona fluviale Nedre Dalälven, in Svezia; la zona Oti-Keran/Oti-Mandouri, a Togo; l’area del Roztochya, in Ucraina; l’area del Bura’a, in Yemen; l’area del Santana Madeira, in Portogallo; l’area del Ramot Menashe, in Israele; l’area del Trifinio Fraternidad, tra El Salvador, Guatemala e Honduras e infine l’area del Cat Tien, in Vietnam.

Per informazioni più dettagliate sui siti, la pagina ufficiale Unesco: http://www.unesco.org/new/en/media-services/single-view/news/18_new_biosphere_reserves_added_to_unescos_man_and_the_biosphere_mab_programme/

Mappato in Australia il DNA dei coralli

 08:32

L’uomo è più simile al corallo che al topo, almeno geneticamente parlando: questo è quanto risulta dall’importante scoperta dell’Australian Genome Research Facility, in collaborazione con la James Cook University di Townsville. I ricercatori australiani sono riusciti per la prima volta ad ottenere la mappa genetica di un particolare corallo, l’Acropora Millepora, e a studiarne il DNA. Lo studio ha regalato non poche sorprese, a cominciare dalla complessità del codice genetico del corallo, che può vantare 28 cromosomi e circa 20000 geni, lo stesso numero dell’uomo e molti dei quali curiosamente simili. La mappatura del DNA dei coralli avrà quindi importanti applicazioni non solo nel campo della protezione ambientale ma anche il quello medico e biotecnologico. Le barriere coralline australiane, le più grandi al mondo, rappresentano per l’Australia anche qualcosa di più: “La grande barriera corallina è una colonna dell’industria turistica australiana – ha detto il coordinatore del progetto Kirby Siemering – e conoscere il genoma del corallo ci aiuterà a preservarla. Potremo capire come i coralli costruiscono i banchi, e perchè non lo fanno quando sono sotto stress“.  Gli esiti futuri di questa ricerca ci porteranno a comprendere, e magari a emulare, le reazioni di questi piccoli animali a problemi che ci riguardano da vicino come riscaldamento globale, acidificazione delle acque e inquinamento.

Il ruolo delle foreste nella lotta all’inquinamento

15 luglio 2011 10:07

Il ruolo che hanno le foreste di tutto il mondo nel catturare l’anidride carbonica è di primaria importanza: secondo uno studio pubblicato su Science infatti, in circa 20 anni, dal 1990 al 2007, i boschi e le riserve del pianeta avrebbero assorbito circa un sesto della CO2 presente nell’atmosfera. Ciò che emerge dallo studio è che le foreste più antiche sono anche le più preziose, il processo di fotosintesi clorofilliana con il quale si producono zuccheri con anidride carbonica, acqua e sole, risulta infatti più importante negli alberi secolari che in quelli più giovani. La dottoressa Yude Pan, coordinatrice del progetto, è fermamente convinta dell’importanza delle aree boschive per il pianeta : “I nuovi dati suggeriscono che le foreste da sole rappresentano il più grande filtro di anidride carbonica del pianeta, e che terre non boschive come campi, prati, deserti e tundre non possono essere considerati allo stesso modo.” Un aspetto in particolare della ricerca offre importanti spunti di riflessione, emerge infatti che le foreste tropicali, nonostante soffrano cronicamente di deforestazione e inquinamento, assorbono più CO2 di tutte le foreste dell’emisfero boreale messe assieme. Questo studio chiarisce finalmente il ruolo che le foreste ricoprono sui livelli di anidride carbonica presenti nell’atmosfera, e con la rinnovata importanza che i polmoni verdi meritano, aiuta ad implementare le politiche di riduzione di emissioni.

A Napoli il premio per l’innovazione solare

14 luglio 2011 14:57

A vincere il bando del Ministero dell’ambiente è stato il progetto SAHARA – Solar-Assisted Heating And Refrigeration Appliances, che ha ottenuto un contributo di 352 mila euro da parte del dicastero. Il bando intendeva finanziare progetti di ricerca per favorire l’uso di fonti rinnovabili nelle aree urbane. A realizzare l’idea vincitrice sarà il Dipartimento di energetica, termofluidodinamica applicata e condizionamenti ambientali (Detec) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II in collaborazione con l’Agenzia napoletana energia e ambiente (Anea) con l’Azienda risorse idriche napoletane s.p.a. (Arin) e con l’Idaltermo s.r.l.

Il progetto consiste nello sviluppo di un collettore solare, che sarà collocato sull’edificio dell’Arin, in grado di riscaldare, produrre acqua calda e raffrescarere attraverso l’uso di pannelli solari. Si tratta di una tecnologia che sfrutta il sistema Solar cooling (che consente di produrre freddo utilizzando energia solare), ad alta efficienza energetica, a basso costo e con un sistema di raffrescamento a impatto zero.

L’Australia tassa le emissioni di CO2

13 luglio 2011 11:24

L’Australia si conferma come uno dei paesi più attenti alle tematiche ambientali: pur essendo uno dei maggiori produttori di anidride carbonica pro capite, l’Australia intende infatti introdurre una tassa ai 500 maggiori produttori di emissioni. Il provvedimento, che entrerà in vigore a partire dal primo Luglio 2012, comporterà il pagamento di 23$ australiani (circa 17,3€) per ogni tonnellata di CO2 prodotta, e il ricavato verrà interamente reinvestito nella ricerca e nella produzione di energie rinnovabili. Il primo ministro australiano Julia Gillard è fortemente convinta del progetto: “Abbiamo più inquinamento pro capite di ogni altro paese al mondo. Se vogliamo usare una gara come metafora, stiamo per correre una maratona e cominciamo un po’ di kilometri prima della partenza. Abbiamo molto lavoro da fare per mantenere il nostro paese in corsa con il resto del mondo“. Il progetto, che si inserisce nella più grande riforma fiscale degli ultimi anni, ha come obiettivo quello di tagliare le emissioni di CO2 del 5% entro il 2020, il che equivale a circa 160 milioni di tonnellate. A completare la svolta verde dell’economia del paese il governo della Gillard intende creare una struttura dotata di 10 miliardi di dollari australiani per il finanziamento delle energie rinnovabili, non male per un paese che si affida ancora al carbone per ‘80% del fabbisogno nazionale.