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Pianeta più caldo del 29 per cento

27 novembre 2011 21:22

L’Organizzazione metereologica mondiale (Omm) ha dichiarato, dopo l’analisi degli ultimi dati disponibili, che tra il 1990 e il 2010 il riscaldamento climatico provocato dai gas serra è aumentato del 29%.

I dati hanno superato le previsioni più negative raggiungendo livelli record e, come afferma l’Organizzazione mondiale per la meteorologia, la quantità di anidride carbonica, metano e protossido di azoto nell’atmosfera oggi è la maggiore mai registrata dai tempi della terza rivoluzione industriale.

Nonostante le notizie siano più che allarmanti, non ci sono segni di una possibile diminuzione dei gas serra nonostante la comunità internazionale è ben cosciente dell’urgente utilizzo di fonti alternative. L’anidride carbonica è responsabile di circa l’80% di questo forte aumento del cambiamento climatico “È il gas serra di origine umana più importante – dichiara l’Omm in una nota – e contribuisce per circa il 64% all’aumento del forcing radiativo (ovvero l’energia che ritorna sulla superficie terrestre a causa dei gas serra) globale dovuto all’insieme delle emissioni di gas serra persistenti”.

Il riscaldamento globale del Pianeta porterà a periodi di siccità, inondazioni tempeste e ondate di calore sempre più frequenti. Anche se tali emissioni venissero bloccate adesso l’equilibrio climatico e la vita del pianeta ne risentirebbero per decenni.

Green Economy ed energia geotermica come risorsa delle aree vulcaniche italiane

22 novembre 2011 10:00

La Fondazione UniVerde e IPR Marketing organizzano l’incontro dal titolo: “Gli Italiani e l’energia della Terra tra speranze e paure” in occasione della XV edizione di incontri di Futuro Remoto. Un viaggio tra scienza e fantascienza che si sta tendendo in questi giorni alla Fondazione Idis-Città della Scienza di Napoli.

Dopo il risultato del Referendum sul nucleare, l’energia geotermica deve essere considerata, insieme alle altre energie rinnovabili, una realistica alternativa. Quali sono le sfide scientifiche e tecnologiche per lo sfruttamento della risorsa geotermica? Quali sono le potenzialità geotermiche nel territorio vulcanico napoletano? Quali sono le attese scientifiche e tecnologiche del progetto Campi Flegrei Deep Drilling? Di tutto questo si parlerà il 25 novembre dalle ore 10.30 presso la sala Galileo della Fondazione Idis-Città della Scienza di Napoli. Interverranno Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde; Antonio Noto di IPR Marketing e Giuseppe De Natale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Primo Rapporto Gli italiani e la Geotermia

Rassegna stampa

Energia geotermica

Alberi dell’Unità d’Italia

21 novembre 2011 17:03

In occasione della Giornata Nazionale dell’Albero parte il progetto “Alberi dell’Unità d’Italia” promosso dalla Società Geografica Italiana in collaborazione con la Fondazione UniVerde. Sostenuto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, l’iniziativa è finalizzata a promuovere la conoscenza dei “patriarchi vegetali”, ovvero degli alberi secolari, e a valorizzare turisticamente le aree naturali protette, in particolare i Parchi Nazionali e Regionali italiani, allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della tutela degli habitat marini e terrestri.

L’elemento di coesione delle attività è il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia che ricorre proprio nel 2011 dichiarato dall’ONU, Anno Internazionale delle Foreste.

Il progetto vedrà coinvolti in prima persona i ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori di tutto il territorio nazionale, attraverso la conoscenza e la scoperta diretta dell’ambiente forestale, al fine di promuovere tra i giovani un turismo eco-sostenibile che – afferma Franco Salvatori, Presidente della Società Geografica Italiana – “rappresenta la vera frontiera etica con la quale il turismo deve confrontarsi”.

Per Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro dell’Ambiente e Presidente della Fondazione UniVerde – “l’idea di ricordare i patriarchi vegetali quali unici testimoni viventi dell’Unità d’Italia aveva già avuto largo apprezzamento durante il concorso di fotografia geografico–ambientale “Obiettivo Terra”, ora vogliamo renderla ai giovani per rilanciare così la conoscenza e l’amore verso il nostro patrimonio boschivo, una preziosa risorsa per l’Italia”.

Grazie al contributo del Corpo Forestale dello Stato saranno prodotte delle schede informative che aiuteranno i ragazzi a riconoscere e datare gli alberi secolari. Tali schede verranno distribuite agli studenti di tutte le Regioni italiane che saranno invitati a partecipare ad escursioni guidate all’interno dei Parchi Nazionali e Regionali del Paese per realizzare reportage fotografici. Le foto pervenute saranno selezionate e diventeranno oggetto di una mostra che si terrà a Roma, presso la sede della Società Geografica Italiana, Palazzetto Mattei  in Villa Celimontana.

“Alberi dell’Unità d’Italia” coinvolgerà i Parchi Nazionali e Regionali di tutte le regioni italiane.

In basso è possibile scaricare il Comunicato stampa in PDF:

Comunicato Stampa Alberi dell’Unità d’Italia

L’inquinamento influisce sulle alluvioni e sulla siccità

 16:55

L’inquinamento e le polveri in atmosfera hanno delle conseguenze sulla formazione delle nuvole come dimostra una ricerca realizzata da da un gruppo di ricercatori americani dell’University of Maryland.

Zhanqing Li, professore di scienze atmosferiche e oceaniche e responsabile della ricerca, ha confermato l’esistenza di una relazione certa  tra gli aereosol nell’altezza con la struttura delle nuvole e con le variazioni di intensità e frequenza delle precipitazioni.

L’inquinamento però avrebbe effetti diversi a seconda delle regioni umide o secche. In quelle umide le polveri in atmosfera causano l’aumento di alluvioni e tempeste, nelle regioni secche invece portano a una diminuzione delle precipitazioni.

La ricerca inoltre ha considerato e valutato gli effetti diretti della diffusione delle sostanze inquinanti da parte del settore indutriale sull’atmosfera e, tali risultati, come dichiarano gli studiosi, hanno profonde implicazioni politiche per quanto riguarda l’organizzazione delle risorse, soprattutto nelle regioni dove la presenza di siccità e alluvioni è estremamente frequente.

Celle solari organiche pronte alla stampa

20 novembre 2011 12:29

Nei laboratori universitari e industriali si studiano dispositivi fotovoltaici basati sui materiali organici che possono essere costruiti in modo semplice e hanno promettenti probabilità di sviluppare una produzione di massa e un sistema conveniente ed elastico. Tali materiali organici sono costruiti sotto forma di inchiostri e “stampati” su superfici estese. Questi polimeri o “piccole molecole”, formati da composti organici di basso peso molecolare, hanno il vantaggio di essere estremamente leggeri e adattabili e questo li rende funzionali a molti impieghi.

Gli strati fotovoltaici prodotti con “molecole piccole” possono avere proprietà ben definite raggiunte grazie a formati di fabbricazione più riproducibili, a differenza dei nuovi materiali polimerici che per la loro struttura determinano cambiamenti di produzione da partita a partita per quanto riguarda la solubilità, il peso molecolare, la polidispersità, la purezza e questo determina una diversità delle caratteristiche e dei risultati.

Alan J. Heeger, premio Nobel per la chimica nel 2000 per la scoperta e lo sviluppo dei polimeri conduttori insieme ad alcuni  Ricercatori dell’Università della California, ha creato un nuovo materiale organico a “piccola molecola” (Solution-processed small-molecule solar cells with 6.7% efficiency, Nature Materials Letter). Lo studio è iniziato con l’intenzione di migliorare le proprietà elettriche facendo in modo che la molecola potesse sostenere correnti elevate e tensioni indispensabili per sprigionare potenza elettrica da una cella solare.

La scelta della molecola con cui fosse possibile formare film di apprezzabili qualità è stata una ricerca complessa poiché, a differenza dei polimeri che hanno una struttura lunga e quindi si avvolgono con facilità per formare una pellicola stabile, le piccole molecole sono più difficili da “sistemare”.

La progettazione della nuova molecola ha portato alla costruzione di una cella che converte il 6,7% della luce incidente e gli studiosi sostengono di ottenere il 9% entro il prossimo anno.

La ricerca di Heeger, come riconosce Pasquale Morvillo del centro ENEA di Portici della Casaccia, costituisce un vero rinnovamento nello sviluppo del processo. Le celle organiche infatti sono formate da piccole molecole in cui lo strato attivo è di norma ottenuto grazie a processi di evaporazione in vuoto che non risultano convenienti né dal punto di vista della produzione né economico e soprattutto non consentono la produzione attraverso meccanismi di stampa in continuo. Utilizzare piccole molecole processabili in soluzione significa dunque accrescere la gamma di materiali organici adatti all’ottimizzazione di tali impianti.

Il primo circolo della green economy

15 novembre 2011 13:49

Oggi nasce qui nelle Marche il primo circolo della green economy. L’uscita dalla crisi economica e’ possibile solo con l’economia verde, come dimostra il boom del fotovoltaico passato da 50 a 12mila MW in 3 anni” lo afferma Alfonso Pecoraro Scanio ex ministro dell’ambiente e oggi Presidente della Fondazione UniVerde, che nella splendida cornice del fortino borbonico insieme all’economista di fama internazionale Jeremy Rifkin ha incontrato gli imprenditori regionali della green economy .

Secondo Rifkin: “Con le politiche di austerità questo paese non andrà da nessuna parte, Monti deve lavorare ora per la terza rivoluzione industriale, quella fondata sulla produzione diffusa delle rinnovabili e sulle reti intelligenti. Le Marche, ricche di media e piccola imprenditoria di qualità, sono un luogo ideale per  la trasformazione del sistema e il rilancio dell’economia”. “I Verdi – dichiara il consigliere regionale Adriano Cardogna presente all’incontro – presenteranno una mozione in tal senso all’assemblea regionale”. Si prevede già l’apertura dei prossimi circoli in Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo, Lazio, Lombardia, Puglia e Sicilia.

All’incontro erano presenti esponenti dell’imprenditoria, delle professioni, dell’università e della società marchigiana sostenitori della green economy:

  • CLAUDIO VALENTINI – Ecoturismo e Museo dei Colori Narturali – Lamoli di Borgi Pace (PU)
  • BRUNO SEBASTIANELLI – Presidente Cooperativa Agricola Biologica “La Terra e il Cielo” – Arcevia (AN)
  • TEODORO BOLOGNI – Legacoop – Responsabile nazionale Silvicoltura
  • PAOLO ARGALIA – Amministratore Unico Consorzio Marche Verdi Società Cooperativa Agricola e Forestale – Ancona
  • ENRICO LOCCIONI – Presidente Gruppo Loccioni – Angeli di Rosora (AN)
  • LUCIANO BRANDONI – Presidente Brandoni Solare – Castelfidardo (AN)
  • RAFFAELE ZANOLI – Professore ordinario Università Politecnica delle Marche – Dipartimento di Ingegneria Informatica, Gestionale e dell’Automazione  (DIIGA)
  • FILIPPO ZENOBI – Fattoria biologica e Agriturismo Abbazia S. Salvatore in Valdicastro – Fabriano (AN)
  • GIOVANNI CIMINI – Presidente Western Co – sistemi fotovoltaici – San Benedetto del Tronto (AP)
  • RENATO CIARROCCHI – Titolare Troiani&Ciarrocchi – Monteprandone (AP)
  • LUCA LUCIANI – Titolare Elettro Stella – Monsampolo del Tronto (AP)
  • ALDO ROSCIONI – Titolare Hotel Fortino Napoleonico

In basso è possibile scaricare il Comunicato stampa in PDF:

C.S. Primo forum green economy

Rassegna stampa

Green economy: il nobel Rifkin inaugura il primo circolo dell’economia verde in Italia

Energia e agricoltura nella terza rivoluzione industriale con Rifkin

14 novembre 2011 12:54

Lunedì 14 novembre alle ore 16:00 nell’aula Magna di Ateneo del Polo Universitario Monte Dago ad Ancona ci sarà la conferenza sul tema: “Energia e agricoltura nella terza rivoluzione industriale” organizzata dall’Agenzia per i Servizi nel Settore Agroalimentare delle Marche, ASSAM che promuove questo incontro alla presenza degli studenti, ma anche di imprenditori e amministratori pubblici per disegnare un modello di agricoltura multifunzionale che sappia coniugare la green-economy al comparto agroalimentare.

Al convegno parteciperà l’economista  Jeremy Rifkin. Interverranno: Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente Fondazione Univerde); Gian Mario Spacca (Presidente Giunta regionale delle Marche); Gianluca Carrabs (Amministratore Unico ASSAM); Katya Mastantuono (Presidente REES Marche, rete di economia etica e solidale) e Francesco Caprioli (Vicepresidente ANIEM Marche). Saranno presenti anche Fiorello Gramillano (Sindaco di Ancona) Marco Pacetti (Rettore Università Politecnica delle Marche).

Introduce e modera Luca Bonaccorsi (Direttore TERRA – quotidiano ecologista).

La conferenza sarà preceduta dall’insediamento del comitato promotore regionale del primo“Green Economy Forum”, il circolo dell’economia verde verso la Terza Rivoluzione Industriale alla presenza di Jeremy Rifkin e Alfonso Pecoraro Scanio.

Seguirà rinfresco.

In basso il materiale in PDF:

Energia e agricoltura nella terza rivoluzione industriale

C.S. Rifkin Pecoraro_primo forum green economy

Invito conferenza stampa Rifkin

INVITO STAMPA

Rassegna stampa

C.S. Primo forum green economy

Agricoltura e energia nella terza rivoluzione industriale_Zeroemissionnews

Jeremy Rifkin al convegno Energia e agricoltura_Regione Marche

Univerde_Energia e agricoltura_Ecotv

Eco-energia_Rifkin inaugura il primo circolo dell’economia verde in Italia

Green economy, è dorico il primo circolo_Il Resto del Carlino


Parchi nazionali, aree marine protette e Rete Natura 2000

10 novembre 2011 16:09

Venerdì 18 novembre alle ore 16, il Presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio, terrà una conferenza su: “Parchi nazionali – Aree marine protette Rete Natura 2000” al Master in Diritto e Gestione dell’Ambiente e del Territorio alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Urbino ”Carlo Bo”.

In basso è possibile scaricare il materiale in PDF:

Conferenza PARCHI NAZIONALI – AREE MARINE PROTETTE RETE NATURA 2000

Rassegna stampa

Il Resto del Carlino

Corriere Adriatico

Il Segnale.it e Il Quotidiano.it

Rivieraoggi.it

G-20 di Cannes: l’ambiente è assente

6 novembre 2011 11:50

I 20 Paesi mondiali, che costituiscono l’85% del prodotto mondiale lordo, si sono riuniti dal 3 al 5 novembre a Cannes per il Summit conclusivo dell’anno di presidenza francese. Un incontro per affrontare questioni economiche e finanziarie, tematiche ambientali, questioni sociali e aiuti per i paesi più poveri e pianificare strategie efficaci.

L’argomento di principale interesse e discussione è stata l’attuale crisi economica mondiale e il ruolo del Fondo monetario internazionale. Le tematiche ambientali come il rilancio dello sviluppo sostenibile, il blocco delle speculazioni finanziarie sui prodotti alimentari, la lotta contro le catastrofi ambientali, gli investimenti in agricoltura per contrastare la fame nel mondo, la green economy, lo sviluppo di green jobs, lo sviluppo di energia pulita e di tecnologie di efficienza energetica, la lotta ai cambiamenti climatici e la protezione dell’ecosistema marino, hanno trovato decisamente poco spazio.

Perfino la lotta ai cambiamenti climatici che nei summit precedenti aveva conquistato un’importanza prioritaria (perché funzionale allo sviluppo sostenibile e a produrre basse emissioni di anidride carbonica nei paesi industrializzati, ma anche per promuovere una crescita nei Paesi in via di sviluppo), è stata rinviata ai prossimi vertici dei G-20. La crisi mondiale ha impedito, inoltre, di investire fondi aggiuntivi per incrementare la green economy nei Paesi in via di sviluppo, nonostante l’impegno preso a Copenhagen dai Paesi industrializzati per la formazione di una Green climate fund con 30 miliardi per anno nel periodo 2010-2012 e di 100 miliardi per anno dal 2013 al 2020, che resta così un traguardo ancora da raggiungere.

La World  Bank e l’OECD (Organisation for economic co-operation and development), per recuperare risorse finanziarie indispensabili ad alimentare il Green climate fund aveva presentato un progetto a Cannes che aveva come obiettivo l’eliminazione dei sussidi combustibili fossili che superano i 400 miliardi di dollari l’anno. Nel documento conclusivo dei G-20 questo studio è stato preso in considerazione consentendo la nascita della tobin tax, ovvero una tassa sulle transazioni finanziarie che potrà essere utilizzata in futuro. L’interesse della tobin tax è stato inserito nei temi da discutere durante il prossimo Consiglio europeo che si terrà a gennaio 2012.

Per quanto riguarda invece lo sviluppo sostenibile, la green economy e la lotta ai cambiamenti climatici, il summit non definisce piani di attuazione concreti. Tali conclusioni appaiono deludenti proprio perché il 2012 è l’anno della conferenza di Rio +20 sullo sviluppo sostenibile e la green economy.

Maltempo a Genova. Pecoraro Scanio: “Tagli criminali alla prevenzione”

5 novembre 2011 19:02

(ANSA) – ROMA, 5 NOV – “Sono sconvolto dai lutti e furibondo per i tagli criminali ai fondi per la lotta al dissesto idrogeologico e la sottovalutazione dei cambiamenti del clima’ afferma, in una nota, l’ex ministro dell’ambiente e il presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio, nel sottolineare come ‘purtroppo il dramma di Genova, dopo Cinque Terre e Lunigiana e tanti altri casi, confermi la necessita’ assoluta della messa in sicurezza del territorio“.

“Avevo lottato – sottolinea ancora Pecoraro Scanio – per ripristinare i fondi contro il dissesto del territorio e con quelli furono aperti oltre 1000 cantieri, poi il nuovo Governo ha tagliato le risorse. Questa e’ stata una scelta drammatica. Occorre subito spostare i fondi dalle opere inutili (il Ponte sullo Stretto, in primis) alla prevenzione dei rischi e bloccare condoni e cementificazioni”.

“Nel settembre 2007 dalla Conferenza sui cambiamenti climatici, ricorda poi, lanciai la preoccupazione sui rischi crescenti di piogge tropicali e proposi il piano di adattamento a questi cambiamenti. Fui crocifisso come catastrofista. Dopo anni di lutti i miei critici nemmeno hanno la decenza di scusarsi. Ma almeno chiederei a tutte le Istituzioni di riconoscere che il clima è cambiato e che le previsioni e i piani urbanistici vanno adattati per evitare ulteriori drammi” conclude l’ex ministro.(ANSA).