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Il decennale della Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici

A dieci anni dalla prima e unica Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici in Italia, promossa dall’allora Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e che rappresentò un [...] [leggi tutto]

Conferenza stampa #Stopincendi petizione su change.org

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Celle solari organiche pronte alla stampa

20 novembre 2011 12:29

Nei laboratori universitari e industriali si studiano dispositivi fotovoltaici basati sui materiali organici che possono essere costruiti in modo semplice e hanno promettenti probabilità di sviluppare una produzione di massa e un sistema conveniente ed elastico. Tali materiali organici sono costruiti sotto forma di inchiostri e “stampati” su superfici estese. Questi polimeri o “piccole molecole”, formati da composti organici di basso peso molecolare, hanno il vantaggio di essere estremamente leggeri e adattabili e questo li rende funzionali a molti impieghi.

Gli strati fotovoltaici prodotti con “molecole piccole” possono avere proprietà ben definite raggiunte grazie a formati di fabbricazione più riproducibili, a differenza dei nuovi materiali polimerici che per la loro struttura determinano cambiamenti di produzione da partita a partita per quanto riguarda la solubilità, il peso molecolare, la polidispersità, la purezza e questo determina una diversità delle caratteristiche e dei risultati.

Alan J. Heeger, premio Nobel per la chimica nel 2000 per la scoperta e lo sviluppo dei polimeri conduttori insieme ad alcuni  Ricercatori dell’Università della California, ha creato un nuovo materiale organico a “piccola molecola” (Solution-processed small-molecule solar cells with 6.7% efficiency, Nature Materials Letter). Lo studio è iniziato con l’intenzione di migliorare le proprietà elettriche facendo in modo che la molecola potesse sostenere correnti elevate e tensioni indispensabili per sprigionare potenza elettrica da una cella solare.

La scelta della molecola con cui fosse possibile formare film di apprezzabili qualità è stata una ricerca complessa poiché, a differenza dei polimeri che hanno una struttura lunga e quindi si avvolgono con facilità per formare una pellicola stabile, le piccole molecole sono più difficili da “sistemare”.

La progettazione della nuova molecola ha portato alla costruzione di una cella che converte il 6,7% della luce incidente e gli studiosi sostengono di ottenere il 9% entro il prossimo anno.

La ricerca di Heeger, come riconosce Pasquale Morvillo del centro ENEA di Portici della Casaccia, costituisce un vero rinnovamento nello sviluppo del processo. Le celle organiche infatti sono formate da piccole molecole in cui lo strato attivo è di norma ottenuto grazie a processi di evaporazione in vuoto che non risultano convenienti né dal punto di vista della produzione né economico e soprattutto non consentono la produzione attraverso meccanismi di stampa in continuo. Utilizzare piccole molecole processabili in soluzione significa dunque accrescere la gamma di materiali organici adatti all’ottimizzazione di tali impianti.

Il primo circolo della green economy

15 novembre 2011 13:49

Oggi nasce qui nelle Marche il primo circolo della green economy. L’uscita dalla crisi economica e’ possibile solo con l’economia verde, come dimostra il boom del fotovoltaico passato da 50 a 12mila MW in 3 anni” lo afferma Alfonso Pecoraro Scanio ex ministro dell’ambiente e oggi Presidente della Fondazione UniVerde, che nella splendida cornice del fortino borbonico insieme all’economista di fama internazionale Jeremy Rifkin ha incontrato gli imprenditori regionali della green economy .

Secondo Rifkin: “Con le politiche di austerità questo paese non andrà da nessuna parte, Monti deve lavorare ora per la terza rivoluzione industriale, quella fondata sulla produzione diffusa delle rinnovabili e sulle reti intelligenti. Le Marche, ricche di media e piccola imprenditoria di qualità, sono un luogo ideale per  la trasformazione del sistema e il rilancio dell’economia”. “I Verdi – dichiara il consigliere regionale Adriano Cardogna presente all’incontro – presenteranno una mozione in tal senso all’assemblea regionale”. Si prevede già l’apertura dei prossimi circoli in Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo, Lazio, Lombardia, Puglia e Sicilia.

All’incontro erano presenti esponenti dell’imprenditoria, delle professioni, dell’università e della società marchigiana sostenitori della green economy:

  • CLAUDIO VALENTINI – Ecoturismo e Museo dei Colori Narturali – Lamoli di Borgi Pace (PU)
  • BRUNO SEBASTIANELLI – Presidente Cooperativa Agricola Biologica “La Terra e il Cielo” – Arcevia (AN)
  • TEODORO BOLOGNI – Legacoop – Responsabile nazionale Silvicoltura
  • PAOLO ARGALIA – Amministratore Unico Consorzio Marche Verdi Società Cooperativa Agricola e Forestale – Ancona
  • ENRICO LOCCIONI – Presidente Gruppo Loccioni – Angeli di Rosora (AN)
  • LUCIANO BRANDONI – Presidente Brandoni Solare – Castelfidardo (AN)
  • RAFFAELE ZANOLI – Professore ordinario Università Politecnica delle Marche – Dipartimento di Ingegneria Informatica, Gestionale e dell’Automazione  (DIIGA)
  • FILIPPO ZENOBI – Fattoria biologica e Agriturismo Abbazia S. Salvatore in Valdicastro – Fabriano (AN)
  • GIOVANNI CIMINI – Presidente Western Co – sistemi fotovoltaici – San Benedetto del Tronto (AP)
  • RENATO CIARROCCHI – Titolare Troiani&Ciarrocchi – Monteprandone (AP)
  • LUCA LUCIANI – Titolare Elettro Stella – Monsampolo del Tronto (AP)
  • ALDO ROSCIONI – Titolare Hotel Fortino Napoleonico

In basso è possibile scaricare il Comunicato stampa in PDF:

C.S. Primo forum green economy

Rassegna stampa

Green economy: il nobel Rifkin inaugura il primo circolo dell’economia verde in Italia

Energia e agricoltura nella terza rivoluzione industriale con Rifkin

14 novembre 2011 12:54

Lunedì 14 novembre alle ore 16:00 nell’aula Magna di Ateneo del Polo Universitario Monte Dago ad Ancona ci sarà la conferenza sul tema: “Energia e agricoltura nella terza rivoluzione industriale” organizzata dall’Agenzia per i Servizi nel Settore Agroalimentare delle Marche, ASSAM che promuove questo incontro alla presenza degli studenti, ma anche di imprenditori e amministratori pubblici per disegnare un modello di agricoltura multifunzionale che sappia coniugare la green-economy al comparto agroalimentare.

Al convegno parteciperà l’economista  Jeremy Rifkin. Interverranno: Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente Fondazione Univerde); Gian Mario Spacca (Presidente Giunta regionale delle Marche); Gianluca Carrabs (Amministratore Unico ASSAM); Katya Mastantuono (Presidente REES Marche, rete di economia etica e solidale) e Francesco Caprioli (Vicepresidente ANIEM Marche). Saranno presenti anche Fiorello Gramillano (Sindaco di Ancona) Marco Pacetti (Rettore Università Politecnica delle Marche).

Introduce e modera Luca Bonaccorsi (Direttore TERRA – quotidiano ecologista).

La conferenza sarà preceduta dall’insediamento del comitato promotore regionale del primo“Green Economy Forum”, il circolo dell’economia verde verso la Terza Rivoluzione Industriale alla presenza di Jeremy Rifkin e Alfonso Pecoraro Scanio.

Seguirà rinfresco.

In basso il materiale in PDF:

Energia e agricoltura nella terza rivoluzione industriale

C.S. Rifkin Pecoraro_primo forum green economy

Invito conferenza stampa Rifkin

INVITO STAMPA

Rassegna stampa

C.S. Primo forum green economy

Agricoltura e energia nella terza rivoluzione industriale_Zeroemissionnews

Jeremy Rifkin al convegno Energia e agricoltura_Regione Marche

Univerde_Energia e agricoltura_Ecotv

Eco-energia_Rifkin inaugura il primo circolo dell’economia verde in Italia

Green economy, è dorico il primo circolo_Il Resto del Carlino


Parchi nazionali, aree marine protette e Rete Natura 2000

10 novembre 2011 16:09

Venerdì 18 novembre alle ore 16, il Presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio, terrà una conferenza su: “Parchi nazionali – Aree marine protette Rete Natura 2000” al Master in Diritto e Gestione dell’Ambiente e del Territorio alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Urbino ”Carlo Bo”.

In basso è possibile scaricare il materiale in PDF:

Conferenza PARCHI NAZIONALI – AREE MARINE PROTETTE RETE NATURA 2000

Rassegna stampa

Il Resto del Carlino

Corriere Adriatico

Il Segnale.it e Il Quotidiano.it

Rivieraoggi.it

G-20 di Cannes: l’ambiente è assente

6 novembre 2011 11:50

I 20 Paesi mondiali, che costituiscono l’85% del prodotto mondiale lordo, si sono riuniti dal 3 al 5 novembre a Cannes per il Summit conclusivo dell’anno di presidenza francese. Un incontro per affrontare questioni economiche e finanziarie, tematiche ambientali, questioni sociali e aiuti per i paesi più poveri e pianificare strategie efficaci.

L’argomento di principale interesse e discussione è stata l’attuale crisi economica mondiale e il ruolo del Fondo monetario internazionale. Le tematiche ambientali come il rilancio dello sviluppo sostenibile, il blocco delle speculazioni finanziarie sui prodotti alimentari, la lotta contro le catastrofi ambientali, gli investimenti in agricoltura per contrastare la fame nel mondo, la green economy, lo sviluppo di green jobs, lo sviluppo di energia pulita e di tecnologie di efficienza energetica, la lotta ai cambiamenti climatici e la protezione dell’ecosistema marino, hanno trovato decisamente poco spazio.

Perfino la lotta ai cambiamenti climatici che nei summit precedenti aveva conquistato un’importanza prioritaria (perché funzionale allo sviluppo sostenibile e a produrre basse emissioni di anidride carbonica nei paesi industrializzati, ma anche per promuovere una crescita nei Paesi in via di sviluppo), è stata rinviata ai prossimi vertici dei G-20. La crisi mondiale ha impedito, inoltre, di investire fondi aggiuntivi per incrementare la green economy nei Paesi in via di sviluppo, nonostante l’impegno preso a Copenhagen dai Paesi industrializzati per la formazione di una Green climate fund con 30 miliardi per anno nel periodo 2010-2012 e di 100 miliardi per anno dal 2013 al 2020, che resta così un traguardo ancora da raggiungere.

La World  Bank e l’OECD (Organisation for economic co-operation and development), per recuperare risorse finanziarie indispensabili ad alimentare il Green climate fund aveva presentato un progetto a Cannes che aveva come obiettivo l’eliminazione dei sussidi combustibili fossili che superano i 400 miliardi di dollari l’anno. Nel documento conclusivo dei G-20 questo studio è stato preso in considerazione consentendo la nascita della tobin tax, ovvero una tassa sulle transazioni finanziarie che potrà essere utilizzata in futuro. L’interesse della tobin tax è stato inserito nei temi da discutere durante il prossimo Consiglio europeo che si terrà a gennaio 2012.

Per quanto riguarda invece lo sviluppo sostenibile, la green economy e la lotta ai cambiamenti climatici, il summit non definisce piani di attuazione concreti. Tali conclusioni appaiono deludenti proprio perché il 2012 è l’anno della conferenza di Rio +20 sullo sviluppo sostenibile e la green economy.

Maltempo a Genova. Pecoraro Scanio: “Tagli criminali alla prevenzione”

5 novembre 2011 19:02

(ANSA) – ROMA, 5 NOV – “Sono sconvolto dai lutti e furibondo per i tagli criminali ai fondi per la lotta al dissesto idrogeologico e la sottovalutazione dei cambiamenti del clima’ afferma, in una nota, l’ex ministro dell’ambiente e il presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio, nel sottolineare come ‘purtroppo il dramma di Genova, dopo Cinque Terre e Lunigiana e tanti altri casi, confermi la necessita’ assoluta della messa in sicurezza del territorio“.

“Avevo lottato – sottolinea ancora Pecoraro Scanio – per ripristinare i fondi contro il dissesto del territorio e con quelli furono aperti oltre 1000 cantieri, poi il nuovo Governo ha tagliato le risorse. Questa e’ stata una scelta drammatica. Occorre subito spostare i fondi dalle opere inutili (il Ponte sullo Stretto, in primis) alla prevenzione dei rischi e bloccare condoni e cementificazioni”.

“Nel settembre 2007 dalla Conferenza sui cambiamenti climatici, ricorda poi, lanciai la preoccupazione sui rischi crescenti di piogge tropicali e proposi il piano di adattamento a questi cambiamenti. Fui crocifisso come catastrofista. Dopo anni di lutti i miei critici nemmeno hanno la decenza di scusarsi. Ma almeno chiederei a tutte le Istituzioni di riconoscere che il clima è cambiato e che le previsioni e i piani urbanistici vanno adattati per evitare ulteriori drammi” conclude l’ex ministro.(ANSA).

Fukushima come Chernobyl?

4 novembre 2011 14:18

L’incidente nucleare accaduto a Fukushima può essere paragonato a quello di Chernobyl anche se con diverse modalità. Quello di Chernobyl si è verificato con un’unica grande esplosione e ha avuto una durata di una decina di giorni, quello di Fukushima è avvenuto con minori esplosioni e si è protratto per circa 30 giorni.

La ricerca internazionale, apparsa su Atmospheric Chemistry and Physics, ha cercato di definire l’importanza dell’incidente in relazione alle quantità complessive di radioattività liberate, considerando in particolare solo due radionuclidi di riferimento, lo Xe-133 e lo Cs-137.

L’analisi delle emissioni radioattive è partita dai dati di radioattività misurati in Giappone, USA ed Europa e ha esaminato a ritroso i processi di trasporto e diffusione atmosferica e di deposito al suolo della “nube radioattiva” rilasciata durante l’incidente, utilizzando le carte meteorologiche al suolo e in quota di quel periodo.

Sono stati valutati proprio questi due radionuclidi perché lo Xe-133 è un gas nobile estremamente volatile che disperdendosi rapidamente nella media e alta atmosfera non determina conseguenze rilevanti dal punto di vista sanitario. La presenza del Xe-133, dunque, è utile per raccogliere valide informazioni sull’entità dell’incidente avvenuto.

Gli studi condotti hanno messo in luce che le emissioni di questo gas a Fukushima sono state più del doppio (sedicimilioni e settecentomila) rispetto a quelle rilasciate a Chernobyl.

Il Cs-137, a differenza del gas nobile Xe-133, è liquido e si deposita al suolo per sedimentazione o attraverso le precipitazioni. Ha un tempo di dimezzamento di circa 30 anni e quindi se inalato o ingerito comporta serie conseguenze per l’intero ecosistema.

Solo il 19 % di Cs-137 è ricaduto al suolo, mentre l’81% si è depositato al di fuori dei confini giapponesi, nelle acque marine (prima nell’oceano Pacifico, poi nell’oceano Atlantico fino ad arrivare in Europa e negli Usa). Rispetto alle emissioni di Cs-137 avvenute a Chernobyl quelle di Fukushima sono meno della metà, circa il 42%.

Tali ricerche dimostrano che, nonostante alcune differenze quantitative relative agli isotopi radioattivi, le due esplosioni nucleari possono essere considerate quasi della stessa entità.

Turismo e ambiente: la sfida dell’innovazione

2 novembre 2011 17:09

Si terrà mercoledì 9 novembre presso la Fiera di Rimini in occasione di Ecomondo 2011 a partire dalle ore 11:30 il convegno: “Turismo e ambiente: la sfida dell’innovazione” promosso dalla Fondazione UniVerde in collaborazione con Modus Vivendi.

Apre i lavori Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente Fondazione UniVerde e già Ministro dell’Ambiente). Modera Marco Gisotti, (Direttore della rivista Modus Vivendi). Intervengono: Alberto Bruno (Studio Mario Cucinella Architects); Fiorella Dallari (Alma Mater Studiorum – Università di Bologna); Andrea Forni (Enea); Marco Lion (Touring Club Italiano); Massimo Medri (Consigliere Direttivo Federparchi e Presidente Parco Regionale del Delta del Po dell’Emilia-Romagna); Anna Sanchi (Assessore alla Cultura, Politiche Giovanili e Marketing del Comune di Cattolica).

Sarà l’occasione per analizzare i dati del Rapporto 2011 su “Turismo sostenibile ed ecoturismo” realizzato da IPR Marketing per la Fondazione UniVerde.

RSVP:

info@fondazioneuniverde.it

In basso è possibile scaricare il materiale in PDF:

Turismo e ambiente: la sfida dell’innovazione

Primo Rapporto – Turismo sostenibile e ecoturismo

Turismo sostenibile è necessità planetaria

Rassegna stampa:

Da Univerde Turismo e ambiente_Ecotv

Il turismo deve essere più verde_Il Tempo

Italiani turisti ecosostenibili_IVG

Lagriturismo dice no alla crisi_Adnkronos

Gli italiani preferiscono l’albergo, meglio se ‘green’_Liberonews

Rapporti UNWTO e Univerde_Greenews

Turisti vestono in verde_Ambienteambienti

Univerde_le sfide dell’ecoturismo_Ecotv

Turismo_gli italiani preferiscono la green holiday

Città Sostenibile 2011 - Alfonso Pecoraro Scanio con Gabriella Chiellino - Ecomondo 11


I vincitori del Tri Awards premiati da Jeremy Rifkin

26 ottobre 2011 14:13

A vincere il premio TRI Award che il CETRI ha deciso di mettere in palio per riconoscere l’impegno dell’industria, delle istituzioni culturali e della politica a supporto di pratiche virtuose e di azioni concrete per accelerare la transizione verso modelli energetici di Terza Rivoluzione Industriale, sono stati:
Alfonso Pecoraro Scanio per la categoria TRI-AWARDS, Politica
Questo premio è stato assegnato ad Alfonso Pecoraro Scanio per l’impegno dimostrato quando era Ministro Italiano per l’ambiente da aprile 2006 a maggio 2008, nel momento in cui l’ Unione Europea doveva prendere delle decisioni importanti in merito alla politica energetica comune. Con la sua partecipazione altamente competente ai lavori del Consiglio Europeo Ambiente, durante la Presidenza Tedesca, Alfonso Pecoraro Scanio contribuì in modo determinante a incoraggiare l’Europa affinché abbandonasse lo scenario nucleare e cercasse di raggiungere gli obbiettivi del 20-20-20. Senza il suo sostegno entusiastico, infatti, secondo la giuria del premio, sarebbe stato impossibile nel marzo del 2007 per Angela Merkel imporre gli obiettivi di riduzione del 20 percento dei gas serra, di aumento del 20 percento dell’efficienza energetica e di raggiungimento del 20 percento di energia rinnovabile entro il 2020. Non solo, dopo aver raggiunto questo risultato, fece approvare in Italia il primo piano di incentivi alle rinnovabili noto come “Conto Energia”, che ha permesso l’impetuosa crescita delle energie rinnovabili nel Paese, garantendo nuovi posti di lavoro. E’ grazie a questo piano che il settore è ancora vivo e sono stati installati 10 gigawatt di fotovoltaico, certificati dal GSE solo il mese scorso, con oltre 380.000 impianti diffusi di energia rinnovabile in Italia. Oggi, come attuale Presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio continua il suo impegno in favore delle aziende della terza rivoluzione industriale in Italia e in Europa.
A Livio De Santoli, invece è andato il TRI AWARD- Università e ricerca
Ex Preside della prestigiosa facoltà di Architettura “Valle Giulia”, Livio De Santoli ha sintetizzato la sua esperienza ingegneristica con una avanzatissima visione dell’architettura ed ha realizzato i più importanti impianti di energia rinnovabile integrati in ambiente urbano, come il tetto fotovoltaico della Sala Nervi nella Città del Vaticano. Il premio gli viene conferito anche perché come “energy manager” dell’Università “La Sapienza” ha programmato il più ambizioso piano di generazione distribuita dell’energia e reti intelligenti, conosciuto come il progetto delle Isole dell’energia.
Il riconoscimento TRI AWARD – Aziende, invece è stato assegnato all’NH Hotels che ha dato il via a pratiche di conservazione energetica che hanno aumentato la produttività dell’azienda, rilevando il consumo energetico di ogni struttura alberghiera e usando le informazioni per minimizzare gli sprechi. Risparmiando energia e creando hotel ecologici, NH non solo genera profitti, ma contribuisce a diffondere un modello operativo sostenibile che offre ai propri ospiti tariffe ragionevoli. NH sta anche pianificando la costruzione del primo hotel al mondo a emissioni zero.
Infine il TRI AWARD SPECIALE attività di informazione istituzionale è stato conferito ad Andrea Benassi dell’UEAPME, l’Associazione che rappresenta gli interessi delle PMI in Europa, e alla vice Presidente per la sostenibilità Gunilla Almgreen. UEAPME è stata fondamentale per introdurre la previsione che pratiche di sostenibilità vengano finanziate nel periodo di vigenza del prossimo quadro di prospettive finanziarie dell’Unione.
«E’ un premio molto importante – spiega l’economista Jeremy Rifkin che ha consegnato i premi – e sono molto contento di essere qui con miei tre cari amici: Pecoraro Scanio, De Santoli e Benassi che secondo me sono i leader della prossima rivoluzione industriale sostenibile. E’ grazie a uomini come loro che arriveremo ad un’energia pulita, sana e democratica che possa salvare il mondo e sia una risposta concreta ai problemi causati dai cambiamenti climatici. Una speranza per le generazioni future».

Rassegna stampa

IGN – Adnkronos

Tri Award premia i modelli energetici della Terza rivoluzione industriale – - Libero-News-1

TERRA_27 ottobre

Ecoblog_La Terza Rivoluzione Industriale di Jeremy Rifkin riparte da Roma

Ecotv_Tri Awards

ZeroEmission_Ecoblog_La Terza Rivoluzione Industriale di Jeremy Rifkin riparte da Roma

Hotel ecosostenibili, ora sono una realtà | Ambiente & Ambienti

I tessuti acrilici e in poliestere inquinano gli oceani

25 ottobre 2011 19:19

Secondo i risultati di uno studio realizzato da un gruppo di scienziati irlandesi, britannici e australiani, pubblicato sul Journal of Enviromental  Science & Technology, fare la lavatrice, un gesto di ordinaria vita domestica, causa l’inquinamento degli oceani e compromette la nostra salute.

I ricercatori, esaminando le spiagge di diverse aree costiere a livello internazionale, hanno rilevato un accumulo di microscopiche molecole di plastica inferiori al millimetro, concentrate in maggior parte nelle zone più densamente popolate.
Analizzando la composizione chimica di queste microparticelle si è scoperto che la causa di questo tipo di inquinamento è il lavaggio in lavatrice di capi d’abbigliamento usati abitualmente dalla popolazione.
Le nostre acque vengono, dunque, inquinate da fibre di tessuti acrilici e in poliestere provenienti dal lavaggio degli indumenti sintetici che, essendo microscopici, riescono ad attraversare i filtri degli impianti di depurazione giungendo direttamente nei nostri mari e negli oceani.
La ricerca dimostra che un singolo indumento lavato in lavatrice può generare e liberare circa 1900 microfibre, composte da poliesteri e materiale acrilico che si dividono in altre microparticelle.

L’inquinamento, però, non riguarda esclusivamente i mari e gli oceani, ma interessa anche gli abitanti di queste zone che, con molta probabilità, integreranno le particelle di plastica nella loro alimentazione. Tale processo si ripercuoterà sull’intera catena alimentare, minacciando in questo modo la salute della popolazione.

Come si potrebbe contrastare tale fenomeno?

Gli scienziati sostengono che si potrebbe limitare questo inquinamento provvedendo all’inserimento di sistemi di filtraggio, in grado di impedire il passaggio di queste particelle nelle acque di scarico, e adattando i filtri dell’impianto di depurazione delle acque reflue con impianti adeguati allo smaltimento delle particelle in sospensione.