Sostieni Obiettivo Terra
Task Force Per un’Italia libera da Ogm
Mediterraneo da remare
Scarica gratis il libro in PDF!
L’Italia non spenga il sole
2008 L’anno che ha stravolto l’Italia
Green Pride
Guadagnare con il bambù gigante

#BlueKayakDay #MediterraneoDaRemare2018: il 15 agosto tutti in canoa e kayak per #NoPlastic

Il 15 agosto 2018 è il #BlueKayakDay, evento della Federazione Italiana Canoa Kayak a sostegno di “Mediterraneo da remare” 2018, la campagna nazionale promossa dalla Fondazione [...] [leggi tutto]

Il decennale della Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici

A dieci anni dalla prima e unica Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici in Italia, promossa dall’allora Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e che rappresentò un [...] [leggi tutto]

Conferenza stampa #Stopincendi petizione su change.org

CONFERENZA STAMPA Martedì 25 luglio ore 16 Sala stampa della Camera dei Deputati Via della Missione, 4 Roma #Stopincendi petizione su change.org in 20.000 chiedono [...] [leggi tutto]

Presentato XVI Rapporto “Gli italiani, il solare e la green economy”. Focus su “Storage, recycling & smart cities”

È stato presentato oggi, martedì 30 ottobre 2018, il XVI Rapporto “Gli italiani, il solare e la green economy” realizzato da Osservatorio sul solare della Fondazione [...] [leggi tutto]
seguici su
seguici su
Concorso fotografico “Obiettivo Terra”
Rassegna stampa Concorso fotografico “Obiettivo Terra” 2018
Firma la petizione #OperaUnesco!

#pizzaUnesco
#pizzaUnesco: la Vittoria! L’Arte del Pizzaiuolo Napoletano è Patrimonio dell’Umanità IV ediz.
#PIZZAUNESCO: ORGOGLIO ITALIANO NEL MONDO III ediz.
#PIZZAUNESCO: ORGOGLIO ITALIANO NEL MONDO II ediz.
#PIZZAUNESCO: ORGOGLIO ITALIANO I ediz.
Osservatorio Europa
archivio

Cerimonia di premiazione dei TRI AWARDS con Jeremy Rifkin

21 ottobre 2011 13:26

La Fondazione Univerde è lieta di comunicarVi che Martedì 25 Ottobre alle ore 19 presso l’hotel NH Vittorio Veneto in Corso d’Italia 1 a Roma si terrà la cerimonia di consegna dei “Tri Awards” riconoscimenti per l’impegno a sostegno della Terza Rivoluzione Industriale promossa dal CETRI –TIRES (Circolo Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale). Conferirà i premi Jeremy Rifkin.

A causa del numero limitato di posti si prega di comunicare la propria partecipazione entro le ore 16 di lunedì 24 Ottobre per essere inserito nella lista degli accreditati all’evento.

Basta inviare una e-mail a info@fondazioneuniverde.it

Invito al TRI AWARD

TRI AWARD IT

TRI AWARD ENG

L’Ipcc chiarisce le incertezze sulle rinnovabili

20 ottobre 2011 21:49

Si nutrono, spesso, troppi dubbi e perplessità sulle fonti rinnovabili così l’Ipcc in un rapporto chiarisce tutte le idee distorte sulle fonti energetiche rinnovabli. La prima è quella che sostiene che gli impianti siano troppi piccoli e quindi non in grado di soddisfare il fabbisogno energetico dell’intera popolazione. In realtà, secondo una rassegna dei grandi progetti eolici, realizzata dal Global wing Energy council nel 2011, nei prossimi due anni in Cina saranno messi in funzione oltre 25 impianti di 200MW. Negli USA, invece, saranno realizzati 25 progetti sopra i 250 MW e nell’UE ce ne sono 39 oltre i 100 MW.

La seconda incertezza è che costi troppo rispetto alle fonti tradizionali. Il costo dell’elettricità varia a seconda dei Paesi. In alcuni Paesi come gli Usa e la Cina, l’eolico è competitivo rispetto al nucleare. Il concetto di grid party, che equipara i costi della produzione di energia solare ai costi delle tariffe domestiche anche senza incentivi, renderà le energie rinnovabili ancora più vantaggiose dal punto di vista economico, anche per i privati, considerando anche i costi ambientali e sociali dei combustibili fossili e del nucleare.

C’è da chiedersi allora perché, se convenienti, siano ancora così poco diffuse. Anche su questo però c’è da dire che gli investimenti del 2009 nei nuovi impianti rinnovabili hanno superato, per il secondo anno consecutivo, quelli dei nuovi impianti basati sui fossili. Una scelta che conferma l’interesse sempre più forte verso le rinnovabili. Una ricerca di Bloomberg, però, sostiene che i finanziamenti per i combustibili fossili superano di dodici volte quelli a sostegno delle rinnovabili. È necessario quindi attuare delle politiche che incentivino le tecnologie rinnovabili affinché questo settore possa essere in continua espansione.

È diffusa anche l’idea che una volta messi al bando il nucleare e il carbone ci saranno meno posti di lavoro con le fonti alternative. Eliminare le fonti energetiche inquinanti e dannose e sostituirle con le rinnovabili porterà ad avere sempre più posti di lavoro perché molte delle competenze acquisite per le fonti fossili saranno richieste anche per quelle rinnovabili.

Le temperature aumentano e gli animali diminuiscono di “taglia”

19 ottobre 2011 10:29

Il cambiamento climatico ha effetti su piante e animali come dimostra lo studio di due biologi dell’università di Singapore, in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Natural Climate Change.

I ricercatori Jennifer Sheridan e David Bickf sostengono che esista una relazione tra il cambiamento climatico e la riduzione delle dimensioni degli organismi.

Secondo questi studiosi, l’aumento della temperatura, causato da un incremento di Co2 nell’atmosfera, la diminuzione delle precipitazioni e l’impoverimento del suolo, comporterebbero la progressiva riduzione dello sviluppo delle piante, e di conseguenza di alcune specie animali.

Lo studio ha analizzatp la grandezza dei fossili e ha dimostrato che le dimensioni di alcuni frutti si rimpiccioliscono dal 3 al 17% per ogni grado Celsius in più. Tale fenomeno interessa anche le dimensioni del corpo degli invertebrati marini che si riducono dallo 0,5 al 4% e i pesci per i quali la percentuale arriva fino al 22% in meno.

La ricerca specifica, però, che esistono classi di animali come i mammiferi che sono soggetti a un aumento delle dimensioni. Dalle analisi dei ricercatori è emerso che questo accade agli animali che vivono a latitudini maggiori, in luoghi dove l’aumento delle temperature ha favorito il prolungamento della stagione, facilitando in questo modo la possibilità di alimentarsi e svilupparsi.

Gli studiosi sottolineano la pericolosità del processo che, causando il progressivo ridimensionamento degli organismi viventi, potrebbe avere in futuro effetti negativi per l’alimentazione umana.

Agricoltura e alimentazione al Forum della Coldiretti

16 ottobre 2011 18:26

Si terrà in villa d’Este a Cernobbio, sul lago di Como, il 21 e il 22 ottobre l’undicesima edizione del Forum internazionale Coldiretti dell’agricoltura e dell’alimentazione.

Un’occasione per fare il punto sull’agroalimentare made in Italy, l’impatto della crisi economica, la sicurezza alimentare insieme a esperti, rappresentanti istituzionali e operatori del settore. All’incontro parteciperà il Presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio e il Presidente della Coldiretti Sergio Marini e interverranno anche il Ministro delle Politiche Agricole Saverio Romano, quello del Lavoro Maurizio Sacconi; il vice presidente della Commissione Europea Antonio Tajani; il Governatore della Lombardia Roberto Formigoni; il Sindaco di Roma Gianni Alemanno; il banchiere Corrado Passera; l’economista Giacomo Vaciago. Saranno presenti anche imprenditori operanti nel settore alimentare come Guido Barilla, nella green economy come Catia Bastioli di Novamont e Francesco Strarace presidente di Enel Green Power e nella grande distribuzione come Vincenzo Tassinari presidente di Coop Italia.

L’appuntamento è alle 10 del 21 ottobre per confrontarsi sulla sicurezza dei cibi italiani e sulla cucina sostenibile: la “tavola degli avanzi”, con alimenti poveri e di scarto di cui sarà promotrice la Campagna Amica. Il 22 ci sarà la prima esposizione dedicata al tema: “Dalle patate blu al peperone nero, la spesa degli italiani cambia colore” con la presentazione di studi e ricerche sulla rivoluzione cromatica degli alimenti.

Il futuro dell’energia

12 ottobre 2011 09:52

Sarà presentato domani alla Feltrinelli di Roma in via V. E. Orlando il libro di Mario Tozzi e Valerio Rossi Albertini: “Il futuro dell’energia” di Edizioni Ambiente. L’appuntamento è alle ore 18.

In basso è possibile scaricare il PDF:

Locandina Il futuro dell’energia

VipItaly, vino biologico e pregiato

7 ottobre 2011 15:19

Domani a Urbino ci sarà una delle più importanti manifestazioni enogastronomiche dedicata alla biodiversità e alla produzione biologica del vino. Sarà la regione Marche a ospitare il VipItaly, evento dedicato ai vini pregiati promosso dall’Associazione Nazionale Sommelier e dalla Casa di Moda Piero Guidi. All’iniziativa che durerà l’8 e il 9 ottobre parteciperà anche Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde. Un’importante appuntamento per avere rapporti con i produttori Vip, che spiegaranno le caratteristiche gusto- olfattive delle proprie produzioni.

All’interno dell’evento una sezione sarà dedicata all’Enoteca delle Marche curata dalla Regione Marche insiemeall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini e al Consorzio dei Vini Piceni,con all’interno degustazioni anche dei prodotti a marchio QM e dell’olio monovarietale curate dall’ASSAM; un’altra invece sarà dedicata ai vini prodotti dalle Aziende di personaggi del mondo dello sport, della moda, dello spettacolo e dell’Aristocrazia.

In basso è possibile scaricare il programma in PDF:

VIPITALY 2011

Rassegna stampa:

Corriere Adriatico

Il Resto del Carlino

Paesaggi e cartografia

 12:26

In occasione della XXI Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica si terranno il 20 e il 21 ottobre delle giornate di studio su: “Rappresentare il paesaggio – tra tradizione e innovazione“. Agli incontri parteciperà anche Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente Fondazione UniVerde, che il 20 ottobre alle 16 interverrà il sul tema: “Il paesaggio nelle rappresentazioni cartografiche tradizionali”. L’appuntamento è all’Aula “Giuseppe Dalla Vedova” della Società Geografica Italiana al Palazzetto Mattei in Villa Celimontana a Roma. Sarà l’occasione per confrontarsi, a dieci anni della Convenzione europea del paesaggio, firmata a Firenze il 20 ottobre 2000, sull’idea del paesaggio come benessere sociale e sulla necessità di proteggerlo in quanto diritto di tutti i cittadini. In particolare si porrà attenzione al ruolo svolto dalla cartografia storica e tradizionale, e alle innovazione che ha subito nella rappresentazione del paesaggio, espressione del nostro patrimonio culturale.

In basso è possibile scaricare il programma in PDF:

Rappresentare il paesaggio–tra tradizione e innovazione

Il buco dell’ozono raggiunge l’Artico

4 ottobre 2011 14:12

La perdita dell’ozono sopra l’Artico è così grave che per la prima volta si parla di “buco dell’ozono” così come l’hanno definito un gruppo di scienziati che hanno pubblicato un nuovo studio sulla rivista Nature. Una perdita che secondo i ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) quest’anno è paragonabile a quella verificatasi sopra l’Antartide. Un fenomeno, osservato grazie ai satelliti della Nasa: l’Aura e Calipso, che per la prima volta coinvolge anche il Nord del Pianeta.

A circa 20 chilometri al di sopra dell’Artico, in un solo anno, l’80 per cento di ozono si è distrutto, secondo i dati raccolti dagli scienziati. La causa è da attribuirsi alla presenza del tutto insolita di una corrente fredda a grandi quote e a una maggiore quantità di gas che riduce l’ozono nell’area. Il periodo di basse temperature quest’anno, a determinate latitudini, è durato trenta giorni in più rispetto a qualsiasi altro inverno artico, attivando processi chimici che trasformano il cloro in sostanze dannose che danneggiano questa forma di ossigeno che si accumula naturalmente nella stratosfera (dai 15 ai 35 chilometri al di sopra della superficie terrestre) e che protegge la vita degli esseri viventi dai raggi ultravioletti del sole.

I composti clorurati (vietati dal Protocollo di Montreal del 1989, la cui azione però persiste per anni) prodotti dall’uomo, inoltre, contribuiscono alla distruzione di questo gas e sono molto più attivi in climi freddi. In genere questo fenomeno si registra in primavera sulle due regioni polari, anche se nell’Artico (Polo Nord) è meno grave che in Antartide (Polo Sud).

La prima mappa sulle tartarughe marine più minacciate

3 ottobre 2011 11:25

É stato realizzato il primo studio che indica le zone dove le popolazioni di tartarughe marine sono più vulnerabili a livello internazionale. La ricerca ha valutato lo stato di questa famiglia individuando undici popolazioni a rischio e dodici non in pericolo di estinzione.

Tra le più minacciate ci sono: la tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata), una specie marina della famiglia delle Cheloniidae che si trova nell’oceano Pacifico Orientale, i cui principali siti di nidificazione sono localizzati a El Salvador, Nicaragua e Ecuador, e la Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea) una tra le più grandi di questa famiglia che nidifica in Messico, Nicaragua e Costa Rica. A mettere a repentaglio la loro sopravvivenza il furto di uova, la perdita di habitat e le catture accidentali. Nelle undici popolazioni rientrano anche due specie che vivono nell’oceano Indiano settentrionale: la tartaruga bastarda olivacea (Lepidochelys olivacea) e la tartaruga comune (Caretta caretta). In queste zone, sebbene siano presenti diversi esemplari, la caccia ne uccide migliaia ogni anno.

Tra le dodici popolazioni non a rischio di estinzione ci sono la tartaruga verde (Chelonia mydas) che vive nel sud-est dell’oceano Atlantico, in Brasile, Europa, nel Pacifico orientale, nelle isole Galapagos, in Ecuador e Messico.

La mappa è stata realizzata da trenta ricercatori provenienti da sei diversi continenti del Marine turtle specialist group dell’Iucn (L’unione internazionale per la conservazione della natura) con il sostegno del Conservation International (CI) and the National Fish and Wildlife Foundation (NFWF) degli Usa.

Earth Overshoot Day: la Terra è senza risorse

28 settembre 2011 17:13

Dal 27 settembre il Pianeta è entrato in deficit ecologico. L’umanità in soli nove mesi ha esaurito il “budget” di risorse naturali disponibili per vivere fino al 2011, secondo gli ultimi dati raccolti dal Nef (the new economics foundation) in collaborazione con Global Footprint Network, e vive ora “a credito”.

Come qualsiasi impresa, la natura ogni anno presenta un “bilancio” relativo alle risorse che è in grado di produrre e alla sua capacità di sostituire o assorbire sostanze inquinanti, ma l’uomo consuma più risorse di quelle disponibili, e genera più inquinamento di quello che la Terra è in grado di neutralizzare. Da ieri si è raggiunto il limite, fino alla fine dell’anno si sfrutteranno le risorse (naturali ed energetiche) a un ritmo al di sopra della capacità del nostro Pianeta di sostituirle e rigenerarle. Le conseguenze saranno un accumulo di gas ad effetto serra e un incremento dell’inquinamento atmosferico. Vivere al di sopra del budget disponibile comporterà un onere supplementare per il Pianeta: cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, scarsità di acqua e cibo. Il consumo umano supera del 50 per cento la capacità rigenerativa del Pianeta, per soddisfare lo spreco di risorse non basta una sola Terra ma due.

La crisi economica, come sostengono le due associazioni, non ha rallentato la domanda di risorse che dal mese di ottobre del 2008 è in continuo aumento. Il motivo per cui l’umanità non è riuscita a ridurre il deficit è che il sistema economico attuale non tiene conto dell’impatto reale delle attività finanziarie. Senza stabilità ecologica non si può avere una stabilità economica perché non è possibile spendere più di quanto possediamo. Il benessere dei cittadini dipende dal corretto funzionamento del nostro sistema naturale.

Secondo il Global Footprint Network la biocapacità mondiale del Pianeta è di 1,78 ettari globali procapite ma l’impronta ecologica globale dell’uomo è di 2,76 ettari. Il Pianeta dunque è in uno stato di deficit ecologico di 0,9 ettari procapite. Il consumo varia di nazione in nazione: se la popolazione mondiale vivesse come un cittadino degli Stati Uniti avremmo bisogno di 5 Pianeti, come un cittadino europeo di 3, come un cittadino dell’India invece ne basterebbe uno soltanto.

Se ben gestite le risorse naturali rinnovabili possono essere una fonte di reddito, alimentare e occupazionale, in caso contrario sarà messa a rischio la capacità di generare benefici per tutti. Le crisi finanziaria ed ecologica devono essere la spinta a gettare le basi per un nuovo modello economico più attento al funzionamento naturale del Pianeta. Un sistema che non dipenda più dal consumo sfrenato che spinge la Terra oltre i suoi limiti.