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Il 15 agosto 2018 è il #BlueKayakDay, evento della Federazione Italiana Canoa Kayak a sostegno di “Mediterraneo da remare” 2018, la campagna nazionale promossa dalla Fondazione [...] [leggi tutto]

Il decennale della Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici

A dieci anni dalla prima e unica Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici in Italia, promossa dall’allora Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e che rappresentò un [...] [leggi tutto]

Conferenza stampa #Stopincendi petizione su change.org

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Animal Geographies/Animal Spaces

Come cambiano i rapporti fra esseri umani e animali nello spazio urbano e nello spazio rurale? Quali sono le conseguenze geografiche delle nostre scelte alimentari? [...] [leggi tutto]
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Milano-Turismo Sostenibile ed Ecoturismo: un Futuro per la Natura e l’Economi

5 febbraio 2011 11:48

Il 18 febbraio alla Fiera di Milano (Rho) alle ore 10:30, la Fondazione UniVerde organizza il convegno su: “Turismo Sostenibile ed Ecoturismo: un Futuro per la Natura e l’Economia”. Ad aprire i lavori il presidente Alfonso Pecoraro Scanio. Il rapporto sarà presentato da Antonio Noto, direttore dell’IPR Marketing. Interverranno anche Gabriele Burgio, presidente e amministratore Delegato di NH Hoteles; Paolo Corchia, vice presidente nazionale di Federalberghi; Elena David, presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Compagnie Alberghiere; Elena Dell’Agnese, coordinatrice Corso di Laurea in Turismo, Territorio e Sviluppo Locale dell’Università Bicocca di Milano; Tulio Marcelli, presidente Nazionale di Terranostra – Coldiretti e Gianfranco Schiava, amministratore Delegato di Electrolux. A moderare l’incontro ci sarà Alfonso Dell’Erario, direttore Editoriale del Gruppo 24 Ore.

In basso è possibile scaricare tutto il materiale in PDF:

Turismo Sostenibile ed Ecoturismo: un Futuro per la Natura e l’Economia

Primo Rapporto “Turismo sostenibile e ecoturismo”

Intervento di Gianfranco Schiava, amministratore Delegato di Electrolux

Intervento di Elena David, presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Compagnie Alberghiere

Chema Basterrechea Amministratore Delegato di NH-Hotels Italia

Rassegna Stampa

Comunicato Stampa

Adnkronos

Ansa

La Stampa

TGCOM

Un rifugio verde ad alta quota

4 febbraio 2011 10:57

A 3.817 metri di altitudine, nei pressi del Monte Bianco, sarà realizzato il primo rifugio di montagna sostenibile ed ecologico. L’elettricità sarà garantita attraverso pannelli solari e il riscaldamento da celle termiche. A forma cilindrica, per resistere alle forti raffiche di vento, il rifugio “verde” sarà costruito in modo del tutto ecosostenibile, con 192 pezzi di legno di 550 chili ciascuno che formano la struttura principale del “Refuge du Goûter”, e potrà ospitare fino a un massimo di 120 persone.

Per i servizi igienici, poiché il sistema di compostaggio è possibile solo al piano terra, gli architetti hanno adottato un metodo di trattamento di residui umidi molto simile a quello utilizzato sulle navi, con una capacità di aspirazione che riduce lo scarico dell’acqua almeno quattro volte al giorno. I rifiuti liquidi, invece, si depureranno mediante un trattamento biologico. Per il momento i lavori sono fermi, ma il progetto sarà completato e nell’estate 2012.

2050: nuovo traguardo per le rinnovabili

3 febbraio 2011 17:50

Entro il 2050 la nostra dipendenza dalle fonti fossili e dal nucleare potrebbe finalmente finire. Ad essere così fiducioso è il Wwf che nell’Energy Report sostiene che entro quattro decenni potremmo avere un’economia florida, soddisfare il nostro fabbisogo energetico direttamnte da fonti alternative e pulite al 100 per cento, con una qualità di vita decisamente migliore.

Nonostante in Italia si continua a puntare sull’atomo, questo studio dimostra che facendo degli sforzi in più, potremmo evitare i pericoli che provengono da questa forma energetica, risparmiare i fondi destinati alla creazione di centrali a nuova genarazione e investirli, invece, in tecnologie energetiche sostenibili.

Il rapporto è suddiviso in due parti: nella prima si ritrova un’analisi dettagliata di Ecofys e nella seconda lo scenario proposto dal Wwf. Entro il 2050, dunque, non solo potremmo raggiungere l’efficienza energetica ma anche ridurre l’inquinamento e le emissioni di Co2 di circa l’80%, limitando l’aumento della temperatura a soli 2 gradi centigradi rispetto all’era preindustriale. La richiesta totale di energia potrebbe diminuire del 15% rispetto a quella del 2005, e sarà disponibile anche a coloro che adesso non ne hanno accesso. Uno scenario futuro davvero sostenibile.

Fertilizzare gli oceani non aiuta il clima

2 febbraio 2011 16:57

Secondo uno studio internazionale, pubblicato dalle Nazioni Unite, l’idea di fertilizzare gli oceani non ha molte possibilità di successo. La proposta avanzata qualche tempo fa da un gruppo internazionale di scienziati, prevede di rilasciare ferro nelle profondità marine, una delle principali sostanze nutritive del fitoplancton, piccole alghe fotosintetiche in grado di catturare CO2. Secondo alcuni ricercatori, infatti, l‘aumento del ferro porterebbe portare al proliferare del plancton e quindi ha una maggior assorbimento di anidride carbonica.

Uno studio realizzato da un team di ricercatori di sette diversi Paesi della Intergovernmental Oceanographic Commission dell’Unesco chiarisce i dubbi sull’esperimento e sostiene che non solo sarà molto difficile misurarne l’efficacia, ma che potrebbe avere un effetto del tutto limitato. Inoltre, è impossibile quantificare quanta Co2 viene effettivamente assorbita e solo il 15 % raggiunge il fondo marino e viene definitivamente sepolta sotto di sedimenti.

Una rete globale per calcolare la Co2

31 gennaio 2011 14:32

Per analizzare le emissioni di Co2 di ciascun Paese, un’azienda statunitense: Earth Networks nei prossimi 5 anni investirà 25 milioni di dollari nell’installazione di 100 rilevatori di ultima tecnologia, utili a calcolare il biossido di carbonio. L’obiettivo è creare una grande rete globale di monitoraggio. 50 centraline saranno situate negli Stati Uniti, altre 25 in Europa e nel resto del mondo.

I ricercatori stanno valutando le zone migliori dove collocarle, in base alla posizione geografica.

Questa rete su larga scala consentirà di avere informazioni dettagliate sulle emissioni a livello mondiale di tutti i Paesi, anche di quelli che non parteciperanno al progetto, come la Cina perchè basterà fissare i sensori in Giappone, in Corea o nel sud-est Asiatico per ottenere informazioni anche sul territorio cinese. Questa nuova tecnologia, infatti, utilizza le misurazioni dei livelli di gas e i modelli metereologici per rintraccaiare la prvenienza delle sostanze inquinanti.

Anche la comunità scientifica ha accolto in modo favorevole questa nuova missione, e i dati saranno del tutto trasparenti e utili ai fini di ricerche e studi sul clima.

In Artico per studiare l’acqua sotto il ghiaccio

28 gennaio 2011 13:20

Quest’anno la spedizione Catlin Arctic Survey (che si occupa di studiare l’acidificazione degli oceani, determinata dalla presenza di Co2 in atmosfera) analizzerà lo strato sottile di acqua che si trova sotto il ghiaccio galleggiante dell’Artico. Quest’ultimo, infatti, durante l’estate si sta sciogliendo molto più rapidamente rispetto alle previsioni.

La missione servirà a ottenere dati per capire se il flusso di acqua calda dell’Atlantico, conosciuto come Corrente del Golfo, possa arrestarsi, provocando temperature più basse in alcune zone dell’Europa Occidentale. L’Artico, infatti, è uno dei migliori barometri del cambiamento climatico e il luogo dove le variazioni delle condizioni termiche sono più evidenti.

Dall’analisi sarà possibile avere informazioni dettagliate sulle lastre di ghiaccio, misurare la temperatura, la salinità, il flusso di acqua e la velocità con cui si scioglie. L’ipotesi iniziale è che l’acqua resti lì, intrappolata, per isolare il ghiaccio dall’acqua tiepida e salata che si trova in basso. I risultati, disponibili nel 2012, serviranno a prevedere il futuro del ghiaccio marino Artico, e a migliorare le previsioni meteo del Nord Europa.

Meno foglie sugli alberi del Sud Europa

26 gennaio 2011 16:09

A causa della siccità registrata negli ultimi 20 anni, come conseguenza dei cambiamenti climatici, è raddoppiata la superficie defogliata degli alberi delle foreste mediterranee. Un processo che ha portato a una riduzione dell’assorbimento di Co2. Questi i risultati di uno studio del Consiglio superiore delle ricerche scientifiche spagnolo (Csic), pubblicati sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

Secondo i ricercatori, tra il 1987 e il 2007, gli arbusti delle foreste dell’area mediterranea hanno modificato sostanzialmente la struttura della loro chioma, aumentando la perdita di foglie. I cambiamenti climatici hanno influito sulla frequenza e sull’intensità dei periodi di siccità nell’Europa meridionale, portando al declino delle fronde.

La defogliazione coincide con un aumento significativo delle mortalità degli alberi nelle zone più aride. Entrambi questi fattori influiscono sull’assorbimento di Co2 (le foreste, infatti, catturano circa 1/3 delle emissioni generate dall’attività umana) che, negli ultimi anni, si è notevolmente ridotto. La perdita prematura del fogliame può, inoltre, limitare l’effetto regolatore dei boschi durante i periodi di siccità. Diversi studi hanno dimostrato, infatti, che le foreste moderano l’aumento della temperatura durante il periodo estivo, grazie all’evaporazione acquea che si produce quando le foglie traspirano.

Questi cambiamenti incidono anche sulla vita degli insetti defolianti e degli iperparassiti che si nutrono degli alberi e dei funghi che crescono sotto le loro radici. A rischiare l’estinzione anche molte specie endemiche, rare e protette, che vivono nel bacino del Mediterraneo, un importante riserva di biodiversità.

Eufores: il 20-20-20 è vicino

25 gennaio 2011 11:25

Dopo aver valutato i piani di azione nazionale sulle energie rinnovabili di 27 Paesi membri dell’Ue, l’Eufores, organizzazione non profit per la promozione delle fonti alternative, non solo ritiene che sono possibili ma che si raggiungerà la quota del 20% entro il 2020, come previsto dall’obiettivo 20-20-20. 15 Nazioni potrebbero addirittura superare questo limite, senza adoperare meccanismi di cooperazione.

Dati positivi che dimostrano come il vincolo sia del tutto realista e facile da superare. Ciò che manca, però, sono misure adeguate per ridurre la burocrazia in materia di autorizzazioni, sviluppo di infrastrutture, formazione di personale qualificato e meccanismi nazionali di sostegno alle fonti energetiche rinnovabili.

I misteri del clima nelle profondità del Mar Morto

23 gennaio 2011 18:08

Sotto questo grande lago, conosciuto per sua salinità, si nascondono i segreti meglio custoditi del nostro Pianeta. Per scoprire queste informazioni, un team di ricercatori guidati dal professor Zvi Ben-Avraham, membro dell’Israel Academy of Sciences and humanities, ha perforato il fondo fino a raggiungere una profondità di circa 380 metri. Gli scienziati hanno rivelato che quando il livello del mare è basso, si formano depositi di sale, quando è alto, invece, non ci sono. Analizzando la loro frequenza è possibile determinare così periodi di siccità e di pioggia.

L’obiettivo dello studio è estrarre materiale per ottenere informazioni sul cambiamento climatico e sui movimenti sismici nella regione, verificatasi mezzo milione di anni fa. Uno dei minerali presenti nell’acqua, l’aragonite, costituito da carbonato di calcio, è in grado di fornire dettagli su elementi che risalgono a 500.000 di anni fa. L’analisi di questi sedimenti consentirà ai ricercatori di fare valutazioni precise sulle condizioni ambientali passate, e previsioni climatiche future.

Dall’analisi del materiale geologico, invece, si ricaveranno modelli sismici della zona, essenziali per la vita degli stessi israeliani, palestinesi e giordani, le cui regioni sono attraversate dal Mar Morto.

Cibi più sicuri con le nuove etichette

21 gennaio 2011 16:46

A tutela del consumatore e della sua salute è stato finalmente approvato dalla Camera dei deputati il Ddl 2260 che rende obbligatorio indicare su ogni prodotto agroalimentare il luogo di origine o di provenienza, in ogni sua fase di produzione. Un passo in avanti sulla tracciabilità degli alimenti che consente agli utenti di scegliere e acquistare in modo sicuro il Made in Italy, sostenendo così la nostra economia.

La legge, inoltre, prevede anche l’indicazione della presenza di OGM dei singoli ingredienti. Finora, l’etichetta di origine era necessaria solo su alcuni prodotti. Dopo il recente allarme della diossina di uova e suini provenienti dalla Germania, invece, è stata estesa su ogni alimento, e gli italiani avranno il diritto di conoscere l’origine di ciò che comprano per la loro stessa sicurezza alimentare. Le prime etichette saranno applicate sulle conserve di pomodoro, su latte e derivati, sulle carni suine e sui salumi.

Sull’importanza di sostenere un’agricoltura di qualità libera da Ogm, la Fondazione UniVerde ha partecipato a diversi convegni come quello promosso il 20 luglio scorso dalla Coldiretti: “Agricoltura e biotecnologie” cui è intervenuto il Presidente Alfonso Pecoraro Scanio.