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#BlueKayakDay #MediterraneoDaRemare2018: il 15 agosto tutti in canoa e kayak per #NoPlastic

Il 15 agosto 2018 è il #BlueKayakDay, evento della Federazione Italiana Canoa Kayak a sostegno di “Mediterraneo da remare” 2018, la campagna nazionale promossa dalla Fondazione [...] [leggi tutto]

Il decennale della Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici

A dieci anni dalla prima e unica Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici in Italia, promossa dall’allora Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e che rappresentò un [...] [leggi tutto]

Conferenza stampa #Stopincendi petizione su change.org

CONFERENZA STAMPA Martedì 25 luglio ore 16 Sala stampa della Camera dei Deputati Via della Missione, 4 Roma #Stopincendi petizione su change.org in 20.000 chiedono [...] [leggi tutto]

Animal Geographies/Animal Spaces

Come cambiano i rapporti fra esseri umani e animali nello spazio urbano e nello spazio rurale? Quali sono le conseguenze geografiche delle nostre scelte alimentari? [...] [leggi tutto]
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Gli abissi marini catturano Co2

20 gennaio 2011 11:07

La Fossa delle Marianne, nota anche come abisso ‘Challenger‘, la zona più profonda dell’Oceano Pacifico, svolge un ruolo chiave nell’assorbimento del carbonio e nella regolazione del clima.

Solo due esploratori finora erano stati in grado di esplorare questa profondità, ma un nuovo sottomarino, senza pilota, equipaggiato con le più moderne tecnologie, è riuscito a ottenere dati importanti su questa zona sconosciuta dell’Oceano. A guidarlo un team di ricercatori dell’Istituto di microbiologia marina Max Planck di Brema (Germania), l’Agenzia per il Giappone per la scienza marina e terrestre (JAMSTEC) e l’Università di Copenhagen (Danimarca), che attraverso il sommergibile è riuscito a raggiungere i 10.900 metri di profondità per monitorare la quantità di carbonio immagazzinata.

Sebbene la fossa riesca a coprire solo il 2% della superficie dell’Oceano, si pensa possa essere fondamentale nell’accumulare carbonio, perché agisce come una sorta di trappola, e nel fondo riesce a catturare più materiale organico che in altre parti dell’Oceano, come hanno dimostrato i primi esperimenti.

World Future Energy summit 2011

17 gennaio 2011 13:59

È stato inaugurato oggi il World Future Energy summit a Abu Dhabi dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon, che nel suo discorso di apertura ha sottolineato l’importanza di rendere accessibile l’energia a tutti. Un’occasione d’incontro tra imprenditori e politici per progettare e proporre strategie per frenare il cambiamento climatico.

Il vertice, giunto alla sua quarta edizione coinvolge più di 600 espositori provenienti da oltre 50 Paesi, si concluderà il 20 gennaio. Dall’Italia parteciperanno ben 25 aziende leader nel settore delle energie rinnovabili che presenteranno le loro tecnologie più avanzate.

L’evento prevede anche seminari tecnici con esperti e servirà a favorire nuove opportunità d’investimento e collaborazioni industriali in campo energetico ed ambientale.

Un reattore solare per produrre biocombustibili

14 gennaio 2011 10:53

Un gruppo di ricercatori statunitensi e svizzeri hanno creato un piccolo reattore capace di produrre biocombustibile catturando la luce solare, utilizzando acqua e ossido di cerio. Il processo è molto simile alla fotosintesi clorofilliana della piante, come si legge nell’articolo pubblicato sulla rivista Science.

Il prototipo è stato sviluppato da un team di scienziati del California Institute of Technology e opera imprigionando i raggi solari concentrandoli su un cristallo di quarzo, proiettando il fascio di luce su un ossido di cerio. Quest’ultimo, infatti, quando si riscalda emette ossigeno, quando si raffredda lo assorbe, fungendo così da catalizzatore, dissociando l’acqua dall’anidride carbonica. L’acqua perde ossigeno quando il cerio si raffredda e così si ottiene idrogeno per le celle a combustibile, o una miscela di monossido di carbonio e idrogeno conosciuta come Syngas (gas di sintesi).

Un reattore di questo tipo situato sul tetto di un’abitazione potrebbe fornire 12 litri di biocombustibili al giorno. Una soluzione che di certo garantirebbe un futuro energetico sostenibile.

Una colonia segreta per le foche monache

13 gennaio 2011 21:30

Un gruppo di rare foche monache (Monachus monachus) del Mediterraneo ha trovato rifugio in un colonia di in una piccola isola della Grecia. A scoprirle un gruppo di ricercatori che per difenderle ha deciso di mantenere segreto il luogo esatto in cui si trovano. Si tratta,infatti, di una delle specie più minacciate, e uno dei mammiferi marini maggiormente in pericolo d’estinzione, di cui sono rimasti circa 600 esemplari.

Il luogo è anche l’unico posto in cui le foche si sdraiano sulle spiagge in libertà. Generalmente, invece, tendono a nascondersi nelle insenature delle coste dove vivono e si riproducono, lontane dagli uomini.

Gli scienziati da oltre 20 anni monitorano e studiano questi mammiferi, ma il compito è reso sempre più difficile perché questi animali tendono a sfuggire in luoghi del tutto invisibili. L’attività umana, infatti, ha provocato un forte impatto sulla loro riproduzione. Le foche madri per partorire si nascondono in grotte, e solo pochi cuccioli alla fine riescono a sopravvivere alle mareggiate.

Nella colonia, invece, il numero di foche che è stato scoperto è uno dei più alti in tutta l’area Mediterranea, e gli animali vengono seguiti a distanza attraverso l’uso di telecamere. Questo però non servirà a proteggerle. Sarebbe necessario rendere l’area una riserva marina protetta, sicura per la vita delle foche.

2011:Anno internazionale delle foreste

12 gennaio 2011 16:22

Il 20 dicembre 2006, l’assemblea generale dell’Onu, ha dichiarato il 2011 come Anno internazionale delle foreste e ha invitato i governi, le Nazioni Unite, le organizzazioni non governative competenti e il settore privato a creare una coscienza per la conservazione e lo sviluppo sostenibile di tutti i tipi di boschi.

L’inaugurazione ufficiale dell’anno ci sarà il 2 e 3 febbraio durante il forum delle Nazioni Unite sulle foreste, a cui parteciperanno Capi di Stato e ministri e saranno presentate tutte le iniziative, i concorsi, i festival e le attività in programma.

La foreste rappresentano un patrimonio inestimabile, una fonte di vita per milioni di persone e per numerose specie vegetali e animali. Basti pensare a quelle distese di cedro dell’Himalaya, in India, habitat per scimmie, langur e pavoni reali. Le selve, inoltre, proteggono la nostra biodiversità e giocano un ruolo importante per combattere i cambiamenti climatici.

Ogni anno circa 350 km quadrati di boschi vengono distrutti perché convertiti in terreni agricoli o usati per l’allevamento del bestiame. Una perdita dovuta sopratutto a una gestione insostenibile delle risorse.
È necessario, quindi, prendere impegni concreti, e quest’anno dovrà servire a garantire alle nostre specie arboree tutta la protezione di cui hanno bisogno.

Come Fondazione UniVerde già l’anno scorso abbiamo mostrato il nostro impegno nei confronti della biodiversità e dei parchi in particolare, promuovendo diverse iniziative e convegni, come quello organizzato a luglio su: “ La difesa del patrimonio forestale“, e il concorso fotografico: “Obiettivo Terra” per  valorizzare il patrimonio dei Parchi Nazionali e Regionali italiani. Anche quest’anno continueremo a farlo.

L’Empire State si tinge di verde

10 gennaio 2011 16:27

Uno degli edifici simbolo di New York, l’Empire State Building, diventa sostenibile e punta sull’energia eolica. Il proprietario, Tony Malkin, infatti, già nel 2010 ha adottato una politica di efficienza energetica per risparmiare il 40% di consumo elettrico.

Il famoso grattacielo, il più alto della città, nel 2011 utlizzerà energia pulita per soddisfare il suo fabbisogno energetico che si aggira intorno a 55 milioni di Kw/h ogni anno, ed evitare le emissioni di 50.000 tonnellate di Co2 l’anno.

Il passaggio all’energia eolica consentirà di illuminare, riscaldare e raffreddare i 102 piani del palazzo, utilizzando anche un sistema sensoriale che sfrutterà al massimo la luce solare.

Le ragioni della decisione non sono solo ambientaliste ma anche economiche e l’intenzione è dimostarare che l’efficienza e l’energia pulita possono essere anche redditizie.