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Il 15 agosto 2018 è il #BlueKayakDay, evento della Federazione Italiana Canoa Kayak a sostegno di “Mediterraneo da remare” 2018, la campagna nazionale promossa dalla Fondazione [...] [leggi tutto]

Il decennale della Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici

A dieci anni dalla prima e unica Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici in Italia, promossa dall’allora Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e che rappresentò un [...] [leggi tutto]

Conferenza stampa #Stopincendi petizione su change.org

CONFERENZA STAMPA Martedì 25 luglio ore 16 Sala stampa della Camera dei Deputati Via della Missione, 4 Roma #Stopincendi petizione su change.org in 20.000 chiedono [...] [leggi tutto]

Animal Geographies/Animal Spaces

Come cambiano i rapporti fra esseri umani e animali nello spazio urbano e nello spazio rurale? Quali sono le conseguenze geografiche delle nostre scelte alimentari? [...] [leggi tutto]
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Dall’Oceano Artico previsioni per una nuova glaciazione

10 febbraio 2012 11:48

La superficie del Mar Glaciale Artico, area dell’Oceano Atlantico che si estende intorno al Polo Nord, si è innalzata di 15 cm e ciò desta preoccupazione per le possibili conseguenze ambientali e climatiche sull’intera Europa.
I ricercatori del Centre for Polar Observation and Modelling dell’Università  di Londra, insieme agli studiosi del National Oceanography Centre UK, attraverso l’analisi dei dati registrati dai satelliti Envisat e Ers-2 dell’Agenzia spaziale europea Esa, hanno scoperto un immenso lago di acqua dolce nel mezzo dell’Oceano Artico occidentale che si sta espandendo ininterrottamente da dieci anni. L’acqua dolce c’è sempre stata nell’Artico perché proveniente dai fiumi eurasiatici, ma mai in quantità così rilevanti e in crescente aumento.
Sotto questa “cupola” di acqua si sono concentrati ottomila chilometri cubi di gelida acqua dolce, oltre il 10 % di tutta l’acqua dolce dell’Oceano Artico. Secondo i ricercatori, questo incredibile lago sarebbe stato prodotto dai forti venti artici che avrebbero accelerato la Beaufort Gyre, una grande circolazione oceanica.

Un cambiamento nella direzione dei venti, verificatosi già in passato, potrebbe provocare il deflusso della massa d’acqua raccolta nell’Oceano Atlantico, rallentando così la corrente del Golfo che assicura un clima mite all’Europa. Inoltre, a causa dell’effetto serra di origine antropica, l’acqua dell’Oceano Atlantico si raffredda sempre di più, generando allarme per la possibilità di una nuova glaciazione. Una previsione che ricorda quella del film The Day after tomorrow.
Grazie ai satelliti si potrà monitorare il comportamento dei ghiacci che potrebbero minacciare notevolmente il clima e causare devastanti effetti sull’ambiente.

Turismo: Green Economy e Green Jobs verso Rio+20

8 febbraio 2012 22:27
La Fondazione UniVerde e IPR Marketing organizzano il convegno: “Turismo: Green Economy e Green Jobs verso Rio+20” che si terrà venerdì 17 febbraio alle ore 10.00 presso la Fiera di Milano – Rho (Centro Congressi – Sala Sagittarius) nell’ambito della BIT.
In occasione del convegno sarà presentato il 2° Rapporto “Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo”.

Introdurrà i lavori Alfonso Pecoraro Scanio (presidente della Fondazione UniVerde e già Ministro dell’Ambiente); presenterà il Rapporto Elena Dell’Agnese (coordinatrice del corso di Laurea Magistrale in Turismo, Territorio e Sviluppo Locale dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca).
Interverranno: Chema Basterrechea (amministratore delegato NH Hotels Italia), Riccardo Chelucci (componente presidenza nazionale Asshotel), Mario Cucinella (architetto), Elena David (presidente nazionale AICA, Associazione Italiana Compagnie Alberghiere), Stefano Di Marco (vicepresidente nazionale CTS – Centro Turistico Studentesco), Alfredo Zini (vicepresidente FIPE – Confcommercio). Modera il convegno Marco Gisotti (direttore Modus Vivendi).

L’accesso al Centro Congressi e la partecipazione al convegno sono gratuiti


RSVP: info@fondazioneuniverde.it

In basso è possibile scaricare il rapporto in PDF:

2 rapporto Gli Italiani, turismo sostenibile e ecoturismo

Rassegna Stampa:

ANSA_ Bit Pecoraro Scanio, turismo sostenibile per rilancio Italia

Ansa_ Bit imprese alberghiere puntano su formazione green

Ansa_Sette italiani su 10 per hotel eco-friendly

ADNKronos Turismo Pecoraro Scanio: rilanciare settore grazie a sostenibilità

Ansa_Bit Pecoraro Scanio, turismo sostenibile per rilancio Italia

Zeroemission_Turismo, Green economy e Green jobs se ne parla al BIT

Turismo sostenibile Formazione con Confindustria e Univerde

Confindustria AICA e Fondazione UNIVERDE accordo sulla formazione

UniVerde agli italiani piace la vacanza green

Turismo sostenibile

Green Economy

Zeroemission_Studio gli italiani preferiscono un turismo verde

Univerde 70% italiani preferisce hotel eco-friendly

Virgilio GoGreen

I Parchi italiani esposti al Teatro Eliseo

7 febbraio 2012 13:25

La stagione teatrale 2011/12 vedrà esposte dal 31 gennaio nel Teatro Eliseo le più belle foto dei parchi nazionali e regionali italiani selezionate per la Mostra “Obiettivo Terra 2011” nata dall’omonimo concorso promosso dalla Fondazione UniVerde con la Società Geografica Italiana. Il Teatro Eliseo, la Fondazione UniVerde e la Società Geografica Italiana con questa mostra intendono diffondere la conoscenza dei parchi italiani e delle nostre bellezze naturali.

L’ecologia della mente è fondamentale anche per la tutela dell’ambiente perchè chi apprezza la cultura e la bellezza comprende le ragioni della salvaguardia del nostro pianeta. Il buon teatro è un prezioso antidoto contro il degrado culturale crescente in Italia e anche per questo deve essere sostenuto” Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente Fondazione UniVerde.

In basso è possibile scaricare il materiale in PDF:

I Parchi italiani esposti al Teatro Eliseo

Rassegna stampa

OBIETTIVO TERRA

Teatro Eliseo la stagione 2011-12

Mostra fotografica “Obiettivo Terra”

100% energia rinnovabile entro il 2050

6 febbraio 2012 18:47

La Fondazione UniVerde ha aderito  alla petizione che chiede d’istituire un’economia fondata sull’efficienza energetica che permetta di usufruire esclusivamente di fonti rinnovabili entro il 2050.
La petizione, promossa da un gruppo di associazioni internazionali, sarà consegnata ai decisori politici comunitari prima che vengano presi accordi vincolanti sulle prossime decisioni energetiche.
I continui cambiamenti climatici e l’elevato costo dell’energia prodotta da combustibili fossili rendono indispensabile lo sviluppo di politiche in grado di creare un sistema energetico basato al 100% sulle fonti energetiche rinnovabili.
Lo sviluppo di una green economy, orientata a uno sviluppo sostenibile e soprattutto al rispetto dell’ambiente, è una sfida da affrontare per risolvere i problemi legati sia al rifornimento energetico, sia a quelli prodotti dai cambiamenti climatici.
Le strategie per poter attuare questa economia, fondata solo su fonti rinnovabili, potranno essere realizzate solo adottando misure concrete in breve tempo.
I cambiamenti climatici implicano l’investimento di soldi a favore dell’efficienza energetica, considerando che la disponibilità di  fonti rinnovabili è sufficientemente in grado di soddisfare il nostro fabbisogno per il futuro.
L’appello chiede ai Governi europei di garantire il supporto finanziario alle politiche e alle strategie che sostengono lo sviluppo  delle fonti  rinnovabili e pulite in modo da superare, in modo sostenibile, la crisi economica che sta affrontando  l’Unione Europea.

In basso è possibile scaricare il testo della petizione in PDF:

100 percent renewables declaration IT

Il gelo non ferma il global warming

3 febbraio 2012 14:17

L’abbassamento delle temperature, che sta colpendo l’Italia in questi giorni, non arresta il fenomeno del global warming, da non confondere con il riscaldamento globale, nonostante siano ormai diventati sinonimi. Il global warming o surriscaldamento climatico è generato da cause antropiche, mentre il riscaldamento globale è determinato da cause naturali come la variazione dei moti della terra o i  cicli solari.

Lo studio dell’Iia (Istituto sull’inquinamento atmosferico) del Cnr di Roma, riguardante i motivi dell’aumento della temperatura del Pianeta, dimostra che le cause di  tale incremento negli ultimi 60 anni sono imputabili a una maggiore concentrazione di gas serra emessi dalle attività umane.
Per effettuare lo studio, gli scienziati hanno utilizzato una tecnica sviluppata da Clive Granger, economista e statistico britannico, premio Nobel per l’economia nel 2003.

Tale ricerca, pubblicata su Atmospheric Science Letters, evidenzia che eliminando i fattori antropici dal modello previsionale costruito per l’analisi, non è possibile spiegare i motivi del surriscaldamento degli ultimi decenni e che i gas serra di origine antropica sono responsabili dei mutamenti climatici avvenuti negli ultimi anni. Escludendo le cause di origine antropica non si può ricostruire la curva in ascesa delle ultime temperature. Le attività umane quindi, rispetto agli influssi naturali, sono state determinanti per questo fenomeno.

2011: anno record per i prezzi alimentari

2 febbraio 2012 21:21

La Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, ha registrato nel mese di dicembre una diminuzione del 2,4 % nei prezzi alimentari rispetto a novembre anche se, complessivamente, il 2011 è stato l’anno record dei prezzi.

Il calo dei prezzi internazionali dei cereali, dello  zucchero, degli oli e dei prodotti latto-caseari è stato causato da raccolti particolarmente abbondanti e da una minore domanda. I prezzi del mais sono scesi del 6%, quelli del grano del 4%  e quelli del riso del 3%.
Nonostante la flessione avvenuta a dicembre, l’agenzia Onu segnala che, rispetto al picco raggiunto nel 2008, l’indice dei prezzi nel 2011 è salito notevolmente raggiungendo la media più alta registrata da quando la Fao ha iniziato a rilevare i prezzi internazionali delle derrate nel 1990.

La flessione ha interessato anche i prezzi dei grassi e dei semi oleosi con un calo del 3% a dicembre 2011 rispetto al 2010.

L’indice delle carni ha subito una lieve riduzione nel mese di dicembre 2011, dovuta soprattutto all’abbassamento dei prezzi della carne di maiale che sono scesi del 2,2%. Considerando l’intero anno però, i prezzi delle carni sono saliti del 16% rispetto al 2010.
Tuttavia, nonostante i prezzi siano scesi in maniera costante nella seconda metà dell’anno, il 2011 ha segnato nell’insieme prezzi record.record.  Abdolreza Abbassian

Abdolreza Abbassian, l’economista della Fao,  ha dichiarato che la complessiva incertezza in cui versa l’economia globale, non permette  di fare previsioni future riguardo l’andamento dei prezzi.

L’Italia perde il 66% delle zone umide

1 febbraio 2012 11:29

Domani è la Giornata mondiale delle zone umide, gli ecosistemi più a rischio del Pianeta e al contempo eccezionali ambienti ricchi di biodiversità.
Le zone umide sono bacini naturali e artificiali permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, incluse le aree marine la cui profondità non supera i sei metri durante la bassa marea.

La giornata dedicata alle zone umide è un’ importante occasione finalizzata alla conoscenza, alla valorizzazione e in particolar modo alla tutela di questi straordinari ecosistemi.

Il primo trattato internazionale che garantì la conservazione delle risorse naturali fu la Convenzione Ramsar, stipulata nel 1971 nella cittadina iraniana di Ramsar. La convenzione ha un’importanza internazionale soprattutto per gli habitat degli uccelli acquatici come il fenicottero (Phoenicopterus), il cormorano (Phalacrocorax carbo) le anatre e di diversi uccelli trampolieri.

Il 90% delle aree umide sono sparite nell’ultimo secolo. Secondo la Commissione europea, fra il 1950 e il 1985, le perdite maggiori si sono verificate in Francia (67%), in Italia (66%), in Grecia (63%), in Germania (57%) e Olanda (55%).
In Italia ci sono 52 siti Ramsar. Dei circa 3 milioni di ettari originari, all’inizio del ventesimo secolo ne rimanevano 1.300.000 ettari, fino a precipitare ai 300mila ettari nel 1991. Oggi ne restano lo 0,2%, tra aree interne e marittime.

L’esigenza della tutela di queste zone umide è importante soprattutto perché sono una preziosa riserva idrica, producono il 24% del cibo del Pianeta e permettono la vita di molte specie animali e vegetali.

Green Pride:orgoglio verde in Toscana

23 gennaio 2012 15:16

Giovedì 26 gennaio ci sarà il primo incontro Green Pride Toscana: Ecologia etica ed economia per raccogliere storie ed esperienze sostenibili nel settore dell’agricoltura, dell’energia, dell’edilizia e dei trasporti realizzate dai Verdi, dalle associazioni e dal mondo della Green Economy.

Un incontro, organizzato dalla Fondazione Univerde, dal mensile Modus Vivendi e dalla Green economy association (Gea), che vuole lanciare una nuova sfida Verde con la Terza rivoluzione industriale.

Interverranno l’On.Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde; Andrea Fusari (capogruppo dei Verdi di Pistoia); Gianluca Carrabs ( amministratore ASSAM e Presidente dei Verdi delle Marche). A dare il suo supporto all’iniziativa anche Carlo Petrini e sarà lanciato un appello al Comune di Pistoia per l’adozione di un orto (vegan) dei 1.000 orti in Africa realizzati da Slow Food.

L’appuntamento è alla Sala Maggiore del Comune in piazza Duomo, 1 a Pistoia.


Quali rischi ambientali avrà la Concordia?

21 gennaio 2012 12:11

Il naufragio della Costa Concordia, avvenuto nell’Isola del Giglio (Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano), un’area naturale di notevole importanza ecologica, rischia di provocare un grave disastro ambientale.

I fondali della zona presentano un’enorme varietà di specie come i coralli, le gorgonie, i molluschi e le praterie sottomarine messe a rischio dagli scarichi e dai residui prodotti dal relitto.

La nave, date le sue enormi dimensioni, sta privando il fondale della luce necessaria a tutte le piante, un fondale prezioso considerando la presenza della prateria di Posidonia, una delle più importanti nell’Arcipelago Toscano.

A contaminare le acque, e a minacciare la ricchezza della biodiversità, non sarebbe solo la possibile fuoriuscita di 2.300 tonnellate di carburante, ma tutti i rifiuti emessi dalla Concordia: detersivi; metalli; liquidi oleosi e sostanze tossiche.

Il rischio è che la nave emetta scarichi che contaminino anche il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, considerato una delle aree marine più importanti d’Italia che ospita una popolazione stabile di delfini tursiopi (Tursiops truncatus) e costituisce una zona di passaggio per le balene che vivono nel Santuario dei Cetacei.

Per limitare i danni all’ecosistema marino, causato dalla dispersione di residui nocivi, sarebbe auspicabile che il relitto venisse trasportato tempestivamente fuori dalle acque e che il traffico marittimo fosse limitato per proteggere le nostre acque.

Germania: il futuro è nelle rinnovabili

16 gennaio 2012 14:26

Secondo gli studi dell’Associazione federale dell’energia e dell’acqua tedesca, la Bundersverband, il nucleare e il carbone stanno gradualmente cedendo il posto alle rinnovabili.

La Germania ha annunciato l’abbandono alle centrali nucleari entro il 2022 e la conferma concreta di questa decisione è ben delineata nel rapporto della Bundersband. La dismissione dei primi otto reattori nucleari ha fatto scendere il livello di energia elettrica prodotta dal nucleare dal 22, 4 % dell’anno precedente al 17,7 % nel 2011.

Le rinnovabili, invece, hanno avuto un incremento del 3,5 % rispetto al 2010, raggiungendo così il 19,90%, una percentuale in grado di sostenere circa un quinto della produzione energetica totale. Solo l’eolico è responsabile del 7,6% (6% nel 2010) della produzione complessiva di energia seguito dalle biomasse, dal fotovoltaico e dall’energia ottenuta dalla combustione dei rifiuti.

La città di Berlino, per quanto riguarda il settore solare teutonico, raggiunge quasi la metà della nuova capacità totale mondiale con 16,6 GW.

Anche se il carbone, combustibile molto utilizzato sul territorio tedesco, oggi copre il 24,6% della richiesta complessiva, il rapporto annuncia che il futuro è delle rinnovabili e che dal 2050 riusciranno a coprire l’80% del fabbisogno nazionale.

La BSW Solar invece, l’associazione federale del settore solare, è meno ottimista e sostiene che i tagli a sussidi statali per l’incremento delle rinnovabili, stabiliti dal governo tedesco sia per il 2011 che per il 2012, potrebbero compromettere lo sviluppo di questo settore.