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Il decennio più caldo della storia

21 marzo 2013 13:21

La temperatura della Terra del decennio che va dal 2000 al 2010 è aumentata rispetto agli ultimi 11 mila anni circa. Lo dimostra una ricerca che ha analizzato dati provenienti da 73 siti in tutto il mondo ricostruendo la storia delle temperature globali dalla fine dell’ultima era glaciale.

L’analisi più preoccupante riguarda le proiezioni della temperatura globale entro il 2100, anno in cui quasi tutti i modelli climatici valutati dall’IPCC dimostrano che le temperature supereranno il massimo rispetto al periodo definito come Olocene (11 mila anni fa che si estende per l’intero periodo delle civiltà umana), indipendentemente dai possibili scenari sull’emissioni di gas ad effetto serra.

Secondo i modelli climatici, le temperature globali aumenteranno da 2 a 11,5 gradi entro la fine di questo secolo, in gran parte a causa dell’emissione di carbonio e altri gas serra incrementata negli ultimi 100 anni. Basti pensare che il decennio tra il 1900 e il 1910 è stato uno dei più freddi negli ultimi 100 anni.

Lo studio, realizzato dagli scienziati dell’Oregon State University e dell’Harvard University, negli Stati Uniti, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Science.

Restano pochi dubbi sull’irreversibilità del cambiamento climatico e dei danni che provocherà. L’alternativa urgente e immediata da avviare è quella di ridurre a zero le emissioni globali e l’uso di combustibili fossili in modo da bloccare l’innalzamento rapido delle temperature che danneggia non solo la salute dell’ambiente ma anche quella umana.

Una SEN contraddittoria, miope e arrogante

20 marzo 2013 14:41

Da anni mi batto perché l’Italia si doti di un Piano Energetico Nazionale.

Ed ecco che un Governo, in scadenza, avvia una consultazione solo formale sul futuro energetico del nostro Paese e lo stesso governo, ormai scaduto, decide di varare una SEN (Strategia Energetica Nazionale) con un orizzonte 2050.

Ovviamente la premessa è quella della sostenibilità, ormai a parole tutto è Green.

Si dice di puntare sulle rinnovabili, ma in realtà si punta a rilanciare estrazioni di petrolio e gas nazionali, a moltiplicare i rigassificatori (Italia come Hub del gas Sud europeo) mentre nessun chiaro indirizzo sulla produzione distribuita di energia pulita, sulla progressiva fuoriuscita almeno dal carbone subito e dai fossili entro il 2050.

Di positivo certo c’è la priorità all’efficienza energetica, ci mancherebbe altro.

Manca una visione ’strategica’.

Invece di puntare a una vera riconversione ecologica dell’economia, a partire proprio dal sistema energetico, si cerca di mantenere alcuni buoni propositi per un futuro lontano ma senza scegliere davvero un progressivo abbandono dei combustibili fossili, come peraltro propone proprio quella Roadmap europea per il 2050 cui si fa esplicito riferimento.

È giunta invece l’ora di scegliere, con una visione chiara e coraggiosa, la strada della produzione distribuita, della Smart grids, delle Smart Cities, dell’uso diffuso della domotica per un vero uso efficiente dell’energia.

Produrre energia da fonti rinnovabili, sprecarne il meno possibile, garantire a famiglie e imprese la possibilità di prodursi da soli la propria energia e di scambiarsela in rete proprio come si fa con le informazioni sul Web.

In pratica bisogna andare proprio verso quella Terza rivoluzione industriale, già indicata in un documento ufficiale firmato dalla maggioranza assoluta dei membri del Parlamento Europeo.

Questo è quanto abbiamo scritto nell’Appello per Economia E Società Verdi che la Fondazione Univerde sostiene insieme al Cetri Tires e al Citera della Sapienza di Roma.

Chiediamo al Parlamento di superare questa SEN pasticciata e miope e di svoltare finalmente con lungimiranza verso un’Italia leader delle vera Green Economy.

Ne abbiamo le risorse naturali e tecnologiche, occorre avere la determinazione necessaria.

Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde

Parlamentari Sel e M5S a sostegno di un’agricoltura libera da OGM

15 marzo 2013 19:39

I firmatari dell’Appello per Economia e Società Verdi, la senatrice Loredana De Petris (Sel) e i deputati Adriano Zaccagnini (M5S) e Alessandro Zan (Sel) con altri colleghi dei due gruppi hanno presentato le prime due interrogazioni parlamentari in materia di Sicurezza Alimentare e di agricoltura “OGM free”.

E’ sicuramente un bel segnale d’impegno per perseguire obiettivi importanti.

Il tema della sicurezza alimentare è affrontato a partire dalla necessità di potenziare la funzione di terzietà dell’Autorità Europea di Sicurezza Alimentare – EFSA, rispetto alle multinazionali agroalimentari, per la salvaguardia degli interessi dei consumatori europei mentre quello di un’agricoltura libera da OGM nasce dalla volontà di rispettare l’opinione della stragrande maggioranza dei cittadini europei di preservare la qualità e la salubrità dei territori agricoli e delle produzioni.

E’ importante che uno dei punti dell’Appello per Economia e Società Verdi, lanciato nel febbraio scorso da personalità e imprenditori tra cui: Carlo Petrini, Jeremy Rifkin, Paul Connet, Alfonso Pecoraro Scanio, Angelo   Consoli, Livio de Santoli, Gianfranco Amendola, Fulco Pratesi, Elio Lannutti, Rosalba Giugni, Domenico De Masi, Rosario Trefiletti con il sostegno  ella Fondazione UniVerde e tanti altri, sia già “approdato” in Parlamento per rilanciare la necessità di un’agricoltura senza Ogm e di adozione della clausola di salvaguardia che blocchi la diffusione degli OGM nel nostro territorio nazionale. Adesso tocca alla Camera e sono fiducioso che anche a Montecitorio questi temi saranno sostenuti con forza.

L’Ue ferma la vivisezione

10 marzo 2013 16:17

Dopo 20 anni circa, l’Europa stabilisce il divieto assoluto dei test sugli animali per i cosmetici sia per ingredienti (o combinazioni di ingredienti) sia sul prodotto finale e la commercializzazione. I trattamenti di bellezza diventano così “cruelty free”, privi di quella crudeltà cui erano soggetti gli animali per verificare gli effetti nocivi di una sostanza sull’uomo.

Questa decisione dell’UE arriva dopo mobilitazioni, petizioni e iniziative parlamentari.

Già nel 1993, una direttiva CEE stabiliva il bando della vivisezione per le produzioni di cosmetici su tutto il territorio europeo, ma l’applicazione della norma è stata costantemente fatta slittare fino al 2003 e in seguito annullata per favorire gli interessi dei produttori. Dal 2004 in poi furono vietati i test sugli animali del prodotto finito, ma non sui singoli ingredienti.

Nel 2009 arriva la decisione di porre fine ai test animali sugli ingredienti ma non a tutte le pratiche per valutare la tossicità delle sostanze.

Ora arriva lo stop definitivo, ma è solo una tappa verso l’abolizione della vivisezione e dei test su animali in tutti i settori, per esempio quello farmaceutico.

Il mondo scientifico è perfettamente consapevole dell’affidabilità dei test ‘cruelty-free’, sottoposti a un meccanismo di convalida, e di come siano crudeli e non affidabili (i test in vitro predicono la tossicità di una sostanza nell’80% dei casi rispetto al 65% del LD (Lethal dose).

Acquistare prodotti non testati sugli animali significa rispettare tutti gli esseri viventi e favorire le piccole imprese etiche e sostenibili.

Per questi motivi la Fondazione UniVerde, impegnata nell’attività di diffusione della cultura ecologista, sostiene ogni azione contro le crudeltà verso gli animali.