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Osservatorio Europa i bandi di ottobre

20 ottobre 2015 10:10

Titolo: Turchia-Ankara: IPA, assistenza tecnica per il rafforzamento delle capacità del ministero dell’Ambiente e dell’urbanizzazione sulla valutazione dell’impatto ambientale, VIA.

Numero: 2015/S 192-346498

Procedura: ristretta

Ente appaltante: Dipartimento degli investimenti dell’UE, del ministero dell’Ambiente e dell’urbanizzazione, Ankara, TURCHIA.

Descrizione: Il consulente presterà assistenza tecnica al fine di rafforzare le capacità istituzionali del ministero dell’Ambiente e dell’urbanizzazione sugli studi di valutazione dell’impatto ambientale. Il progetto includerà lo sviluppo delle capacità, la formazione, la stesura di documenti di orientamento per le relazioni VIA e i file d’identificazione del progetto per i progetti elencati negli allegati I e II del regolamento sulla valutazione di impatto ambientale, lo sviluppo di un sistema informativo per il monitoraggio e il raffronto della legislazione dell’UE e turca in materia di VIA.

Importo: 1 100 000 EUR

Scadenza: Avviso di preinformazione

Titolo: Belgio-Bruxelles: contratto quadro per servizi connessi allo sviluppo di politiche e alla valutazione dell’attuazione della legislazione sulle emissioni industriali.

Numero: 2015/S 192-346514

Procedura: aperta

Ente appaltante: Commissione europea, direzione generale dell’Ambiente, ENV. SRD., 1049 Bruxelles, BELGIO.

Descrizione: L’obiettivo generale del contratto quadro sarà supportare la Commissione nelle seguenti attività:

analisi, valutazione e riassunto delle informazioni presentate dagli Stati membri in relazione all’attuazione della legislazione e della politica dell’UE esistente riguardante le emissioni industriali, gli incidenti industriali e il mercurio;

valutazione e revisione di/parti di legislazione esistente e valutazione delle conseguenze e degli impatti ambientali, economici e sociali delle politiche e della legislazione nuove ed esistenti. Ciò include espressamente la valutazione delle implicazioni in termini di benefici e costi della legislazione e delle politiche o di parti di esse;

sviluppo di una nuova politica, in funzione delle necessità;

elaborazione di profili del settore.

Ciò comprende la raccolta e l’analisi di grandi serie di dati, l’analisi delle relazioni sull’attuazione presentate dagli Stati membri, la valutazione delle politiche attuali e future, l’individuazione delle opzioni di gestione a livello europeo, nazionale, regionale o locale, ivi inclusa la valutazione della loro efficacia, dei costi e dei benefici e i mezzi di attuazione. Essa include altresì il riassunto e la comunicazione dei risultati in modo chiaro e conciso, adeguato a informare sia i responsabili politici che un più ampio pubblico di esperti e non esperti.

Importo: 4 000 000 EUR

Scadenza: 16 novembre 2015

Titolo: Italia-Parma: esame dei dati di esposizione pubblicati sui pesticidi per i residenti e gli astanti e valutazione del rischio ambientale.

Numero: 2015/S 188-340263

Procedura: aperta

Ente appaltante: Autorità europea per la sicurezza alimentare, EFSA, via Carlo Magno 1A, 43126 Parma PR, ITALIA.

Descrizione: L’obiettivo del presente incarico è raccogliere tutti i dati pubblicati negli ultimi 25 anni, dall’1.1.1990 in poi, relativi a:

esposizione di residenti e astanti ai pesticidi, compresi i riferimenti prodotti in consultazioni pubbliche per il documento di orientamento dell’EFSA e raccolta e analisi di dati prodotti e a disposizione di organizzazioni internazionali (ad es. US EPA);

concentrazioni giornaliere nell’aria di sostanze in base alla pressione di vapore;

valori di deriva da spray, sementi e applicazioni granulari mediante raccolta e analisi di documenti pubblicati e altri dati disponibili attraverso, ad esempio, la cosiddetta letteratura grigia;

residui su foglia, dislodgeable foliar residue, mediante raccolta e analisi di documenti pubblicati e altri dati disponibili attraverso, ad esempio, la cosiddetta letteratura grigia.

Importo: 250 000 EUR

Scadenza: 3 novembre 2015

Otto anni di Rete Natura 2000

16 ottobre 2015 15:18

Fu un decreto fondamentale per la salvaguardia delle aree naturali protette comunitarie, con rigorose misure di tutela delle Zone di protezione speciale (Zps), aree di grande importanza per gli uccelli selvatici tutelati dalle direttive europee Habitat e Uccelli. E a otto anni di distanza dalla sua emanazione da parte dell’allora ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, Lipu-BirdLife Italia e Fondazione Univerde festeggiano l’anniversario domenica 18 ottobre, dalle ore 10, all’Oasi Lipu Castel di Guido, splendida area agricola di 250 ettari a pochi chilometri da Roma.

Grazie a questo storico decreto del 2007 e alle azioni delle associazioni ambientaliste, in primis Lipu e Wwf che nel 2013 presentarono un corposo dossier per denunciare le violazioni in Italia delle direttive in tema di valutazione d’incidenza, la battaglia per la difesa della biodiversità ha fatto notevoli passi in avanti.

Al dossier delle due associazioni sul degrado dei siti di rete Natura 2000 (deforestazioni, prosciugamento di zone umide, cementificazione di aree ricche di biodiversità) ha fatto seguito, nel 2014, l’apertura un’inchiesta Eu Pilot da parte della Commissione Europea, che potrebbe anche preludere all’apertura di una vera e propria procedura d’infrazione contro l’Italia.

“La natura – spiega Alfonso Pecoraro Scanio, presidente Univerde e già ministro dell’Ambiente – é un elemento fondamentale per il benessere psicofisico di ciascuno di noi. Molti malesseri sono dovuti proprio alle perdita di un rapporto diretto con l’ambiente, i boschi e gli animali. La protezione delle nostre ricchezze naturali è un investimento sul futuro e rete Natura 2000 serve non solo a potenziare il turismo sostenibile, ma anche la nostra salute ed è questo il senso dell’invito di quest’anno”.

“La Rete Natura 2000 va difesa come uno dei tesori più preziosi del patrimonio comunitario – dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente Lipu-BirdLife Italia – Oggi c’è il rischio che la Commissione europea intervenga  sulle direttive e le modifichi in senso peggiorativo, ed è per questo che la scorsa primavera abbiamo formato una grande coalizione ambientalista, con 200 associazioni europee tra cui la Lipu e tutte le associazioni di BirdLife Europa. Con le oltre 500mila firme raccolte chiediamo alla Commissione di non toccare le direttive e anzi di rafforzare, anche attraverso rete Natura 2000, la difesa di animali, piante e habitat del nostro continente”.

L’evento di domenica 18 a Castel di Guido sarà ad ingresso gratuito e prevede, dalle ore 10, visite guidate, laboratori per bambini e per adulti, ma anche intrattenimento con spettacoli e concerti di musica popolare. L’Oasi festeggia il proprio sedicesimo anno di vita: fu infatti istituita nel 1999 grazie a una convenzione tra Comune di Roma, Azienda agricola Castel di Guido e Lipu.

Turismo e attività produttive. Le regole della convivenza

9 ottobre 2015 15:40

A Torino venerdì 16 ottobre torna il 5° Workshop Nazionale IMAGE – Incontri sul Management della Green Economy, dedicato al tema dell’ecoturismo, nelle sue tre dimensioni più promettenti: natura, sport, enogastronomia organizzato da Greenews.info, in collaborazione con Associazione Greencommerce e con la media partnership di LaStampa.it, cui parteciperà anche il Presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio.

Dopo l’apertura generale dei lavori che inquadrerà i temi a partire dalla prospettiva di alcune regioni italiane (Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia), la prima tavola rotonda: “Turismo e attività produttive. Le regole della convivenza” sarà introdotta dall’ex Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, che presenterà i dati della Fondazione UniVerde e inizierà a delineare la questione della “convivenza” tra turismo e attività produttive, per arrivare a definire, nel corso della discussione, un decalogo di buone regole.

Per decenni si è pensato che il turismo, la cultura e la natura fossero risorse “secondarie”, che dovevano lasciare spazio, a qualsiasi costo (ambientale e di salute) alla produzione di merci e manufatti. Ma veramente un modello di sviluppo esclude l’altro? O non è forse possibile determinarne la convivenza individuando e fissando alcune regole di base di interesse comune per il Paese?

L’incontro ha l’obiettivo di raccogliere, in forma interdisciplinare, le testimonianze di imprenditori della green economy nazionale, associazioni ambientaliste e docenti universitari per definire un “decalogo della buona convivenza”.

Contribuiranno alla discussione, tra gli altri, Massimo Mercati, Direttore Generale di Aboca, Pierluigi Manzione del Ministero dell’Ambiente, Edoardo Croci dello IEFE Bocconi, Fabrizio Galliati di Coldiretti, il paesaggista dell’AIAPP Ferruccio Capitani, gli imprenditori Marco Susini (Durga) e Paola Polce (Brillor) e Ignazio Garau, che porterà al tavolo i risultati del Congresso Mondiale delle Città del Bio, in chiusura il giorno stesso a Torino. Modererà il dibattito Antonella Mariotti, Redattrice LaStampa.it.

Il pubblico potrà registrarsi gratuitamente, fino al 15 ottobre, sul sito www.workshop-image.it o inviando un’email all’indirizzo image@greenews.info, per assicurarsi l’accesso alle sale del Workshop, oppure accreditarsi il giorno stesso presso il Circolo dei Lettori.

Il programma del Workshop è disponibile all’indirizzo:

In basso è possibile scaricare il programma in PDF:

Image2015-programma.pdf

In basso è possibile scaricare il comunicato stampa:

CS_Workshop Image 2015_07 10 2015

Voci tra Cielo e Terra…gli ulivi in mostra ad Albano Laziale

 10:27

Dal 10 al 21 ottobre 2015 ad Albano Laziale (RM) presso Palazzo Lercari, sede del Museo Diocesano, si svolgerà la mostra-evento “ Voci tra Cielo e Terrala misteriosa unità delle cose ”, un percorso di relazioni tra la passione degli ulivi e la passione per gli ulivi, ideato ed organizzato dal dott. Maurizio Manzo, co-promosso da Italia Nostra onlus (sezione di Campobasso), Fondazione UniVerde e LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – sezione provinciale di Roma).

La manifestazione, ad ingresso gratuito, è un’iniziativa a forte valenza culturale e senza scopo di lucro che, partendo dall’esposizione degli ulivi della passione della pirografista Silvana Bissoli diviene occasione di approfondimento, riflessione e confronto su quella che può definirsi una vera e propria …passione degli ulivi!

L’evento si struttura come una declinazione variegata dei molteplici aspetti che sottendono alla matrice simbolica dell’ulivo (dall’arte, al paesaggio; dal riferimento iconografico-religioso a quello liturgico; dalla componente nutrizionale a quella salutistico/promozionale) il tutto supportato da una serie di autorevoli incontri, conferenze e contributi del mondo accademico, culturale, artistico, religioso, istituzionale ed associativo; alla manifestazione è associata anche una lotteria di beneficenza (biglietti acquistabili in loco) i cui proventi saranno devoluti interamente alla LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori).

Protagonista dunque l’ulivo, ma anche l’acqua e la terra molisana che per vari aspetti ha un legame molto forte con l’evento.  Infatti, l’opera pirografica che dà il nome a questa II^ stazione di un ampio percorso espositivo itinerante (Voci tra cielo e terra, appunto) ritrae un carattere paesaggistico del tutto singolare, per quanto ben altri se ne possano ritrovare lungo la nostra bella penisola: il “Gigante” della Cìvita di Duronia – CB, un declivio naturale a ridosso del cimitero del suggestivo comune che, dall’alto della sua maestosità, sembra il profilo di un volto umano intento a dialogare con l’infinito mentre si lascia ammirare in una cornice paesaggistica di naturale bellezza e profondità simbolico-escatologica.

Per consultare il programma completo della mostra-evento: www.lulivoelaluna.com

Per maggiori informazioni:  dott. Maurizio Manzo tel. 3669548576 – E-mail: jm.aegdesign@gmail.com

In basso è possibile scaricare il programma e il comunicato stampa in PDF:

Programma Mostra_Voci tra Cielo e Terra.pdf

COMUNICATO STAMPA.pdf

La pizza amica dell’ambiente arriva a CinemAmbiente

7 ottobre 2015 19:03

La campagna #pizzaUnesco, sabato 10 ottobre, farà tappa a Torino alla 18a edizione di CinemAmbiente.

Il Festival ha deciso di dare spazio alla campagna mondiale che chiede il riconoscimento dell’arte dei pizzaiuoli napoletani a Patrimonio dell’Umanità. Due le iniziative in programma a tal proposito: il rilancio della World Petition e la proiezione del corto “Pizza Pride – Orgoglio italiano“.

La petizione promossa da Alfonso Pecoraro Scanio riparte così dal capoluogo piemontese dopo il successo delle iniziative #pizzaUnesco al Napoli Pizza Village. L’eccezionale risultato delle oltre 430 mila sottoscrizioni è stato già raggiunto e ora si punta al primo milione di firme entro dicembre.

«La pizza napoletana fatta a regola d’arte, sia per le modalità di cottura che di preparazione che per gli stessi ingredienti è una pietanza a basso impatto ambientale – dichiara il presidente della Fondazione UniVerde – Sono amici dell’ambiente anche i pizzaioli che hanno sostenuto e sostengono l’agricoltura di qualità no ogm insieme alla campagna per tutelare l’Italia, le campagne, i mari contro le trivellazioni petrolifere. Un motivo in più per essere presenti al Festival e sostenere l’iscrizione dell’arte dei pizzaiuoli napoletani nella lista del patrimonio immateriale mondiale dell’Unesco».

La mattina di sabato 10 ottobre, dalle 10.30, insieme ad Alfonso Pecoraro Scanio saranno presenti agli stand di raccolta firme il presidente e il direttore di Coldiretti Piemonte, Delia Revelli e Antonio De Concilio, il direttore di CinemAmbiente, Gaetano Capizzi, e la giuria del Festival. Si potrà firmare per #pizzaUnesco presentandosi ai banchetti allestiti lungo via Montebello, nell’area circostante la Mole Antonelliana animata anche dal mercato di Campagna Amica.

«Abbiamo accolto con piacere l’iniziativa per sostenere la raccolta firme sulla petizione #pizzaUnesco – commenta Gaetano Capizzi, direttore di CinemAmbiente – Crediamo che sia anche grazie a petizioni popolari di questo genere che si possano tutelare, attraverso strumenti che ci offrono gli organi internazionali, l’ambiente e insieme la garanzia dell’origine dei prodotti alimentari».

Nel pomeriggio è prevista la proiezione di “Pizza Pride – Orgoglio italiano” per la regia di Gabriele Albanesi. Tra splendide vedute della città e del golfo di Napoli, il corto – realizzato a settembre al Napoli Pizza Village – è un viaggio alla scoperta della vera pizza napoletana e delle sue radici culturali, arricchito da interessanti testimonianze. Tra queste, c’è anche quella di Lidia Bastianich, star della cucina regionale italiana negli States.

Dalla battaglia contro le deformazioni culturali e commerciali della specialità napoletana alla campagna #NoTriv, la pizza è un’arte che celebra il connubio tra passione gastronomica e tutela ambientale, «sono convinto – conclude Pecoraro Scanio – che anche i pizzaioli potranno dare il loro contributo al referendum nazionale in cui gli italiani saranno chiamati a scegliere tra un futuro sostenibile o petrolifero».

In basso il video del cortometraggio:

OGM: conflitti di maniera e accordi di sostanza

6 ottobre 2015 11:46

di Simone Vieri

Gli elementi che, nel loro insieme, concorrono  a determinare il problema della produzione e dell’impiego di organismi geneticamente modificati (OGM) costituiscono una realtà particolarmente complessa, tanto da rendere molto difficile una qualsivoglia valutazione riguardo all’effettivo significato che l’introduzione degli stessi OGM ha avuto per i sistemi produttivi agricoli a livello mondiale.

In questo quadro, un punto da cui partire per operare alcune riflessioni riguardo a ciò che gli OGM rappresentano può essere quello di considerarli, non un fenomeno a se stante; ma un effetto degli attuali modelli di sviluppo agro-industriali.

Considerare gli OGM come una delle espressioni degli attuali modelli di sviluppo, ci consente di collocarli rispetto alle recenti evoluzioni dei nostri sistemi produttivi e, quindi, anche di poterne meglio valutare l’effettiva portata.

In particolare, non potrà sfuggire che i modelli agroindustriali di cui gli OGM sono espressione, dopo aver guidato lo sviluppo produttivo dal dopoguerra in avanti, negli ultimi tempi, hanno perso molto del loro slancio, manifestando evidenti limiti di tipo: redistributivo; di efficienza dei sistemi produttivi; di sostenibilità ambientale.

Vi è, tuttavia, da chiedersi perché tali modelli, sebbene, da tempo, stiano dimostrando di non funzionare più tanto bene, continuino, non solo ad essere applicati, ma anche ad essere sostenuti e rappresentati come gli unici possibili. La stessa domanda può essere posta anche per gli OGM che, sebbene riflettano i limiti dei modelli di cui sono espressione espressione di detti modelli, sono spesso rappresentati come l’unica opzione tecnica possibile per assicurare competitività e redditività alle attività agricole.

Per entrambe le domande, la risposta è semplice. Perché dietro all’agricoltura ed all’alimentazione ci sono interessi economici, politici e strategici enormi. Attualmente, in agricoltura, vi sono 6 multinazionali che, da sole, gestiscono il 90% delle quote del mercato mondiale dei semi e l’80% di quello degli agro-farmaci. Ciò significa che un ristretto numero di oligopolisti ha il dominio di un segmento strategico delle filiere agroalimentari (quello dei principali fattori produttivi) attraverso il quale possono, di fatto, controllare l’agricoltura e l’alimentazione a livello mondiale. Controllare i principali fattori produttivi significa, infatti, imporre i propri prodotti – e le proprie strategie di profitto – a tutti coloro che vengono dopo: agli agricoltori che coltivano; all’industria che trasforma; alla distribuzione che commercializza; ai consumatori che acquistano.

In basso è possibile scaricare l’articolo completo in PDF:

OGM: CONFLITTI DI MANIERA E ACCORDI DI SOSTANZA Simone Vieri da Convegno 30 giugno.pdf


Agri travel e Slow travel expo

4 ottobre 2015 17:19

Dal 9 all’11 Ottobre 2015 alla Fiera di Bergamo:Agri travel e Slow travel expo”, evento fieristico internazionale, giunto alla sesta edizione, che punta alla promozione dell’offerta turistica integrata delle aree rurali, delle aree naturali e delle vie di cammino, organizzato da Ente Fiera Promoberg in collaborazione con Regione Lombardia e la Camera di Commercio di Bergamo.

Venerdi  9 ottobre alle ore 15:30 si terrà il Convegno inaugurale: “Multifunzionalità, sostenibilità, turismo e progettazione. Scenari italiani e panorama internazionale” presso la sala Caravaggio interverrà anche Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, sul tema: “L’agricoltura multifunzionale come volano di nuova occupazione e turismo sostenibile”. Durante l’incontro si parlerà di sviluppo e valorizzazione dell’agricoltura multifunzionale, turismo sostenibile e turismo rurale in Italia insieme all’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia,  Gianni Fava e Fouad Ahidar, Deputato al Parlamento europeo dal 2004 e Vice Presidente del PE

Sandra Cuocolo, IPR Marketing, Istituto di sondaggi e Ricerce, esporrà i dati del rapporto Nazionale sul Turismo Sostenibile.

In basso è possibile scaricare il programma in PDF:

CONVEGNI E WORKSHOP Agri Travel & Slow Travel Expo 2015

In basso è possibile scaricare il comunicato stampa:

011 Agri Travel 2015 Comunicato base

Impatto degli OGM nell’agricoltura nazionale

1 ottobre 2015 12:21

di Claudio Malagoli

Università di Scienze Gastronomiche, Pollenzo/Bra (CN)

Gli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) rispondono ad obiettivi di sviluppo sostenibile per il territorio rurale e contribuiscono o meno al mantenimento dell’attività agricole in aree meno dotate da un punto di vista delle capacità produttive dei terreni (aree marginali di collina e di montagna).

Trattasi di una problematica di estrema importanza, in quanto da sempre l’agricoltura svolge un ruolo di rilievo per la nostra società. Da un lato essa è fonte rinnovabile di beni di consumo, siano essi alimentari e non, dall’altro costituisce l’unica attività che consente di “presidiare” costantemente il territorio, impedendo fenomeni di dissesto idrogeologico e fenomeni legati al degrado dell’ambiente antropizzato. In particolare, in un’ottica di sviluppo sostenibile le principali attività che l’agricoltura, e l’agricoltore, deve assicurare alla collettività possono essere riassunte nelle seguenti:

-      produzione di derrate agricole;

-      fornitura di materie prime per altri settori economici;

-      presidio del territorio;

-      manutenzione del territorio;

-      tutela della flora e della fauna;

-      conservazione della biodiversità;

-      riciclo degli effetti ambientali negativi prodotti da altre attività produttive o di consumo sul territorio (assestamento del territorio, immobilizzazione dell’anidride carbonica, ecc.);

-    conservazione del paesaggio e del territorio rurale;

-    conservazione di elementi culturali tradizionali;

-    conservazione di tecniche di trasformazione e di pratiche gastronomiche tradizionali.

Pertanto, la nostra Società ha bisogno della presenza dell’agricoltura e dell’agricoltore sul territorio rurale e dovrà adottare politiche agrarie in grado di proteggere il suo reddito, al fine di consentire la permanenza di questa attività anche in aree marginali (di collina, di montagna), che non possono certo competere sulla base dei bassi costi di produzione, ma che possono essere competitive solo sulla base di presupposti di qualità dei prodotti che offrono sul mercato. In particolare, secondo i dati dell’ultimo censimento (2010), l’agricoltura nazionale è attuata su una superficie complessiva di 30.132.858 ettari, dei quali 12.543.385 ubicati in collina (41,6%), 10.611.208 in montagna (35,2%) e 6.978.265 in pianura (23,2%). Pertanto, se escludiamo talune aree particolarmente vocate per la viticoltura o per la frutticoltura, gran parte del territorio nazionale è caratterizzato dalla presenza di una agricoltura, che potremmo definire di sussistenza, attuata in aree marginali, che non possono certo competere per produttività con quelle fertili di pianura.

Interessante, al fine di acquisire una consapevolezza dell’evoluzione in corso, è l’analisi relativa all’evoluzione del numero delle aziende agricole per zone altimetriche, secondo i dati scaturiti dai censimenti dell’agricoltura del 1982 e del 2010. Dal loro confronto si evince che complessivamente le aziende agricole sono passate nel corso di un trentennio da 3.133.118 a 1.620.884, con una diminuzione del (48,3%). In particolare, quelle di pianura sono calate del 42,2%, quelle di collina del 46,7% e quelle di montagna del 59,7%. Tale evoluzione è un segno inequivocabile della deruralizzazione del territorio rurale delle aree marginali del nostro Paese, con tutto ciò che ne può conseguire da un punto di vista della conservazione del territorio.  E’ indubbio che questa deruralizzazione sia in relazione con le difficoltà reddituali delle aziende agricole delle aree marginali, accentuate dalla concorrenza esercitata dalle produzioni di pianura e dalle importazioni provenienti da Paesi che hanno costi di produzione inferiori ai nostri.

Dalle suddette considerazioni si evince che l’aspetto economico rappresenta un elemento di estrema importanza per il mantenimento dell’attività agricola sul territorio rurale, per cui occorrerà verificare l’impatto che le moderne biotecnologie transgeniche potranno avere sul reddito dell’azienda agricola. In particolare, alcuni dubbi sorgono in merito al mantenimento della sua competitività sul mercato internazionale. L’agricoltura italiana si caratterizza per la presenza di aziende agricole di modeste dimensioni, che non possono certo permettersi l’acquisto di macchinari specifici per una determinata coltura, per un costo dei fattori produttivi molto elevato (terra e manodopera soprattutto) e per limitazioni di carattere ambientale in merito all’utilizzazione di determinati fattori della produzione (concimi, antiparassitari, ecc.). Come potrà competere la nostra agricoltura, anche se saranno introdotte le piante transgeniche, con l’agricoltura americana o argentina, dove aziende agricole di migliaia di ettari sono alla continua ricerca dell’automazione del processo produttivo (e le piante transgeniche costituiscono il primo passo per ottenerla)? Come potrà farlo, se consideriamo che il processo produttivo sarà controllato dai satelliti e dove l’intervento dell’uomo sarà quasi nullo? Trattasi di un problema reale che potrebbe contribuire alla scomparsa dell’agricoltura dai territori marginali, alimentando fortemente tutte quelle problematiche connesse alla conservazione ed alla tutela del territorio. E’ senza dubbio un argomento che rappresenta una delle frontiere più interessanti e nello stesso tempo più inquietanti della vita contemporanea, uno dei campi in cui scienza, ricerca, tecnologia ed etica si intrecciano, dando vita a problematiche, spesso sconosciute, che con ogni probabilità si ripercuoteranno a lungo sullo sviluppo della nostra società e su quello delle generazioni future.

In basso è possibile scaricare l’articolo completo:

IMPATTO DEGLI OGM NELL’AGRICOLTURA NAZIONALE.pdf