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Quali rischi ambientali avrà la Concordia?

21 gennaio 2012 12:11

Il naufragio della Costa Concordia, avvenuto nell’Isola del Giglio (Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano), un’area naturale di notevole importanza ecologica, rischia di provocare un grave disastro ambientale.

I fondali della zona presentano un’enorme varietà di specie come i coralli, le gorgonie, i molluschi e le praterie sottomarine messe a rischio dagli scarichi e dai residui prodotti dal relitto.

La nave, date le sue enormi dimensioni, sta privando il fondale della luce necessaria a tutte le piante, un fondale prezioso considerando la presenza della prateria di Posidonia, una delle più importanti nell’Arcipelago Toscano.

A contaminare le acque, e a minacciare la ricchezza della biodiversità, non sarebbe solo la possibile fuoriuscita di 2.300 tonnellate di carburante, ma tutti i rifiuti emessi dalla Concordia: detersivi; metalli; liquidi oleosi e sostanze tossiche.

Il rischio è che la nave emetta scarichi che contaminino anche il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, considerato una delle aree marine più importanti d’Italia che ospita una popolazione stabile di delfini tursiopi (Tursiops truncatus) e costituisce una zona di passaggio per le balene che vivono nel Santuario dei Cetacei.

Per limitare i danni all’ecosistema marino, causato dalla dispersione di residui nocivi, sarebbe auspicabile che il relitto venisse trasportato tempestivamente fuori dalle acque e che il traffico marittimo fosse limitato per proteggere le nostre acque.

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