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Una SEN contraddittoria, miope e arrogante

20 marzo 2013 14:41

Da anni mi batto perché l’Italia si doti di un Piano Energetico Nazionale.

Ed ecco che un Governo, in scadenza, avvia una consultazione solo formale sul futuro energetico del nostro Paese e lo stesso governo, ormai scaduto, decide di varare una SEN (Strategia Energetica Nazionale) con un orizzonte 2050.

Ovviamente la premessa è quella della sostenibilità, ormai a parole tutto è Green.

Si dice di puntare sulle rinnovabili, ma in realtà si punta a rilanciare estrazioni di petrolio e gas nazionali, a moltiplicare i rigassificatori (Italia come Hub del gas Sud europeo) mentre nessun chiaro indirizzo sulla produzione distribuita di energia pulita, sulla progressiva fuoriuscita almeno dal carbone subito e dai fossili entro il 2050.

Di positivo certo c’è la priorità all’efficienza energetica, ci mancherebbe altro.

Manca una visione ’strategica’.

Invece di puntare a una vera riconversione ecologica dell’economia, a partire proprio dal sistema energetico, si cerca di mantenere alcuni buoni propositi per un futuro lontano ma senza scegliere davvero un progressivo abbandono dei combustibili fossili, come peraltro propone proprio quella Roadmap europea per il 2050 cui si fa esplicito riferimento.

È giunta invece l’ora di scegliere, con una visione chiara e coraggiosa, la strada della produzione distribuita, della Smart grids, delle Smart Cities, dell’uso diffuso della domotica per un vero uso efficiente dell’energia.

Produrre energia da fonti rinnovabili, sprecarne il meno possibile, garantire a famiglie e imprese la possibilità di prodursi da soli la propria energia e di scambiarsela in rete proprio come si fa con le informazioni sul Web.

In pratica bisogna andare proprio verso quella Terza rivoluzione industriale, già indicata in un documento ufficiale firmato dalla maggioranza assoluta dei membri del Parlamento Europeo.

Questo è quanto abbiamo scritto nell’Appello per Economia E Società Verdi che la Fondazione Univerde sostiene insieme al Cetri Tires e al Citera della Sapienza di Roma.

Chiediamo al Parlamento di superare questa SEN pasticciata e miope e di svoltare finalmente con lungimiranza verso un’Italia leader delle vera Green Economy.

Ne abbiamo le risorse naturali e tecnologiche, occorre avere la determinazione necessaria.

Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde

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