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APPELLO: Per uscire dalla crisi servono Economia e Societa’ Verdi

16 febbraio 2013 21:34

APPELLO

PER USCIRE DALLA CRISI

SERVONO ECONOMIA E SOCIETA’ VERDI

Stiamo vivendo la crisi strutturale del modello economico della Seconda Rivoluzione Industriale basato sui combustibili fossili e sull’erronea presunzione che le risorse naturali e le fonti energetiche concentrate siano inesauribili. Il loro sfruttamento, per oltre un secolo e mezzo, ha richiesto un’altissima intensità di capitali e ha determinato l’industrializzazione e la centralizzazione di tutti i processi produttivi, inclusi quelli agricoli, con la conseguente concentrazione di potere economico e politico nelle mani della finanza a detrimento dell’economia reale che è stata estromessa dai processi decisionali globali.

Questa crisi, in Italia, si fa sentire con effetti ancor più devastanti: 1000 imprese chiudono ogni giorno e la disoccupazione è al 10,80% della forza lavoro disponibile. Ma è proprio dall’Italia che può partire la riscossa per superare questo modello di sviluppo centralizzato per adottarne uno distribuito che ci permetta di riprendere il controllo del nostro destino economico ripensando, in chiave ecologica, non solo l’economia ma anche la società.

Bisogna ricominciare dalla biosfera, passare dal ciclo fossile a quello solare, a un’agricoltura che valorizzi saperi e processi tradizionali remunerando i produttori e non gli intermediari, a un’industria che rispetti e valorizzi le risorse naturali e che non le consumi in tempi più rapidi della loro capacità di rigenerarsi. Questa industria deve sviluppare l’offerta di servizi energetici avanzati e ad alta integrazione di tutte le tecnologie per la produzione, l’accumulo e la distribuzione delle diverse fonti rinnovabili, per un trasporto sostenibili e per un nuovo modello edilizio attraverso l’utilizzo dei moderni materiali per le costruzioni e deve stimolare, al tempo stesso, la domanda di tali tecnologie con appositi programmi di incentivo per famiglie, enti pubblici e PMI e valorizzando il capitale umano con un grande programma di formazione e riqualificazione professionale.

Questi sono i canoni della “Terza Rivoluzione Industriale, che è stata adottata come base per la strategia energetica dell’Unione Europea con la Dichiarazione Scritta dal Parlamento Europeo nr. 216/2007, e con la Comunicazione della Commissione Europea COM (2012) 582/3 “A Stronger European Industry for Growth and Economic Recovery”.

I poteri pubblici devono favorire l’emergere di questo nuovo modello virtuoso, distribuito, interattivo, e ad alta intensità di lavoro anziché di capitali. Questo modello, a differenza di quelli ormai obsoleti, produce sviluppo locale e reddito per la piccola e media impresa legata al territorio e conferisce potere e protagonismo agli enti locali, ai cittadini e al mondo del lavoro, invece che alla finanza improduttiva e speculativa.

Rilanciare l’economia reale significa incoraggiare la nostra vocazione al turismo, alla cultura e all’agricoltura di qualità, favorire la filiera corta in tutti i settori dell’economia, favorire modelli di consumo che non producano rifiuti, stabilizzare il quadro normativo e fiscale e ridurre al minimo la burocrazia per le rinnovabili, permettere l’accesso al credito per piccoli operatori e introdurre nuovi incentivi riservati unicamente ai piccoli impianti integrati nei processi produttivi e agli interventi per l’efficienza energetica nell’edilizia. Purtroppo tutti i provvedimenti più recenti sono andati nella direzione opposta perseguendo il solo rigore finanziario, scoraggiando gli investimenti nelle attività produttive ed energetiche distribuite sul territorio, favorendo le grandi concentrazioni e i monopoli di tutte le attività economiche basate su energie inquinanti che devastano il territorio, come ad esempio accade nel caso delle trivellazioni petrolifere.

Noi facciamo dunque appello a tutti coloro che si candidano a dirigere la “cosa pubblica” a tutti i livelli perché promuovano un modello economico di “Terza Rivoluzione Industriale” che si basi sui seguenti dieci punti:

  1. Garantire la massima espansione della generazione distribuita di energia creando la necessaria massa critica di produzione da fonti rinnovabili sul territorio, nel più ampio rispetto delle esigenze dell’agricoltura e del turismo in quanto colonne portanti  dell’economia nazionale, coinvolgendo gli enti locali, per raggiungere gli obiettivi climatici nazionali ed europei e permettendo a tutti i cittadini di godere del reddito supplementare derivante dall’accesso al mercato dell’energia;
  2. Provvedere a semplificare, sburocratizzare e liberalizzare al massimo le procedure amministrative per autorizzare piccoli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, nonché di accumulo e di distribuzione intelligente, garantendo l’accesso alla rete e anche al credito per famiglie e PMI, con tassi di interesse e modalità di rimborso adeguatamente vantaggiose;
  3. Pianificare un ambizioso programma di riconversione delle piccole e medie imprese locali per la creazione di filiere produttive integrate di tecnologie energetiche distribuite di “Terza Rivoluzione Industriale”, promuovendo modelli energetici ad alta intensità di lavoro, incoraggiando la creazione di “start up” innovative, valorizzando le reti già esistenti di comunità di installatori e tecnici delle rinnovabili attraverso politiche di espansione del loro mercato sul territorio regionale e facendo crescere unoccupazione qualificata e legata al territorio;
  4. Elaborare un ampio e innovativo programma di riqualificazione professionale a vari livelli e utilizzare i fondi europei disponibili per valorizzare il capitale umano e le piccole e medie imprese, vera colonna dell’economia italiana, facilitando il reinserimento professionale dei lavoratori provenienti da aziende in crisi;
  5. Rivitalizzare e riqualificare settori maturi delleconomia locale, come quello delle costruzioni, attraverso appositi regolamenti edilizi che incoraggino la ristrutturazione energetica degli edifici esistenti e prescrivano che tutti i nuovi edifici siano a energia positiva, anticipando le Direttive Europee, in modo da favorire lo sviluppo di realtà imprenditoriali sane e innovative. Stimolare la riemersione di una cospicua parte dell’economia sommersa e il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata;
  6. Incoraggiare la transizione graduale di tutto il trasporto pubblico e privato verso la trazione elettrica, ibrida e i motori a più basso livello di emissioni con particolare riferimento al metano e all’idrometano, come transizione verso un  trasporto interamente a zero emissioni (idrogeno e elettrico da fonti rinnovabili), sviluppando forme di utilizzazione collettiva dei mezzi privati (car sharing e car pooling, taxi sharing, bike sharing);
  7. Pianificare una rapida decarbonizzazione dell’agricoltura attraverso impianti energetici funzionali alle esigenze delle aziende agricole (irrigazione fotovoltaica, refrigerazione solare, biodigestione dei residui agricoli, diffusione del compostaggio etc), e il rilancio della vocazione agricola e turistica del territorio attraverso la protezione della biodiversità locale, l’integrità dei processi produttivi e dei sistemi di coltivazione basati sui saperi contadini tradizionali e senza chimica o OGM, accorciando la filiera di commercializzazione dei prodotti agricoli locali con la promozione di adeguate iniziative di consumo a chilometro zero (farmer market, gruppi di acquisto, ect);
  8. Incoraggiare la ricerca e la sperimentazione sul territorio da parte di tutti gli organismi accademici e industriali, di tutte le tecnologie atte a produrre accumulare e distribuire energia da fonti rinnovabili, ed una rapida transizione verso la loro commercializzazione operativa;
  9. Integrare le politiche di chiusura virtuosa dei cicli dei prodotti in modo da procedere ad una graduale riduzione a zero dei rifiuti promuovendo, con apposite campagne di comunicazione intensive, tutte le tecniche più innovative di riduzione dei rifiuti,  l’acquisto consapevole, il consumo critico, le miniere urbane, le “banche del rifiuto”, la riparazione e il riuso, i mercati dell’usato e del baratto, in modo da diminuire lo spreco d’energia derivante dalla distruzione di beni e prodotti ancora utilizzabili massimizzando la loro energia intrinseca; e per i prodotti non riutilizzabili promuovendo una raccolta differenziata ispirata alla più rigida separazione fra organico e secco e al collegamento diretto con i consorzi del riciclo;
  10. Estendere il modello distribuito, dalla produzione di cibo ed energia, anche al modo in cui viene organizzata l’assistenza sanitaria sul territorio. In uno scenario distribuito di “Terza Rivoluzione Industriale” vanno introdotte pratiche di prevenzione diffusa sul territorio che rendano la sanità sostenibile sia economicamente che energeticamente mentre le pratiche di cura concentrate nei grandi centri ad alta intensità di cura al paziente acuto, vanno riviste nella direzione della maggiore efficacia e vicinanze al cittadino e alla luce della necessità di evitare sprechi energetici ed economici.

Noi crediamo che nell’applicazione di queste semplici regole sul territorio stia la chiave della ripresa e del risanamento, non solo ambientale e climatico, ma anche socio-economico del nostro Paese.

Jeremy Rifkin Economista – Pres. FOET

Carlo Petrini Pres. Slow Food International

Paul Connett Fondatore Zero Waste

Angelo Consoli Pres.  CETRI-TIRES   Autore Manifesto Territorio Zero

Livio de Santoli Dir.CITERA Università La Sapienza Roma  Autore Manifesto Territorio Zero

Alfonso Pecoraro Scanio Pres. Fondazione UNIVERDE Già Ministro Agricoltura, Ambiente

Gianfranco Amendola Magistrato ambientalista

Fulco Pratesi Pres. onorario WWF Italia

Rosalba Giugni Pres. Marevivo

Domenico De Masi Dir. NEXT

Alessandro Cicero Dir. Editoriale Il Punto

Rosario Trefiletti Pres. Federconsumatori

Ambasciatore Claudio Moreno (Commissario di Governo per le Expo di Yeosu e Venlo 2012)

Elio Lannutti Pres. Adusbef

Stefano Zago Dir. Teleagenzia1

Valerio Rossi Albertini CNR, Portavoce IUCR Italia

Fabio Patti (Dirigente industria del FV)

Paolo Mutti (A. D. Solsonica FV);

Fausto Carotenuto (Pres. Coscienza in rete)

Patrizia Lo Sciuto (Co-autrice “Rifiuti Zero”)

Marialaura Cantarella Cattaneo (Animatrice gruppo MSA)

Robert Niderkofler (A.D. Ropatec mini eolico)

Francesco Nicoletti (co-fondatore di Creuzanews.com)

Alessandro Circiello (Chef, Federcuochi)

Alessia Guarnaccia (Architetto, imprenditrice)

Alessandro Fiorini (Imprenditore turistico)

Patrizia De Sena (Cantante)

Adriano Zaccagnini (Camera M5S Lazio 1)

Loredana De Petris (Senato SEL Lazio)

Maurizio Buccarella (Camera M5S Puglia)

Alessandro Zan (camera SEL Veneto1)

Giusy Campo (Consiglio Regionale Lazio M5S)

Marco Furfaro (Consiglio Regionale Lazio SEL)

Carlo Alberto Pratesi (Consiglio Regionale Lazio Lista Zingaretti)

Seguono altre firme…

In basso è possibile scaricare l’appello in PDF:

Appello per una economia e società verdi


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