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Class action…resta un sogno

21 aprile 2009 04:43

L’azione collettiva risarcitoria  o class action resta un sogno  nell’ordinamento giuridico italiano.  Le attese dei consumatori italiani  nei confronti di un’azione collettiva a loro difesa resta un miraggio. Nel DDL con cui viene riformato il pubblico impiego  è prevista una azione collettiva (light) nei confronti della PA, senza risarcimento e riguarda il ripristino nei confronti dell’utente del servizio e i relativi standard, senza risarcimento del danno.

L’esperienza americana della class action aveva dimostrato, invece, come l’azione risarcitoria aveva non solo ripristinato un diritto anche economico nei confronti dei consumatori, ma , soprattutto costretto le aziende ad invertire la rotta, in caso di grave pregiudizio nei confronti di un interesse collettivo suscettibile di tutela.

Il Codice del Consumo ( D. Lgs 206/ 2005 così come modificato attraverso la Legge 13/2007 e D.Lgs 221/2007) aveva ampliato lo spazio di tutela dei consumatori, in grado così di chiedere provvedimenti inibitori o correttivi. Mancava la Class Action come moltiplicatore di tutela, ovvero il risarcimento del danno e tra questi del danno ambientale. Quella norma che doveva entrare in vigore nel Giugno 2008 era rinviata a gennaio 2009 per permettere l’estensione dell’azione risarcitoria nei confronti della PA.  

Oggi ci ritroviamo di fronte a questa unica class action light nei confronti della PA. Sembra quasi una beffa. Per capire bene la questione complessa è utile leggere il bel volumetto uscito da Gaia , nella serie Libri dei consumatori, dedicato alla Class Action e curato da Michele Boato, Pietro Pistone e Silvana Pucci. Con la scusa che costerebbe troppo alle aziende si affossa la azione collettiva risarcitoria, prezioso strumento di tutela e garanzia  non solo degli interessi collettivi dei consumatori e dell’ambiente, ma anche di un’economia sana .

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