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Galateo della Natura

30 luglio 2008 11:05

Estate, tempo di gite e soggiorni fuori porta, brevi o lunghi. Situazioni disparate di cui godere, respirando, guardando, ascoltando. Ma anche situazioni in cui rispettare e far rispettare regole minime di galateo ecologico. Alcune – per la campagna – ce le suggerisce il bollettino Tera e Aqua e l’Ecoistituto del Veneto con sede a Mestre. Altre vengono dall’esperienza.

* Come ci si arriva. Facciamo sì che la nostra gita non pesi sul clima; nella maggior parte dei luoghi di arriva in treno o pulman (con bei tratti a piedi) anziché in auto. Da sbruffoni poi il Suv; è vero che è fuoristrada, ma andrebbe bandito ovunque. Se ne troviamo uno in campagna sull’erba protestiamo, chiamiamo un vigile (difficile trovarli però), lasciamogli finte multe per uno spavento almeno breve, insomma inventiamoci una reazione. Rigarlo, ahinoi, ecologicamente non conviene: il padrone sprecherebbe vernici chimiche per riverniciarlo.

* In campagna. Rispettare il lavoro degli agricoltori, non calpestando a destra e manca e invece camminando lungo i sentieri. Anche se la tentazione di prelevare dalle colture un grappolo d’uva o una pannocchia, una mela o una zucca, conviene mettersi nei panni di chi campa di quei frutti – soprattutto se si tratta di piccoli coltivatori, che già arrancano per sopravvivere. Meglio mettersi in contatto con loro per acquisti diretti, che faranno risparmiare comunque rispetto al supermercato imballato. Invece, le erbe selvatiche (ortica, malva, finocchio, margherite, papaveri…) e i frutti selvatici (more, amarene, fichi…) si possono prendere, con delicatezza e,m nel caso di frutti, verificando che si trovino su terreni pubblici, come i cigli delle strade. Nota bene: in molti luoghi d’Italia certi frutti non vengono nemmeno raccolti e malinconicamente cascano al suolo. In questo caso, se li vediamo caduti, è nostro diritto umano utilizzarli.

* Rispettare le piante. Le cortecce degli alberi non vanno incise nemmeno per messaggi amorosi. E perché raccogliere fiori che arrivati a casa sarebbero già appassiti? Per farsi un bastone antiserpenti (così da battere il suolo davanti a noi facendoli scappare: sono sordi ma sentono le vibrazioni) non è il caso di strappare un ramo vivo, meglio usarne uno secco. O portarsi l’attrezzatura da casa.
* Rispettare gli animali. Attenzione a educare i bambini al rispetto delle lucertole e dei ragni. Nei boschi, non parlare a voce troppo alta per non disturbare gli altri abitanti. Non prelevare nidi. Se si trova un uccellino a terra, lasciarlo lì, ha più probabilità di essere recuperato dalla mamma. Diverso è il caso di rondini, rondoni e balestrucci: le madri hanno ali troppo lunghe e non saprebbero come volare. Portarli con sé in città fino a un centro della Lipu.
* Borraccia e piatti durevoli per il picnic. Che bello un picnic senza rifiuti, né lasciati lì né riportati via! Sarà la nostra regola se ci porteremo nello zaino o nelle borse di tela la borraccia per l’acqua e thermos per il tè, piatti di ceramica o melamina e bicchieri da campeggio, e cibo nei contenitori da frigo anziché avvolto in plastica e alluminio usa e getta.
* Rifiuti. In ogni caso, non lasciare nemmeno un mozzicone di sigaretta sul campo (chi fuma ancora!?). per non dire di sacchetti di plastica, avanzi di cibi, oli di scatolette (se il cibo è fatto da noi gli oli sono buoni e si mangiano con la scarpetta).
* In spiaggia. Non raccogliere ricci e stelle marina da far morire arsi vivi in spiaggia…Ottimo invece e assai educativo per i bagnanti mettersi a raccogliere un po’ dei rifiuti lasciati abbandonati in spiaggia. Non interrare le cicche, torneranno a galla nella sabbia!

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