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Gli strumenti di sostegno agli Enti locali

27 luglio 2008 12:28

La messa in atto delle attività definite troverà maggiore efficacia qualora venga riconosciuto un effettivo coinvolgimento delle Amministrazioni Locali nella definizione e nell’attuazione delle politiche per il clima, a seguito di un processo di ridefinizione delle reciproche competenze e responsabilità.
Tali attività richiederanno, d’altra parte, uno sforzo importante in termini di investimenti e di innovazione nelle politiche locali.
Per far fronte a questi sforzi, diversi sono gli strumenti che dovrebbero opportunamente essere introdotti a livello di Governo nazionale.
In particolare:

  • si richiede che gli investimenti dedicati alle politiche per il clima siano esclusi dal Patto di Stabilità;
  • si ritiene possibile definire con il Governo e le Regioni un patto di ripartizione degli obiettivi di Kyoto (e delle risorse necessarie) secondo il modello di “burden sharing” già adottato all’interno dell’area UE;
  • si propone che i meccanismi di Emission Trading vengano estesi alle attività degli Enti Locali, rendendo necessario il riconoscimento da parte del Governo delle quote di anidride carbonica ridotte su base locale, in modo da attivare un circuito virtuoso di emulazione e di finanziamento tramite i “crediti di emissione”;
  • si propone che si individuino delle metodologie affinché il riconoscimento delle quote possa avvenire non solo in riferimento a singole iniziative progettuali, ma anche in riferimento a piani e programmi realizzati dalle Amministrazioni locali e quantificabili nei loro benefici 1.

[1] Si tenga presente, per analogia, quanto adottato dal CDM Executive Board dell’UNFCCC il 27 giugno 2007, cioè la possibilità, nell’ambito dei meccanismi flessibili del protocollo di Kyoto, di riconoscere, in forma aggregata e contemporanea, più progetti derivanti da singole attività di programmazione, in aggiunta ai progetti individuali.

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