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L’Ue ferma la vivisezione

10 marzo 2013 16:17

Dopo 20 anni circa, l’Europa stabilisce il divieto assoluto dei test sugli animali per i cosmetici sia per ingredienti (o combinazioni di ingredienti) sia sul prodotto finale e la commercializzazione. I trattamenti di bellezza diventano così “cruelty free”, privi di quella crudeltà cui erano soggetti gli animali per verificare gli effetti nocivi di una sostanza sull’uomo.

Questa decisione dell’UE arriva dopo mobilitazioni, petizioni e iniziative parlamentari.

Già nel 1993, una direttiva CEE stabiliva il bando della vivisezione per le produzioni di cosmetici su tutto il territorio europeo, ma l’applicazione della norma è stata costantemente fatta slittare fino al 2003 e in seguito annullata per favorire gli interessi dei produttori. Dal 2004 in poi furono vietati i test sugli animali del prodotto finito, ma non sui singoli ingredienti.

Nel 2009 arriva la decisione di porre fine ai test animali sugli ingredienti ma non a tutte le pratiche per valutare la tossicità delle sostanze.

Ora arriva lo stop definitivo, ma è solo una tappa verso l’abolizione della vivisezione e dei test su animali in tutti i settori, per esempio quello farmaceutico.

Il mondo scientifico è perfettamente consapevole dell’affidabilità dei test ‘cruelty-free’, sottoposti a un meccanismo di convalida, e di come siano crudeli e non affidabili (i test in vitro predicono la tossicità di una sostanza nell’80% dei casi rispetto al 65% del LD (Lethal dose).

Acquistare prodotti non testati sugli animali significa rispettare tutti gli esseri viventi e favorire le piccole imprese etiche e sostenibili.

Per questi motivi la Fondazione UniVerde, impegnata nell’attività di diffusione della cultura ecologista, sostiene ogni azione contro le crudeltà verso gli animali.

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