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Pacchetti di stimolo all’economia sempre piú verdi

17 marzo 2009 06:06

 Il varo di pacchetti di stimolo per contrastare la profonda crisi economica che stiamo attraversando, rappresenta un esperimento globale in grado di dimostrare se la lotta contro il cambiamento climatico rappresenti anche la soluzione o una soluzione per superare la crisi economica mondiale

Con il varo del pacchetto di stimolo dell’economia, il Presidente degli USA Barack Obama, oltre alle parole, ha dimostrato con i fatti di voler orientare gli investimenti su energia pulita ed efficienza, considerandoli come ingredienti principali per uscire dalla crisi. Il pacchetto anti – crisi statunitense rappresenta l’intervento più importante a livello mondiale destinato all’economia low – carbon, prevedendo un investimento di 100 miliardi di dollari destinato a efficienza, rinnovabili e ricerca. Il Piano di rilancio dell’economia statunitense del valore di 612 miliardi di Euro complessivi (789 MLD di dollari), prevede che almeno 35 MLD siano destinati alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica sotto forma di investimenti pubblici e tagli fiscali. In particolare 7,8 miliardi di Euro sono stati assegnati all’ammodernamento delle reti elettriche e alla realizzazione delle “reti intelligenti” capaci di sostenere lo sviluppo dell’elettricità prodotta da piccoli impianti distribuiti sul territorio. Circa 16 miliardi di Euro sono stati stanziati per l’erogazione di incentivi fiscali a eolico, solare e ad altre rinnovabili. Grazie a questi investimenti, si prevede la creazione di due milioni di posti di lavoro entro il prossimo biennio, che rappresentano la metà del totale di quattro milioni di posti previsti nel pacchetto.

Inoltre, il presidente degli Stati Uniti ha sollecitato le Camere ad approvare al più presto una legge sul carbon trading, al fine di rendere l’energia rinnovabile la più redditizia.

Nel corso della riunione dei Ministri dell’Ambiente dell’ONU, che ha avuto luogo la settimana scorsa a Nairobi, è stato ribadito da più parti il fatto che gli investimenti verdi previsti nel pacchetto di stimolo statunitense rappresentino un segnale molto forte rivolto ai governanti che decideranno nel futuro prossimo provvedimenti anti – crisi, compreso il G20 che avrà luogo ad aprile a Londra.

I 100 miliardi di dollari che il pacchetto destina a efficienza, rinnovabili, e ricerca, pur essendo, come detto, l’intervento più importante a livello mondiale destinato all’economia low – carbon, essi rappresentano “solo” il 13% dell’intero pacchetto stimolo, percentuale ben lontana da quel 20% raccomandato dall’economista britannico Nicholas Stern nel suo ultimo rapporto e non raggiungono l’1% del PIL suggerito dall’ONU per contrastare il riscaldamento globale.

Dati citati dal Guardian, rivelano che altri Paesi hanno fatto un maggiore sforzo rispetto alla percentuale di stanziamenti “verdi” dei pacchetti di stimolo all’economia. Pur utilizzando fondi meno consistenti rispetto agli USA, la Corea del Sud, ad esempio, ha destinato agli investimenti verdi circa i due terzi dei 36 miliardi di dollari stanziati contro la crisi, circa il 3% del Pil; la Cina almeno un terzo dei 580 miliardi stanziati, specie sul risparmio energetico.

In Europa i pacchetti di stimolo per l’economia stanziano per la sostenibilità una media del 14%, con un approccio differenziato da paese a paese: dal tanto della Germania (19%), al deludente della Francia (8%), dal nulla della Polonia al quasi nulla dell’Italia. Inoltre, i 3,5 MLD di euro destinati dalla Commissione Europea per progetti energetici nei prossimi due anni non sembrano adeguati ad imprimere alcun cambio di rotta.

E’ evidente il fatto che la paura o gli interessi particolari stanno facendo prevalere in alcuni paesi le resistenze ai cambiamenti e le ricette obsolete valide per un contesto ormai superato dalla storia.

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