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Un paese abusivo alle porte di Roma: 117 le case illegali e 193 gli indagati.

31 dicembre 2008 14:56

In una zona classificata come agricola è sorto dal nulla un intero paese: 117 edifici costruiti su 16 lottizzazioni abusive per una superficie pari a 131 ettari a pochi chilometri dal centro di Riano, piccolo Comune alle porte della Capitale.
La Procura di Tivoli indaga; il Corpo forestale ha eseguito un maxi sequestro e 193 persone sono iscritte nel registro degli indagati.
Tra questi figurano i titolari delle singole concessioni edilizie, i direttori dei lavori, i costruttori e alcuni funzionari dell’Ufficio tecnico del Comune di Riano.

E nel trapanese la mafia mette le mani sui fondi per la costruzione del Resort Residence Xiare.
Il vicesindaco di Valderice è tra i destinatari dei nove ordini di custodia cautelare emessi dalla Procura di Palermo nell’ambito dell’operazione ‘Cosa nostra resort’ condotta dalla squadra mobile e dalla Guardia di finanza di Trapani.
Dall’inchiesta emerge che le cosche mafiose trapanesi erano riuscite, attraverso prestanome, a mettere le mani sui finanziamenti pubblici della Provincia di Trapani e della Regione siciliana per la realizzazione del resort “Residence Xiare srl”.
Uno dei provvedimenti è stato notificato in carcere all’imprenditore, che avrebbe ordinato dal carcere le variazioni d’intestazione dei beni per evitarne il sequestro e avrebbe indicato i politici da contattare per ottenere “favori”.
L’imprenditore è ritenuto vicino al capomafia latitante Matteo Messina Denaro. Gli investigatori hanno accertato che l’imprenditore, con la complicità di consulenti ha occultato i propri beni, tentando di condizionare settori politici e istituzionali, al livello locale, regionale e nazionale, su strategie imprenditoriali.
Il Gip del Tribunale di Palermo ha anche ordinato il sequestro di otto società il cui valore ammonta a complessivi 30 milioni di euro. Nel siracusano Ë stata sequestrata una struttura da 500 posti letto in costruzione in prossimità del borgo marinaro di Marzamemi.
Il sequestro riguarda un piano seminterrato di 3.500 metri quadrati costruiti oltre ai due previsti nella concessione.

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