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Carlo Rubbia

4 giugno 2008 11:42

{tab=testo}Ma come sarà la situazione energetica nei prossimi 30-40 anni quando il petrolio sarà diminuito? La risposta è che ci sono due soluzioni alternative sulle quali si può lavorare. La prima è il nuovo solare termodinamico, quello inventato da Archimede, che ha la possibilità di accumulare il calore di giorno e farlo funzionare quando è necessario. […]
La seconda cosa importante sono i trasporti. La mobilità sostenibile ha già iniziative positive come il car-sharing, ma cosa sostituirà il petrolio? A mio parere la prima soluzione possibile è l’idrogeno. Ma l’idrogeno è un portatore di energia, e non una sorgente.  Quindi dobbiamo decidere come produciamo questo idrogeno. Se noi utilizziamo il carbone per produrre idrogeno, allora facciamo prima ad usare il carbone subito. Se noi utilizziamo il metano, ma allora è meglio mettere il metano nell’automobile e facciamo prima. Quindi il problema è accoppiare l’idrogeno ad un sorgente giusta. Potrebbe essere il solare, ma è ancora tecnicamente da discutere e vedremo cosa succederà.
Quella che si propone come una vera rivoluzione è la biomassa. Nel passato noi eravamo abituati alla colza. Ma ricordatevi che per far girare una automobile, ci vuole un ettaro coltivato a colza. Quindi moltiplicando il numero di macchine per gli ettari di colza necessari per farle circolare un anno, arriviamo a milioni di unità in Italia e questo non è possibile.
Ma ci sono altre coltivazioni, che sono allo studio degli scienziati, che propongo di arrivare a dei livelli che sono confrontabili energeticamente con il fotovoltaico. Noi possiamo auspicare un futuro per il metanolo.
Quindi solare e bioetanolo possono essere le due possibilità di sostituzione, nell’arco dei prossimi 30 anni, del petrolio.
E l’Italia è particolarmente favorita. Noi abbiamo un milione di ettari che sono coltivabili ma che non sono coltivati. Bisognerebbe utilizzarli con queste nuove tecnologie.

Oggi non si spende abbastanza per la ricerca, per lo sviluppo di tecnologie avanzate. Normalmente i produttori delle nuove tecnologie investono circa il 15% del fatturato in ricerca. 84 milioni di barili di petrolio ogni giorno sono consumati nel mondo, sono circa 5 miliardi al giorno che si intascano i produttori di petrolio, altri 5 miliardi li intascano i governi ogni giorno. Ma quanti di questi soldi vanno a finire in ricerca e sviluppoZero!
Ma se noi non cambiamo, se noi non mettiamo i giovani a fare ricerca per trovare le soluzioni migliori, se stiamo lì a guardare è ovvio che finiremo come le cicale e non come le formiche. Nei prossimi 15 anni dobbiamo trovare delle soluzioni non solo per sostituire il nucleare – che per me è finito – ma anche il petrolio.
Ci sono in Inghilterra delle persone che stanno pensando a creare una società senza petrolio. Anche noi dobbiamo pensare a questo e cosa dobbiamo fare per ottenere questa situazione. E’ una urgenza, va fatta subito. Non possiamo aspettare 15 anni perché sarà troppo tardi. E lo faranno gli altri.{tab=video}

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