Sostieni Obiettivo Terra
Task Force Per un’Italia libera da Ogm
Mediterraneo da remare
Scarica gratis il libro in PDF!
L’Italia non spenga il sole
2008 L’anno che ha stravolto l’Italia
Green Pride
Guadagnare con il bambù gigante

Parte l’8 edizione della campagna nazionale “Mediterraneo da remare” con focus “No plastic”

(ROMA, 28 giugno 2018) È stata presentata questa mattina, dalla sede galleggiante di Marevivo, l’8a edizione di “Mediterraneo da remare”, la campagna nazionale di sensibilizzazione alla tutela [...] [leggi tutto]

Il decennale della Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici

A dieci anni dalla prima e unica Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici in Italia, promossa dall’allora Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e che rappresentò un [...] [leggi tutto]

Conferenza stampa #Stopincendi petizione su change.org

CONFERENZA STAMPA Martedì 25 luglio ore 16 Sala stampa della Camera dei Deputati Via della Missione, 4 Roma #Stopincendi petizione su change.org in 20.000 chiedono [...] [leggi tutto]

Animal Geographies/Animal Spaces

Come cambiano i rapporti fra esseri umani e animali nello spazio urbano e nello spazio rurale? Quali sono le conseguenze geografiche delle nostre scelte alimentari? [...] [leggi tutto]
seguici su
seguici su
Concorso fotografico “Obiettivo Terra”
Firma la petizione #OperaUnesco!

#pizzaUnesco
#pizzaUnesco: la Vittoria! L’Arte del Pizzaiuolo Napoletano è Patrimonio dell’Umanità IV ediz.
#PIZZAUNESCO: ORGOGLIO ITALIANO NEL MONDO III ediz.
#PIZZAUNESCO: ORGOGLIO ITALIANO NEL MONDO II ediz.
#PIZZAUNESCO: ORGOGLIO ITALIANO I ediz.
Osservatorio Europa
archivio

Come salvare i nostri oceani dai rifiuti?

8 aprile 2013 13:57

Slat Boyant, un giovane olandese, fondatore di Ocean Cleanup Foundation, ha presentato un nuovo dispositivo tecnologico ed efficace che consente di pulire e riciclare circa 7 milioni di tonnellate di rifiuti che ogni anno inquinano la superficie degli oceani.

Il Ocean Cleanup Array, così come è stato definito dal suo ideatore, è una sorta di aspiratore di superficie. Si basa su una serie di bracci flottanti che, sfruttando il flusso delle correnti, obbligano la plastica a dirigersi verso la piattaforma di trattamento, filtraggio e selezione, dove il materiale è conservato per essere trasportato al riciclo successivamente. Si tratta di un sistema economico (rispetto ai piani di bonifica) ed ecologico in quanto le piattaforme captano energia dal sole, dalle onde e dalle correnti. Inoltre, non usando reti, si evitano catture accidentali di specie marine, come succede spesso con i sistemi tradizionali, e si potrebbero coprire aree molto vaste.

Nei nostri oceani ci sono milioni di tonnellate di detriti di plastica, come è stato dimostrato con la denuncia sul Pacific Trash Vortex, la grande chiazza di immondizia sul Pacifico. Rifiuti che costano ai governi, alle aziende e agli stessi cittadini milioni di dollari di danni ogni anno, a causa delle perdite nel settore turistico. L’idea, se funzionante, riuscirebbe a risolvere anche i problemi legati alla morte di migliaia di specie animali e all’accumulo di sostanze contaminanti nella catena alimentare.

Il progetto è in fase di sviluppo e, come scrive lo stesso autore, non può essere ancora considerato un “metodo fattibile”. Sebbene si cerca di trovare soluzioni urgenti per “ripulire” i nostri oceani, oltre ad affidarci alla tecnologia sarebbe opportuno stabilire norme, a livello internazionale, per fermare chi inquina. È necessario porre fine alla nostra dipendenza dagli oggetti, imballaggi in plastica usa e getta, prendere coscienza del problema e avviare, a livello globale, una corretta gestione dei rifiuti.

Condividi questa pagina
  • Print
  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Blogplay
  • Twitter
  • Live
  • Meneame
  • MySpace
  • RSS
  • Technorati
  • LinkedIn
  • Tumblr