1/5 dei vertebrati rischia di scomparire

La percentuale di specie vegetali e animali in pericolo d’estinzione sta aumentando, ma gli sforzi per proteggerle sembrano funzionare. Queste sono le conclusioni degli scienziati della IUCN (International union for the conservation of nature) che hanno stilato la nuova lista rossa delle specie minacciate, presentata alla Conferenza delle parti della convenzione sulla biodiversità’ in corso in questi giorni a Nagoya, in Giappone. I dati non sono di certo positivi: delle 25.000 specie studiate circa 1/5 è in pericolo e tra queste il 41% degli anfibi rischia di scomparire. Solo il 13% degli uccelli, invece, ha bisogno di protezione.
Le perdite maggiori si registrano nel Sud-est asiatico dove la distruzione degli habitat, foreste rase al suolo per la coltura di biocombustibili, procede a ritmo sempre più veloce.
Nello studio, però, emerge che i programmi di conservazione hanno avuto un impatto significativo: tantissimi uccelli sono stati salvati e tre specie che vivevano in cattività sono riuscite a tornare nei loro habitat naturali: il condor della California (Gymnogyps californianus), il furetto dai piedi neri (Mustela nigripes) e il cavallo di Przewalski in Mongolia (Equus ferus przewalskii). Il divieto di caccia alle balene ha permesso, inoltre, un aumento delle megattere che al momento non sono più inserite nella lista rossa.
Questi scenari ottimisti non escludono una consistente estinzione e riduzione di specie animali e vegetali ed è proprio quello che la Conferenza dovrebbe evitare, cercando di raggiungere un obbiettivo ambizioso che protegga la nostra biodiversità.

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